Medici di famiglia. Fimmg: “Bene ritorno alla contrattazione”. E su ore nelle Case della Comunità: “Saranno prestazioni aggiuntive riconosciute e retribuite”

Medici di famiglia. Fimmg: “Bene ritorno alla contrattazione”. E su ore nelle Case della Comunità: “Saranno prestazioni aggiuntive riconosciute e retribuite”

Medici di famiglia. Fimmg: “Bene ritorno alla contrattazione”. E su ore nelle Case della Comunità: “Saranno prestazioni aggiuntive riconosciute e retribuite”

Il segretario Scotti accoglie con favore la scelta di procedere ad un accordo per garantire la presenza dei medici nelle Case di Comunità: “È il ritorno alla sede in cui le condizioni di lavoro dei medici di medicina generale devono definirsi, cioè la contrattazione”.

“Il passaggio all’Atto di Indirizzo non è un dettaglio procedurale: è il ritorno alla sede in cui le condizioni di lavoro dei medici di medicina generale devono definirsi, cioè la contrattazione. Tutto ciò che riguarda il rapporto di convenzione si regola lì, nel negoziato, che non è una concessione ma il metodo costituzionalmente corretto”. Lo dice Silvestro Scotti, Segretario Generale della FIMMG.

“La FIMMG non si nasconde dietro gli slogan, né del rifiuto pregiudiziale né dell’entusiasmo di maniera. La difesa dei medici e la difesa del Servizio Sanitario Nazionale non sono in contrapposizione: stanno insieme o cadono insieme. Se le Case della Comunità restano strutture vuote, a fallire non è un obiettivo di parte: è la scommessa che l’Italia ha fatto con l’Europa attraverso il PNRR, ed è la tenuta stessa dell’assistenza territoriale. Per questo – prosegue il segretario generale Scotti – affrontiamo l’atto di indirizzo nel merito, con responsabilità. Va detto con chiarezza, anche per sgombrare il campo da rappresentazioni false: non si tratta di un debito orario, ma di prestazioni aggiuntive riconosciute e retribuite, ancorate a funzioni definite e a risorse certe”. Scotti ricorda poi che difendere il medico significa difendere il sistema, che senza il medico non regge; difendere il sistema significa costruire un modello sostenibile per chi ci deve lavorare.

“A chi in questi giorni ha parlato di casta, di lobby, di medici che non vorrebbero il cambiamento, ricordo che la rappresentanza è un diritto costituzionale, non un privilegio. La discussione social ha ormai educato anche eminenti commentatori a raccogliere più like comportandosi da hater che ad approfondire i temi. Ma se confondiamo i diritti con le pretese, vuol dire quantomeno che siamo un po’ confusi. E noi non crediamo a un sistema comunicativo in cui siamo tutti allenatori della nazionale”.

Su questo equilibrio la FIMMG è pronta a lavorare da subito: prima per centrare l’obiettivo del 30 giugno, e subito dopo per la definizione dell’ACN 2025-27. Un negoziato che, per la prima volta, può portare la medicina generale ad avere retribuzioni coerenti con l’anno in corso di vigenza contrattuale. “Non più adeguamenti che arrivano quando il contratto è già scaduto, ma un riconoscimento allineato al tempo reale del lavoro dei medici”, conclude Scotti.

18 Giugno 2026

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