Quasi 10mila medici assunti grazie al Decreto Calabria. Anaao: “Ora riformare la formazione specialistica”

Quasi 10mila medici assunti grazie al Decreto Calabria. Anaao: “Ora riformare la formazione specialistica”

Quasi 10mila medici assunti grazie al Decreto Calabria. Anaao: “Ora riformare la formazione specialistica”

Uno studio presentato al Congresso Anaao mostra che dal 2018 al 2025 quasi un medico su tre è entrato nel Ssn grazie al Decreto Calabria. Il sindacato chiede ora una riforma della formazione specialistica con maggiore integrazione tra Università e ospedali, più tutele e percorsi professionali strutturati.

La carenza di personale nel Ssn può essere contrastata, ma la soluzione non passa soltanto dall’aumento degli ingressi. Lo dimostrano i quasi 10mila giovani medici assunti tra il 2018 e il 2025 grazie al Decreto Calabria, che ha consentito l’ingresso anticipato degli specializzandi negli ospedali pubblici e garantito un contributo decisivo al ricambio generazionale. Per Anaao Assomed, però, il vero nodo oggi è trasformare questa risposta emergenziale in una strategia strutturale: senza una formazione specialistica di qualità, integrata con il sistema ospedaliero e accompagnata da tutele, diritti e percorsi professionali credibili, il rischio è continuare a formare professionisti destinati a lasciare il servizio pubblico o a non trovare nel Ssn prospettive sufficientemente attrattive.

Sono questi i temi al centro del 26° Congresso nazionale Anaao Assomed, dove sono stati presentati sia i risultati dello studio sull’impatto del Decreto Calabria sia una proposta di riforma della formazione specialistica. Due dossier strettamente collegati: da un lato la dimostrazione che investire sui giovani medici rappresenta una delle risposte più efficaci alla crisi degli organici, dall’altro la necessità di superare un modello formativo ancora segnato da disomogeneità, scarsa integrazione tra Università e ospedali e tutele insufficienti per gli specializzandi. Per il sindacato, la sfida non è soltanto assumere di più, ma costruire una filiera formativa sostenibile, capace di accompagnare i professionisti fino alla piena maturità clinica, trattenerli nel Ssn e rafforzare la qualità dell’assistenza ai cittadini.

Lo studio Sono 9.889 i medici entrati nel Servizio sanitario nazionale nei primi sette anni di applicazione del Decreto Calabria, dal 2018 al 2025. Un contributo che, secondo l’analisi promossa da Anaao Assomed e Anaao Giovani, ha rappresentato uno degli strumenti più efficaci per contrastare la grave carenza di personale sanitario che affligge il Ssn.

Lo studio, realizzato attraverso l’elaborazione dei dati Onaosi, Almalaurea e del Conto annuale del Tesoro (Cat), ha analizzato gli ingressi di dirigenti medici e dirigenti sanitari nel Servizio sanitario nazionale tra il 2018 e il 2025, individuando i professionisti assunti grazie alle disposizioni introdotte dal Decreto Calabria che consentono agli specializzandi di essere assunti a tempo determinato o indeterminato già durante il percorso formativo, a partire dal terzo anno di scuola di specializzazione.

I risultati evidenziano come, dopo una fase iniziale ancora limitata negli anni 2018 e 2019, il peso della misura sia progressivamente cresciuto fino a diventare strutturale. Nel 2023 i medici assunti attraverso il Decreto Calabria hanno rappresentato il 32,9% del totale delle assunzioni nel Ssn. Nel 2024 la quota si è attestata al 30,9% e nel 2025 al 26,1%, una lieve riduzione percentuale che va interpretata nel contesto di un incremento complessivo delle assunzioni e dell’ingresso nei concorsi pubblici di una parte consistente degli specialisti formati grazie all’aumento delle borse di specializzazione finanziate negli anni precedenti.

Il dato più significativo è che quasi un medico su tre assunto nel Ssn negli ultimi anni è entrato nel sistema grazie alla possibilità offerta dal Decreto Calabria. Un risultato che dimostra non solo l’efficacia della norma, ma anche la persistente attrattività del Servizio sanitario nazionale nei confronti delle giovani generazioni di professionisti.

