Riforma medicina generale. FMT dichiara lo stato di agitazione: “Pronti allo sciopero”

Riforma medicina generale. FMT dichiara lo stato di agitazione: “Pronti allo sciopero”

Riforma medicina generale. FMT dichiara lo stato di agitazione: “Pronti allo sciopero”

La decisione dell’esecutivo straordinario della Federazione, che fa appello all’unità della categoria per pianificare iniziative di protesta per la difesa della sanità pubblica territoriale, con le sue caratteristiche fondanti: capillarità degli ambulatori, rapporto fiduciario con i pazienti, autonomia del medico curante”.

Dopo i recenti incontri con il ministero della Salute sulla proposta di riforma della medicina generale di Governo e Regioni, si è tenuto lo scorso fine settimana l’Esecutivo straordinario di Federazione dei Medici Territoriali (FMT). È stato dato mandato affinché si dichiari lo stato di agitazione.

Alla fine della riunione il segretario nazionale di FMT, Francesco Esposito, ha sottolineato: “Come già detto in questi giorni, gli incontri con il ministero e le regioni sono state interlocutori e il dialogo rimane aperto: come sindacati presenteremo proposte emendative, perché come abbiamo più volte ribadito alcuni aspetti della bozza di decreto sono irricevibili”.

“Come FMT – continua – dichiariamo lo stato di agitazione e facciamo un appello all’unità della categoria per pianificare iniziative di protesta che coinvolgano medici e cittadini per la difesa della sanità pubblica territoriale, con le sue caratteristiche fondanti: capillarità degli ambulatori, tutela del rapporto fiduciario con i pazienti, autonomia del medico curante”.

“Del decreto – conclude Esposito – valutiamo positivamente la proposta delle regioni della riforma del sistema formativo, con la previsione della specializzazione per i medici di famiglia, con tutele adeguate, come già vigente in altri paesi europei: una storica richiesta del nostro sindacato, che ora viene avanzata anche dalla controparte pubblica. Su questo aspetto concordiamo e lo consideriamo un grande risultato. Ma sul resto sarà battaglia, sempre con lo spirito di trovare soluzioni efficaci ai problemi del nostro SSN, salvaguardando accesso, gratuita e universalità”.

18 Maggio 2026

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