Il momento del ritorno a casa dopo un accesso in emergenza rappresenta spesso un “buco nero” per la gestione del dolore.
Per colmare questo vuoto, i rappresentanti delle principali Società Scientifiche del settore – Simeu (Medicina d’Emergenza-Urgenza), Sigot (Geriatria), Aisd (Studio del Dolore) e Sicp (Cure Palliative) si sono confrontati con Direttori di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza e con Medici d’Emergenza-Urgenza, al fine di raggiungere posizioni condivise per una prescrizione analgesica adeguata e uniforme al momento della dimissione dal Pronto Soccorso.
La finalità è trasformare un atto spesso frammentato in un processo strutturato e sicuro, garantendo che nessun paziente venga lasciato solo nella gestione della sofferenza acuta o cronica.
Per questo, Simeu, Sigot, Aisd e Sicp chiedono alle Regioni e alle istituzioni l’implementazione dei sistemi digitali Sogei/AIFA e l’uniformità della rimborsabilità dei farmaci. L’obiettivo finale è la piena attuazione della Legge 38/2010, garantendo a ogni cittadino il diritto di non soffrire, dal momento del triage fino al ritorno al proprio domicilio.
La sfida: superare l’oligoanalgesia e la burocrazia
Una prescrizione inadeguata o poco chiara espone il paziente a due rischi opposti: l’insufficienza del controllo del dolore (oligoanalgesia) o l’insorgenza di eventi avversi non monitorati.
“La dimissione non può essere un atto isolato,” dichiarano le Società. “Deve essere il punto di raccordo tra la fase acuta in ospedale e la continuità assistenziale sul territorio.”
Gli esperti convengono che alcune aree richiedono un massimo impegno per un miglioramento costante:
Superamento delle disomogeneità regionali: La prescrizione terapeutica al momento della dimissione deve diventare totalmente disponibile attraverso la ricetta dematerializzata, eliminando le barriere burocratiche per i medici di urgenza e rendendo omogena l’assistenza per i pazienti. Attualmente in alcune regioni italiane non è possibile la prescrizione da Pronto Soccorso su ricetta dematerializzata.
Accesso Uniforme ai farmaci: la disponibilità dei farmaci in associazione a dose fissa (utilizzabili sin dall’accesso di Pronto Soccorso e proseguibili nel trattamento domiciliare), essenziali per il trattamento del dolore moderato, dovrebbe essere garantita in tutti i prontuari ospedalieri, come primo atto di raccordo della successiva dimissione
Sicurezza e Informazione: Ogni prescrizione di farmaci oppioidi deve essere accompagnata da un’informazione chiara al paziente e al caregiver, relativa ai segnali d’allarme degli effetti collaterali e deve prevedere la preventiva prescrizione di trattamenti specifici per gli effetti collaterali (come la stipsi).
Piani Personalizzati per fasce fragili: Particolare attenzione deve essere rivolta ad anziani e pazienti oncologici; per i quali è necessaria una “continuità immediata” per evitare interruzioni terapeutiche.
Bambini: la comunicazione con i genitori diventa parte integrante della cura.
Pazienti con dolore neuropatico: è necessaria l’identificazione precoce tramite strumenti validati e con adeguata sensibilizzazione dei medici d’emergenza-urgenza.
Pazienti con dolore oncologico: è imperativa la continuità terapeutica senza alcuna interruzione nell’analgesia, e all’atto della prescrizione deve essere previsto il trattamento analgesico di base unitamente al trattamento del dolore episodico intenso, quando presente.
Pazienti in cure palliative: la gestione domiciliare del dolore richiede da parte dell’équipe curante il coinvolgimento e la formazione il training del caregiver, che deve ricevere indicazioni chiare, realistiche e condivise.
Una lettera di dimissione efficace
Il verbale di dimissione dal Pronto Soccorso non dovrebbe essere un semplice elenco di farmaci, ma contenere informazioni dettagliate: devono essere chiaramente riportati dosaggi, frequenza, durata della terapia e obiettivi, facilitando il compito del Medico di Medicina Generale e dei Centri di Terapia del Dolore nella successiva presa in carico.