Vaccino Covid. Anelli (Fnomceo): “Il medico che non si vaccina può essere spostato ad altre mansioni non a contatto con i pazienti”

Vaccino Covid. Anelli (Fnomceo): “Il medico che non si vaccina può essere spostato ad altre mansioni non a contatto con i pazienti”

Vaccino Covid. Anelli (Fnomceo): “Il medico che non si vaccina può essere spostato ad altre mansioni non a contatto con i pazienti”
Ogni medico ha il dovere di tutelare sé stesso e gli altri. Questo significa, da una parte, che i medici hanno il diritto di essere vaccinati, per la loro stessa sicurezza; e, dall’altra, che, sempre a loro tutela, il datore di lavoro, previo parere del medico competente, può spostare il medico in altro reparto o mansione che non prevedano contatto diretto con i pazienti

Da un punto di vista costituzionale, nessun cittadino può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario, e perciò neppure a vaccinarsi, se non per disposizione di legge.
 
Dal punto di vista del Diritto pubblico, invece, la Legge 24/2017, per la sicurezza delle cure, e il Decreto Legislativo 81 – il Testo Unico per la salute e la sicurezza sul lavoro – impongono, in situazioni particolari, ai medici di vaccinarsi, sia per la tutela del danno da noxa patogena, cioè per prevenire la malattia professionale, sia per la tutela dell’utenza, in particolare i soggetti più fragili.
 
Nel dettaglio, l’articolo 279 – Prevenzione e controllo (Come modificato dall'articolo 129 del decreto legislativo 106/09) del Decreto legislativo n° 81, 9 aprile 2008 afferma che:
1. I lavoratori addetti alle attività per le quali la valutazione dei rischi ha evidenziato un rischio per la salute sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria.
 
2. Il datore di lavoro, su conforme parere del medico competente, adotta misure protettive particolari per quei lavoratori per i quali, anche per motivi sanitari individuali, si richiedono misure speciali di protezione, fra le quali:
a) la messa a disposizione di vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all'agente biologico presente nella lavorazione, da somministrare a cura del medico competente;
b) l'allontanamento temporaneo del lavoratore secondo le procedure dell'articolo 42.
 
Questo significa, da una parte, che i medici hanno il diritto di essere vaccinati, per la loro stessa sicurezza; e, dall’altra, che, sempre a loro tutela, il datore di lavoro, previo parere del medico competente, può spostare il medico in altro reparto o mansione che non prevedano contatto diretto con i pazienti.
 
E qui entriamo anche nell’alveo deontologico: ogni medico ha il dovere di tutelare sé stesso e gli altri. I vaccini sono presidi fondamentali perché hanno salvato milioni di vite e debellato malattie pericolosissime.
 
Sono uno strumento importante che la scienza ci mette a disposizione e del quale i medici devono avvalersi.
 
Filippo Anelli
Presidente Fnomceo
  

Filippo Anelli

08 Febbraio 2021

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