Liberalizzazioni. Sifo: “Non penalizzare i farmacisti delle Aziende sanitarie”

Liberalizzazioni. Sifo: “Non penalizzare i farmacisti delle Aziende sanitarie”

Liberalizzazioni. Sifo: “Non penalizzare i farmacisti delle Aziende sanitarie”
Per i farmacisti ospedalieri i criteri di assegnazione delle nuove farmacie previsti dal decreto Monti “penalizzano fortemente e ingiustamente” i farmacisti della Aziende sanitarie a causa della “scarsa valutazione del loro punteggio relativo all’esercizio professionale”.

Per la Società italiana di farmacia ospedaliera (Sifo) le liberalizzazioni rappresentano “un passo decisivo per il nostro Paese”, così come “l’aumento della pianta organica, da sempre motivo di ritardo dell’espletamento dei concorsi, è positivo”. Tuttavia è “assolutamente ingiusto che i farmacisti delle Aziende Sanitarie pubbliche e private vedano inficiato il loro accesso alla titolarità delle farmacie aperte al pubblico”. Per questo la Sifo chiede un intervento urgente da parte del Governo per la modifica della parte del provvedimento riguardante le procedure per l’assegnazione delle nuove sedi.

Ribadendo di essere “favorevoli ad una maggiore capillarità e concorrenzialità del Servizio a esclusivo vantaggio dei cittadini, pur mantenendo la sostenibilità del sistema”, Laura Fabrizio, presidente della Sifo, ricorda che l’apertura di 5.000 nuove farmacie, prevista dal decreto, avverrà attraverso concorsi straordinari che terranno conto “esclusivamente del criterio del merito. Purtroppo constatiamo che i farmacisti delle Aziende Sanitarie risultano fortemente e ingiustamente penalizzati a causa della scarsa valutazione del loro punteggio relativo all’esercizio professionale, rispetto ai colleghi operanti nelle farmacie aperte al pubblico e a coloro che sono già titolari di una farmacia rurale sussidiata. Le numerose attività gestionali e manageriali svolte dai farmacisti delle Aziende Sanitarie, tra cui la vigilanza sulle farmacie aperte al pubblico, prevedono rigidi e selettivi percorsi accademici e di accesso. Non riconoscere loro un punteggio quantomeno uguale agli altri sarebbe – secondo Fabrizi – paradossale”.

La Sifo sottolinea come questi professionisti “si sono formati in ambiti particolarmente strategici del Servizio Sanitario Nazionale: operano presso farmacie ospedaliere e Servizi Farmaceutici Territoriali dove gestiscono non solo medicinali di fascia A e C ma anche dispositivi medici, diagnostici, radiofarmaci, farmaci orfani e farmaci di fascia H innovativi ed ad alto costo, nonché prodotti galenici sterili e non sterili preparati in laboratori ad elevato livello tecnologico”.

Riguardo ai farmaci di fascia C, la presidente della Sifo sostiene che “è essenziale che il farmaco sia sempre gestito con la massima sicurezza e, quindi, dal farmacista. Ne consegue che anche i medicinali di fascia C, in ogni ambito, devono essere gestiti dal farmacista previa presentazione di ricetta medica”.

Sul tema dei concorsi è intervenuto anche Pietro Finocchiaro, segretario nazionale Sifo. “È importante – ha detto – che l’apertura delle nuove 5.000 farmacie sia fatta in tempi brevi e, quindi, con concorsi semplificati per soli titoli anche per rendere fattibile l’accesso a coloro che intendono concorrere per la gestione associata. Il nostro auspicio – ha concluso Finocchiaro – è che alla collettività sia tempestivamente assicurato un servizio di distribuzione farmaceutica sempre più capillare, competitivo e di elevata qualità eliminando vecchi privilegi che non hanno più motivo di esistere”.
 

27 Gennaio 2012

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