Sanità privata e Rsa, sindacati: “Non si spengano i riflettori. Pronti a proseguire la mobilitazione”

Sanità privata e Rsa, sindacati: “Non si spengano i riflettori. Pronti a proseguire la mobilitazione”

Sanità privata e Rsa, sindacati: “Non si spengano i riflettori. Pronti a proseguire la mobilitazione”

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp chiedono un’audizione alle Commissioni parlamentari competenti e l’apertura di un confronto con i gruppi parlamentari nell’ambito dell’iter di conversione del Decreto PA 2026. Al centro, il rinnovo dei contratti della sanità privata accreditata e delle Rsa e la richiesta di superare l’esclusione dei lavoratori del sociosanitario dalla tutela salariale automatica prevista dopo nove mesi di vacanza contrattuale.

“Non consentiremo che sulla sanità privata accreditata e sulle Rsa si spengano i riflettori”. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp rilanciano la vertenza per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali e chiedono un’audizione alle Commissioni parlamentari competenti, insieme all’apertura di un confronto con i gruppi parlamentari nell’ambito dell’iter di conversione del Decreto PA 2026.

A dichiararlo sono i segretari generali Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi, che richiamano l’attenzione su circa 300mila lavoratrici, lavoratori e professionisti impegnati nella sanità privata accreditata, nelle Rsa e nelle Case di Riposo.

La situazione, denunciano le tre sigle, è ormai insostenibile: i contratti sono scaduti da 8 anni nella sanità privata e da 14 anni nelle Rsa e Case di Riposo. Secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, questa condizione impoverisce il lavoro e rende sempre più difficile attrarre e trattenere professionalità fondamentali per la tenuta dell’intero sistema sanitario. “Ci sono circa 300mila lavoratrici, lavoratori e professionisti che continuano a garantire servizi essenziali con contratti scaduti”, sottolineano i sindacati.

Per le organizzazioni sindacali, la conversione del Decreto PA rappresenta il primo passaggio normativo utile per dare una risposta alla vertenza. “Abbiamo chiesto questo incontro perché la conversione del Decreto PA rappresenta il primo veicolo normativo utile per dare finalmente una risposta”, spiegano Bozzanca, Chierchia e Longobardi.

Tra le priorità indicate c’è la necessità di ricomporre quella che i sindacati definiscono “l’ingiusta esclusione” delle lavoratrici e dei lavoratori del sociosanitario dalla tutela salariale automatica prevista dal Decreto Lavoro dopo nove mesi di vacanza contrattuale. “Una disparità che deve trovare una giusta soluzione già nell’iter di conversione del Decreto PA”, affermano.

Il punto, chiariscono i segretari generali, riguarda il rapporto tra risorse pubbliche, accreditamenti e rispetto della contrattazione collettiva. “Non può esistere un sistema largamente sostenuto da risorse pubbliche e dai regimi di accreditamento nel quale il rinnovo dei contratti venga sistematicamente rinviato e il costo degli equilibri economici tra istituzioni e soggetti privati venga scaricato sulle lavoratrici e sui lavoratori”, dichiarano.

Per i sindacati, è necessario garantire una corrispondenza tra finanziamenti pubblici, qualità dei servizi e rinnovo dei contratti.

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp richiamano anche i dati economici del settore. Secondo le analisi dell’Area Studi Mediobanca, i principali gruppi della sanità privata hanno raggiunto 13,4 miliardi di euro di ricavi, con una crescita del 22% rispetto al 2019. Per i gestori delle strutture dedicate all’anzianità e alla non autosufficienza, aggiungono i sindacati, la crescita prevista è ancora più marcata. “Non è accettabile che crescano ricavi e finanziamenti mentre restano fermi salari e contratti”, affermano Bozzanca, Chierchia e Longobardi.

I sindacati annunciano che continueranno a incalzare Governo, Parlamento, Ministero della Salute e Conferenza delle Regioni da qui alla prossima legge di bilancio. “Se i bisogni di centinaia di migliaia di lavoratrici, lavoratori e professionisti continueranno a rimanere senza risposta, la mobilitazione proseguirà e assumerà tutte le forme che riterremo necessarie”, avvertono. “Su questa vertenza non arretreremo”, concludono Bozzanca, Chierchia e Longobardi.

01 Settembre 2026

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