Da oltre quindici anni Anaao Assomed denuncia il progressivo indebolimento del Servizio sanitario nazionale, causato dal blocco del ricambio generazionale, dalla carenza di personale e da un definanziamento che ha compromesso la capacità del sistema di garantire risposte adeguate ai bisogni di salute dei cittadini.

Per affrontare l’emergenza, negli anni si è fatto ricorso a strumenti straordinari come l’utilizzo di cooperative, il prolungamento dell’attività lavorativa di medici già pensionati e il reclutamento di professionisti provenienti dall’estero. Soluzioni che hanno contribuito a tamponare la crisi senza però risolverne le cause strutturali.

In questo contesto il Decreto Calabria, fortemente sostenuto da Anaao Assomed, ha rappresentato un punto di svolta. Nato inizialmente come misura straordinaria per il rilancio della sanità calabrese, il provvedimento ha aperto la strada a un ricambio generazionale indispensabile per il futuro del Ssn. Come ricordò l’allora ministro della Salute Giulia Grillo, il Decreto Calabria “non si occupava soltanto di rilanciare le cure in Calabria, ma consentiva il riavvio delle assunzioni nella sanità di tutto il Paese”.

L’analisi evidenzia tuttavia come persistano significative differenze territoriali e aziendali nelle attività e nelle responsabilità affidate ai medici assunti con il Decreto Calabria. In particolare, continua a emergere una scarsa integrazione tra sistema universitario e sistema ospedaliero, con ricadute sulla formazione e sull’impiego dei professionisti.

Per questo Anaao Assomed chiede alla politica di intervenire per superare le disomogeneità esistenti, definire in modo più chiaro e uniforme competenze e responsabilità, rafforzare il ruolo delle strutture ospedaliere nella rete formativa e valorizzare adeguatamente il tutoraggio svolto dai professionisti del Ssn.

La formazione specialistica e la proposta di riforma dell’Anaao. Proprio le criticità emerse dall’applicazione della norma riportano al tema della formazione specialistica. Se il Decreto Calabria ha dimostrato che l’ingresso anticipato degli specializzandi può contribuire a ridurre la carenza di personale, per Anaao Assomed resta aperta la questione della qualità dei percorsi formativi e dell’integrazione tra Università e ospedali.

È da qui che nasce la proposta di riforma presentata al Congresso nazionale. Per il sindacato, la formazione medica e sanitaria deve superare definitivamente un modello fondato sull’emergenza, sulla precarietà organizzativa e su una programmazione incapace di collegare Università, ospedali e reali bisogni di salute del Paese.

Non basta aumentare il numero degli iscritti al corso di Medicina se non si costruisce una filiera formativa sostenibile, programmata e realmente capace di accompagnare il professionista fino alla piena maturità clinica. Lo stesso deve valere per la dirigenza sanitaria non medica, indicata come parte strutturale della sanità moderna: diagnostica, laboratorio, microbiologia, genetica, fisica sanitaria, farmacia ospedaliera e psicologia clinica vengono considerate competenze indispensabili per una medicina sempre più multiprofessionale.

Per Anaao Assomed la formazione specialistica ha bisogno di una maggiore integrazione tra Università e ospedali, di un vero contratto di formazione-lavoro inserito nel perimetro del Ccnl, di diritti e tutele omogenee anche per malattia e maternità-paternità, di contribuzione piena, responsabilità progressive e realmente supervisionate, reti formative costruite sulla qualità clinica e non sulla sola geografia accademica e sistemi rigorosi di verifica delle competenze e accreditamento delle scuole.

Secondo il documento presentato al Congresso, la crisi di attrattività di molte specialità della medicina e della chirurgia, la fuga verso il privato o l’estero e i concorsi deserti non dipendono dalla mancanza di vocazione dei giovani professionisti, ma dalla crescente percezione di un sistema incapace di offrire prospettive credibili, eque e sostenibili.

“La formazione non può essere separata dall’organizzazione del Ssn: deve diventare una leva strategica del sistema sanitario pubblico.”

Per Anaao Assomed, oggi la vera sfida non è soltanto formare più professionisti, ma costruire un sistema capace di formarli meglio, trattenerli nel Ssn e restituire credibilità al lavoro sanitario pubblico. Perché un sistema che forma male produce professionisti più fragili e un servizio sanitario altrettanto fragile, più diseguale e meno capace di rispondere ai bisogni di salute reali della popolazione.

19 Giugno 2026

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