Vaccini Covid. FarmacieUnite: “Troppi farmacisti non ancora vaccinati e senza una data certa”

Vaccini Covid. FarmacieUnite: “Troppi farmacisti non ancora vaccinati e senza una data certa”

Vaccini Covid. FarmacieUnite: “Troppi farmacisti non ancora vaccinati e senza una data certa”
L’associazione chiede di "pianificare una data, comunicarla agli interessati e mantenere la promessa”. Evidenziando come “le farmacie sono tra i pochissimi esercizi pubblici che sono stati e devono rimanere sempre aperti, non c’è lockdown, colorazione di regione o malattia che valga; i farmacisti sono a contatto quotidiano con oltre tre milioni di cittadini e non esiste, ovviamente, lo smart working”.

È partita da oltre 1 mese la campagna di vaccinazione. Gli operatori sanitari sono stati i primi ad essere tutelati. Ma ancora oggi troppi farmacisti non ancora vaccinati. Lo denuncia, in una nota, l’associazione FarmacieUnite. “Non si sa bene in quale categoria rientrino i circa 70.000 farmacisti, ma pare che per alcune regioni o ASL o USL che dir si voglia, siano fantasmi e ad oggi non sono stati inseriti nell’elenco di chi a breve si debba vaccinare. Passati dalla fase 1 alla fase 2 senza colpo ferire”.

“Eppure, le farmacie – evidenzia l’associazione – sono tra i pochissimi esercizi pubblici che sono stati e devono rimanere sempre aperti, non c’è lockdown, colorazione di regione o malattia che valga; i farmacisti sono a contatto quotidiano con oltre tre milioni di cittadini e non esiste, ovviamente, lo smart working. I Farmacisti effettuano servizio al banco e consegne a domicilio ai malati Covid-19 che non possono uscire di casa”.

FarmacieUnite fa nota anche come la farmacia sia anche protagonista della campagna vaccinale, dal momento che in alcune Regioni è già oggi possibile prenotare in farmacia la vaccinazione degli ultraottantenni. “E forse anche vaccinarsi dai farmacisti non vaccinati”

L’associazione rivendica il ruolo avuto da farmacisti e chiede che anche per sia corrisposta l’attenzione che meritano: "Meno di un anno fa quando l’ordine era “stiamo a casa”, i farmacisti, insieme a infermieri e dottori uscivano per aprire la farmacia, erano tra i protagonisti della resistenza alla diffusione al Covid-19. Ora, in molte parti del territorio italiano, semplicemente dimenticati. Non si tratta di avere precedenza su altri – prima i farmacisti! – o di una lamentela piagnucolosa, ma ci sono percentuali che motivano a qualche ragionevole sospetto: troppi vaccini effettuati a persone che non hanno motivo ad una priorità, che probabilmente fanno smart working o non incontrano quotidianamente cittadini potenzialmente infetti”.

“Come associazione di farmacie – conclude la nota di FarmacieUnite – raccogliamo tutti i giorni testimonianze di colleghi che non sanno quando saranno vaccinati, chiediamo una data per il loro vaccino ma otteniamo risposte evasive. La richiesta è semplice: si chiede di pianificare una data, comunicarla agli interessati e mantenere la promessa. Ma forse si chiede troppo”.

16 Febbraio 2021

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