Pneumologia. Cultura scientifica e cultura umanistica a connubio al V Post Graduate Course Aipo

Pneumologia. Cultura scientifica e cultura umanistica a connubio al V Post Graduate Course Aipo

Pneumologia. Cultura scientifica e cultura umanistica a connubio al V Post Graduate Course Aipo
All'interno del corso, che si svolgerà a Gubbio dal 28 al 30 aprile, non si parlerà infatti solo di scienza ma anche di letteratura. L'obiettivo è quello di cercare quei ponti che collegano questi due mondi al fine di riscoprire ed apprezzare il ragionamento logico in medicina ed il valore della conoscenza profonda dell’uomo.

Dal 28 al 30 Aprile Gubbio aprirà le porte al V Post Graduate Course, organizzato dall’Associazione Pneumologi Ospedalieri (Aipo), dal titolo “Le pneumopatie interstiziali diffuse (PID). Conoscere per riconoscere”. Per il secondo anno il corso assume una veste di indubbia originalità. Non si parlerà infatti solo di scienza ma anche di letteratura. A fare la differenza sarà la presenza di Lara Michelacci, docente di letteratura presso l’Università di Bologna, che illustrerà le caratteristiche di alcune importanti opere letterarie esplorandone le tematiche principali in un’ottica di comprensione del ragionamento clinico.
 
“Si tratta di un evento che potrebbe interessare anche ai filosofi – commenta Venerino Poletti, responsabile scientifico dell’evento, Professore di Malattie dell’Apparato Respiratorio nella Università di Aarhus (DK) e Direttore del Dipartimento di Malattie dell’Apparato Respiratorio e del Torace Asl della Romagna -. La peculiarità di questo corso è il connubio fra cultura umanistica e cultura medica. Cercheremo i ponti che collegano questi due mondi al fine di riscoprire ed apprezzare il ragionamento logico in medicina ed il valore della conoscenza profonda dell’uomo. Interessante, da questo punto di vista, l’intervento di Alessandro Pagnini, docente di filosofia presso l’Università di Firenze che terrà una lettura dal titolo “È utile la filosofia nella formazione del medico?” continua Poletti.
 
“Si parlerà di malattie polmonari diffuse sa cause note o idiopatiche – prosegue Poletti -. Abbiamo voluto dare al corso una forte componente interattiva: i discenti verranno invitati a intervenire e a partecipare attivamente. Verranno presentati casi clinici che verranno affrontati con un approccio razionale e multidisciplinare. Il corso infatti è rivolto non solo agli pneumologi ma anche agli internisti, ai radiologi, agli anatomo-patologi e ai reumatologi. Una presenza così variegata di figure professionali con competenze ed esperienze diverse ci consentirà di affrontare e analizzare casi clinici della real life con uno sguardo davvero multidisciplinare”.

Verranno esplorati nuovi campi della ricerca clinica quali i disturbi del sonno in pazienti con interstiziopatia. Altro tema nuovo e di sicuro interesse è quello relativo ai legami fra broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e fibrosi polmonare idiopatica (Ipf). “Fino a qualche anno fa le due patologie erano considerate nettamente distinte, considerate agli antipodi dal punto di vista clinico e anatomo-patologico. Negli ultimi anni sono emersi meccanismi patogenetici comuni che evidenziano legami eziologici e patogenetici fra le due condizioni”, spiega Venerino Poletti.

“Ad aprire il convegno sarà l’intervento di Dario Olivieri che terrà una lezione dal titolo 'Il futuro delle specialità'. La pneumologia infatti, come tutte le altre specialità, sta vivendo n momento di evidente crisi che però deve essere vissuta come occasione di crescita e non di dissolvimento. E’ compito degli pneumologi rinnegare una visione frammentaria della specialità in cui una sub-specialità prevalga sulle altre. La pneumologia non può essere ridotta a settori che non comunicano fra loro ma caratterizzata da una multidisciplinarietà che la rafforzi e la sostenga. Le competenze in ambiti diversi quali la pneumologia interventistica, la fibrosi polmonare idiopatica, i disturbi respiratori del sonno e tanti altri devono essere patrimonio condiviso della comunità pneumologica. Solo un approccio di questo tipo permetterà allo pneumologo di dare molto al mondo e, soprattutto, ai pazienti”, conclude Poletti. 

22 Aprile 2016

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