Recovery Fund. FederSerD: “Investire su personale e strutture”

Recovery Fund. FederSerD: “Investire su personale e strutture”

Recovery Fund. FederSerD: “Investire su personale e strutture”
La Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze lanciano alcune proposte per il miglioramento dei servizi. IL DOCUMENTO

FeDerSerD, la Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze, lancia una serie di proposte per l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund per quanto attiene agli interventi di cura delle dipendenze che sia di sistema e che indichi le priorità.
 
La prima azione proposta è quella di “ripristinare gli organici dei SerD e di adeguarli ai bisogni e alle richieste di salute della popolazione.Deve trattarsi di una misura strutturale e non un intervento che si esaurisca in uno spazio temporale. Il decreto “Cura Italia” dispone il potenziamento del personale sanitario in misura tale da incrementare del 30% l’attuale dotazione dei SerD nelle Aziende Sanitarie. Ulteriori definizioni si stanno orientando su un incremento del 35%. Il costo previsto è di 150 – 180 milioni di euro per anno”.
 
La seconda azione “deve essere quella di adeguare, ove necessario, le strutture dove svolgere le attività dei SerD, per renderle funzionali agli interventi multidisciplinari e al contributo dei pazienti, dei famigliari e delle organizzazioni sociali. Il costo previsto è di 60 milioni di euro”.
 
La terza azione “deve essere quella di garantire normativamente che in tutte le Regioni italiane il sistema pubblico dei Servizi per le Dipendenze sia organizzato in Dipartimenti, strutturali e autonomi, modello di gestione che garantisce il migliore governo clinico in sanità e il coordinamento delle azioni del sistema di intervento nel territorio di riferimento, e che siano riconosciuti come tali in tutti gli atti aziendali”.
 
La quarta azione “deve essere quella di garantire il pagamento delle prestazioni degli Enti Ausiliari accreditati nell’area delle dipendenze, rispettando la tempistica contrattuale e sanando i debiti che le ASL hanno accumulati con indecenti ritardi nel pagamento delle rette”.

16 Ottobre 2020

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