Operatori stranieri. Fnopi e Amsi: “No all’esercizio in deroga che mette a rischio sicurezza e qualità delle cure”

Operatori stranieri. Fnopi e Amsi: “No all’esercizio in deroga che mette a rischio sicurezza e qualità delle cure”

Operatori stranieri. Fnopi e Amsi: “No all’esercizio in deroga che mette a rischio sicurezza e qualità delle cure”

Siglato protocollo di intesa per contribuire a fronteggiare la carenza di personale promuovendo un reclutamento etico degli infermieri provenienti dai Paesi esteri e sostenendo i percorsi di riconoscimento dei titoli professionali. L'obiettivo centrale è assicurare qualità delle cure ai pazienti.

La Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi), rappresentata dalla presidente Barbara Mangiacavalli, e l’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (Amsi), insieme al Movimento Uniti per Unire e all’Unione Medica Euro Mediterraneo (Umem), con il suo presidente Foad Aodi, hanno siglato un protocollo d’intesa strategico che arriva all’indomani delle parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, raccogliendo la sfida della valorizzazione dei giovani professionisti e dell’integrazione.

L’accordo nasce dalla necessità di affrontare le carenze di personale del Servizio Sanitario Nazionale attraverso un’integrazione qualificata e ordinata dei professionisti che provengono dai Paesi esteri. L’obiettivo centrale, spiegano in una nota Fnopi e Amsi, è garantire che l’ingresso nel mondo del lavoro avvenga secondo percorsi regolati dagli Ordini professionali, trasparenti e coerenti con la normativa vigente, ponendo fine a deroghe che non permettono agli Enti preposti di controllare i requisiti dei professionisti e di conseguenza di assicurare qualità delle cure ai pazienti.

“Siamo profondamente orgogliosi di questa firma – dichiara il presidente Amsi Foad Aodi che insegna Scienze Infermieristiche all’Università di Tor Vergata – che suggella simbolicamente un percorso di sinergia con Fnopi, nato molti anni fa e svolto in favore della collaborazione interprofessionale. Questo Protocollo d’intesa rappresenta un passo decisivo verso la legalità, i diritti e la cooperazione internazionale nel settore sanitario. La sanità italiana vanta professionisti di immenso valore e gli infermieri, in particolare, sono richiesti in tutto il mondo per la loro competenza, umanità e dedizione al servizio delle persone assistite”.

L’intesa, con durata triennale, punta a sviluppare una collaborazione stabile per promuovere un reclutamento etico degli infermieri provenienti dai Paesi esteri e sostenere i percorsi di riconoscimento dei titoli professionali. In questa prospettiva, le parti si impegnano a guidare i professionisti verso l’iscrizione obbligatoria all’Albo, previo accertamento della conoscenza della lingua italiana e delle disposizioni che regolano la professione in Italia. Attraverso il coinvolgimento degli Ordini provinciali, FNOPI e AMSI lavoreranno insieme per rendere i percorsi di inserimento più chiari, prevedendo anche attività di tutoring, mentoring e supporto all’integrazione culturale. Particolare rilievo viene dato alla formazione continua e ai programmi ECM, considerati strumenti indispensabili per garantire la sicurezza e l’appropriatezza delle cure.

“Con il protocollo ratifichiamo un percorso virtuoso che ci ha visto collaborare con AMSI su molti fronti – spiega la presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli -. Senza dubbio in Italia abbiamo un un’ottima qualità della formazione dei professionisti sanitari che li porta a lavorare all’estero, ma poi paradossalmente l’Italia ha bisogno di ricorrere a reclutamenti internazionali per far fronte alle carenze. Proprio per questo vogliamo perfezionare un percorso virtuoso di verifica dei titoli esteri e delle competenze. È un dovere imprescindibile dell’Ordine garantire che chiunque sia in contatto con i pazienti possieda i titoli e le competenze necessarie. Validare i percorsi formativi, certificare le competenze e assicurare la conoscenza della lingua italiana significa permettere ai colleghi che arrivano da altri Paesi di entrare nell’esercizio professionale in maniera paritaria rispetto a tutti gli altri colleghi italiani. In un mercato del lavoro globale, la libera circolazione dei professionisti deve avere come capisaldi la certificazione delle competenze, la sicurezza delle cure e la trasparenza”.

Secondo la visione espressa nel protocollo, l’integrazione non si esaurisce con l’assunzione, ma richiede un processo costante di accompagnamento per far comprendere ai professionisti le dinamiche organizzative, le responsabilità deontologiche e i valori fondamentali del sistema sanitario italiano, come la centralità del paziente e la collaborazione interdisciplinare.

15 Maggio 2026

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