“Riteniamo che la proposta di introdurre il contratto di dipendenza, anche se su base volontaria e parziale, incontrerebbe un’adesione molto limitata nella nostra regione. Qualora alcuni medici decidessero di chiudere il proprio studio per lavorare come dipendenti, si determinerebbe un ulteriore impoverimento della rete capillare di ambulatori, compromettendo la libertà di scelta del cittadino e il rapporto fiduciario medico-paziente, che rappresenta il fondamento della medicina di famiglia” parla così Mario Battista Sorlini, presidente Iniziativa Medica Lombarda.
Si rischierebbe, dice Sorlini, di una “sanità di serie B, una sanità dei poveri, e di allontanare i giovani medici da questa professione, già oggi sempre meno attrattiva rispetto alle specializzazioni”. A cui si aggiungere anche il rischio di desertificare l’assistenza nelle aree periferiche, con una concentrazione in poche zone.
IML ricorda di essere una cooperativa di medici di famiglia attiva da anni in Lombardia, presente in diverse aree della regione (Mantova, Lodi, Como, Sondrio, Monza, Bergamo, Brescia e Milano) con oltre 920 soci, di cui più di 200 già pensionati dalla convenzione, ma ancora operativi in vari contesti della sanità territoriale.
“Supportiamo il progetto di presa in carico dei pazienti cronici e, nel 2025, abbiamo pubblicato circa 72.000 piani assistenziali individuali, consultabili sul Fascicolo Sanitario Elettronico. Attraverso il nostro Centro Servizi, aiutiamo i pazienti a prenotare le prestazioni prescritte dal proprio medico, grazie a un percorso dedicato concordato con Regione Lombardia e tramite contratti di avvalimento con strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate, che mettono a disposizione slot dedicati alle prestazioni previste nel piano assistenziale” spiega ancora Sorlini. Un modello che, ribadisce, ha contribuito a ridurre di molto i tempi di attesa per i pazienti più fragili e che gode di un livello di soddisfazione totale dall’utenza.
Si aggiunge che in Lombardia operano anche altre cooperative di medici di famiglia che nel 2025 hanno prodotto circa 300.000 piani assistenziali individuali: un dato che colloca la regione ai vertici nazionali e probabilmente anche europei per quanto riguarda la gestione territoriale della cronicità. Le cooperative gestiscono circa 50 studi di medicina generale, ciascuno con 3–7 medici, supportati da personale amministrativo e infermieristico, aperti 8–10 ore al giorno. “Queste strutture – secondo Sorlini – potrebbero essere facilmente convertite in Case della Comunità Spoke, come indicato nel documento presentato dal Ministro Schillaci”.
Nelle cooperative, si sottolinea, vengono impegnati oltre 80 dipendenti amministrativi con contratto a tempo indeterminato. Negli studi operano inoltre numerosi infermieri liberi professionisti e diversi medici specialisti delle principali branche.
“Oltre alla disponibilità ad attivare CDC “Spoke”, riteniamo di poter contribuire anche alla gestione di segmenti di CDC “Hub” con medici di famiglia non dipendenti, sulla base di modelli organizzativi già riconosciuti come efficaci. Un esempio sono i numerosi centri vaccinali realizzati durante l’emergenza Covid-19, nei quali i nostri medici hanno somministrato oltre un milione di vaccini anti-Covid e gli oltre 6500 telemonitorati a domicilio sempre nel periodo pandemico” prosegue il presidente IML.
Infine, 15 studi medici associati sono classificati già attivi nell’ambito della telemedicina, sebbene attualmente solo in regime libero-professionale, in attesa di un coinvolgimento da parte di Regione Lombardia.
“L’adesione ad Assolombarda ci consente un confronto costante con le imprese e con i principali attori del welfare aziendale presenti sul territorio. Altrettanto fondamentale è il dialogo continuo con le principali centrali cooperative nazionali a cui apparteniamo. La nostra cooperativa, insieme ad altre realtà attive in Lombardia e in altre regioni, resta disponibile e fiduciosa in un invito a un confronto concreto e operativo, forte dell’esperienza maturata e della conoscenza diretta dei territori in cui opera” conclude il presidente Sorlini.