Troise (Annao): “Caro Balduzzi, sono i medici a dire basta. Vogliamo essere coinvolti”

Troise (Annao): “Caro Balduzzi, sono i medici a dire basta. Vogliamo essere coinvolti”

Troise (Annao): “Caro Balduzzi, sono i medici a dire basta. Vogliamo essere coinvolti”
Forte presa di posizione del leader dell'Anaao Assomed dopo le dichiarazioni del ministro della Salute sull'intramoenia. Invece di gridare contro l'allargata, facendola diventare "l'art. 18 della sanità italiana", ci aspettavamo un "basta" alle barelle nei pronto soccorso.

“Se qualcuno ha a cuore le sorti del servizio sanitario pubblico la smetta di parlare da solo e cominci a parlare con i medici”. E’ questo il monito che il Segretario Nazionale Anaao Assomed Costantino Troise rivolge a Governo e Regioni.

Infatti, in una situazione in cui il taglio di posti letto (45.000 negli ultimi anni con una riduzione di altri 30.000 promessa dal nuovo Patto della salute) e di personale ha portato il sistema di emergenza urgenza vicino ad un collasso che ricorda il periodo bellico, non emerge la volontà di Governo e Regioni di adottare misure immediate, quali deroghe per garantire il turnover e ridurre il precariato che rappresenta fino al 50% del personale, o di prospettiva, come potenziare l'assistenza domiciliare e le strutture per le lungo-degenze, così da facilitare le dimissioni dei pazienti non acuti, implementare l'azione di filtro dei medici di famiglia per rendere più appropriato l'accesso al pronto soccorso, calibrare la riduzione di posti letto alla domanda di ricoveri nei singoli ospedali. 

In un contesto del genere il Ministro della Salute ha gridato il suo “basta” dalla prima pagina del Corriere della Sera, non alle barelle nei ripostigli o all’ammasso di ammalati in spazi angusti in violazione di privacy ed umanità, ma alla libera professione “allargata” dei medici ospedalieri, diventata l’art.18 della sanità italiana, decretandone la fine al 30 giugno prossimo, come da decisione del Parlamento.
Finalmente una buona notizia per chi staziona nei pronto soccorso italiani!
Ribadisco la necessità di coinvolgere i medici nelle scelte di politica sanitaria – conclude Troise – altrimenti si perde tempo, mentre il diritto delle persone si arresta sulla soglia di un ospedale ed altre penalizzazioni si preparano per chi, giorno e notte, si adopera in condizioni sempre più difficili a tutelare il bene più prezioso dei cittadini. Ma anche i medici potrebbero dire “basta”.
 

20 Febbraio 2012

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