Riforma medicina generale. La protesta di piazza dei medici, Smi: “Pronti allo sciopero”

Riforma medicina generale. La protesta di piazza dei medici, Smi: “Pronti allo sciopero”

Riforma medicina generale. La protesta di piazza dei medici, Smi: “Pronti allo sciopero”

Cinquecento camici bianchi davanti al Ministero della Salute. Contestata la retribuzione per obiettivi, le equivalenze con gli specialisti ospedalieri e il ruolo unico. Una delegazione ricevuta dal Capo di Gabinetto: nuovo incontro la prossima settimana.

Cinquecento medici di medicina generale provenienti da tutta Italia hanno manifestato oggi davanti al Ministero della Salute, a Roma, per dire «no» alla riforma della medicina generale proposta dal ministro Orazio Schillaci. La protesta, indetta dal Sindacato Medici Italiani (Smi), ha visto la partecipazione di camici bianchi mobilitati contro quella che definiscono una “svolta sbagliata” per le cure primarie.

Al termine del presidio, una delegazione sindacale è stata ricevuta dal Capo di Gabinetto del Ministero della Salute, Marco Mattei. Secondo quanto fa sapere il sindacato, le richieste avanzate sarebbero state recepite e la prossima settimana è previsto un ulteriore incontro per ridefinire la bozza di decreto legge.

Le ragioni della protesta: “No a retribuzione per obiettivi e ruolo unico”

I medici di famiglia contestano nel merito diversi punti della riforma. Nel mirino finiscono:

  • la retribuzione per obiettivi, ritenuta inaccettabile come criterio principale di remunerazione;
  • la deroga dei blocchi contrattuali, con la richiesta di mantenere piena validità di tutto il blocco contrattuale nazionale e regionale fino al subentro di nuovi accordi;
  • le equiparazioni forzate con le specializzazioni ospedaliere (geriatria, neurologia, cardiologia, etc.), definite dal sindacato come «equivalenze unilaterali»;
  • il “ruolo unico”, altro punto critico del provvedimento.

Le richieste: sì alla specializzazione in Medicina Generale e alla medicina dei servizi
Sul versante delle proposte, l’Smi dice sì all’istituzione della scuola di specializzazione in Medicina Generale, vista come “valorizzazione professionale ed incentivazione per i giovani professionisti”. Viene inoltre chiesto il rilancio della medicina dei servizi, modificando l’articolo 8 del decreto legislativo 502/1992, quale “canale prioritario per l’attivazione delle Case di Comunità”, con immediata riapertura dell’area e nuova attribuzione di titolarità proprio per le CdC.

La minaccia: “Pronti allo sciopero con chiusura degli ambulatori”
La Segretaria Generale del sindacato, Pina Onotri, ha tenuto a precisare la posizione dello Smi: “Lo spirito del nostro sindacato è propositivo ma, allo stesso tempo, può essere fermamente oppositivo. Se non saremo ascoltati, non escludiamo lo sciopero con la chiusura degli ambulatori”.

L’avvertimento è chiaro: la mobilitazione non si ferma al presidio di oggi. L’esito del prossimo incontro al Ministero sarà decisivo per capire se la protesta si trasformerà in un’astensione dalle cure programmate, con possibili ripercussioni sull’assistenza territoriale.

28 Maggio 2026

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