Riforma farmaceutica. Liphe al Senato: “Riconoscere la logistica come infrastruttura strategica per la salute”

Riforma farmaceutica. Liphe al Senato: “Riconoscere la logistica come infrastruttura strategica per la salute”

Riforma farmaceutica. Liphe al Senato: “Riconoscere la logistica come infrastruttura strategica per la salute”

L’associazione che rappresenta oltre 120 imprese: “Il Testo Unico disciplini l’home delivery e il trasporto con droni. La logistica non è un semplice vettore di consegna, ma un attore regolato che porta in dote standard, procedure e investimenti”.

La logistica farmaceutica non è un «semplice vettore di consegna», ma un attore regolato che porta in dote standard, procedure, responsabilità e investimenti. È quanto emerge dall’audizione di Liphe Logistica Integrata Pharma Healthcare presso la 10ª Commissione Affari sociali del Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge per la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica.

L’associazione, erede di oltre sessant’anni di storia di Assoram, rappresenta oltre 120 imprese tra multinazionali e PMI che collegano la produzione con la rete dei grossisti, farmacie, parafarmacie, case di cura e ospedali, garantendo la continuità delle cure e la sicurezza dei trattamenti per i pazienti. La Liphe opera anche a domicilio del cittadino, un settore, l’home delivery, che secondo l’associazione dovrà essere disciplinato più nel dettaglio in vista del progressivo rafforzamento dell’assistenza territoriale. Dovranno essere integrate nel Testo Unico anche le nuove frontiere della mobilità d’emergenza, come il trasporto farmaceutico tramite droni.

Un recepimento tardivo delle norme europee
Nel corso dell’audizione, l’associazione ha ricordato che l’Italia non ha ancora recepito le Good Distribution Practice europee del 5 novembre 2013. “Un decreto di recepimento necessario – si legge nella memoria – ma che a distanza di 13 anni rischierebbe ora di essere tardivo e forse già superato”.

La logistica in profonda trasformazione
L’attività logistica del farmaco è oggi oggetto di profonda trasformazione. Gli operatori devono reggere rifornimenti ordinari ma, al contempo, le terapie avanzate e i prodotti biotech richiedono processi di precisione, gestione della catena del freddo (anche severo), sistemi digitali di monitoraggio in tempo reale, formazione specialistica e investimenti continui in infrastrutture e sostenibilità.

Negli ultimi anni, il settore ha dovuto fronteggiare sfide straordinarie derivanti da instabilità geopolitica, interruzione delle catene globali di approvvigionamento, crisi sanitarie ed eventi climatici estremi. In un contesto di costi crescenti (energia, carburante, materie prime), la Liphe chiede di evitare “oneri regolatori, amministrativi e organizzativi sproporzionati rispetto ai benefici attesi in termini di salute pubblica e sicurezza della filiera”.

Il riconoscimento della logistica come attività essenziale
La Liphe ritiene che vada nella giusta direzione l’ordine del giorno approvato nell’ultima manovra di bilancio che impegna il governo a “riconoscere formalmente la logistica farmaceutica quale attività essenziale, strategica e di interesse nazionale, parte integrante e indispensabile del sistema sanitario e produttivo”.

Nel nuovo Testo Unico, chiede l’associazione, occorrerà riconoscere formalmente – nell’ambito della revisione della disciplina di distribuzione dei medicinali di cui all’articolo 3 del Ddl – il ruolo specifico della logistica nella filiera articolata di produttori, grossisti, farmacie e strutture sanitarie.

Le nuove sfide regolatorie europee
La Liphe richiama l’attenzione sulle nuove sfide regolatorie europee: il Pharma Package, il Critical Medicines Act (Cma), il Biotech Act, la lotta all’anticontraffazione di cui al Regolamento delegato UE 2016/161. Tutti questi provvedimenti, sottolinea l’associazione, sono strettamente legati alla resilienza e sicurezza delle catene logistiche. “Sarebbe auspicabile un’ulteriore riflessione sull’opportunità di includere riferimenti specifici al nostro settore – scrive la Liphe – senza il quale le riforme ipotizzate sarebbero inidonee a garantire i risultati attesi a beneficio di tutta la filiera e della salute pubblica”.

Logistica come infrastruttura strategica
La conclusione dell’associazione è netta: “Una riforma farmaceutica che ambisca a essere moderna non può prescindere da una infrastruttura logistica strategica. Investire nella logistica significa investire nella sicurezza del Sistema Sanitario Nazionale”. La Liphe chiede quindi che il legislatore non veda più la distribuzione “come un mero costo transattivo, ma come un pilastro della resilienza sanitaria nazionale a beneficio di cittadini e pazienti”.

30 Aprile 2026

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