Accorpamenti Asl. Non siamo pregiudizialmente contrari, ma vogliamo capire le motivazioni

Accorpamenti Asl. Non siamo pregiudizialmente contrari, ma vogliamo capire le motivazioni

Accorpamenti Asl. Non siamo pregiudizialmente contrari, ma vogliamo capire le motivazioni

Gentile direttore,
la parola accorpamento è ormai divenuta un termine molto utilizzato in Sanità e la si trova riferita a reparti, servizi, strutture complesse e aziende sanitarie. L’accorpamento evoca immediatamente l’idea di risparmio ma coloro che lo attuano e ne sono decisi difensori, preferiscono che si associ a concetti quali la razionalizzazione delle spese e, per usare un neologismo non molto simpatico, all’efficientamento delle risorse. In Italia ci sono ormai aziende sanitarie che coincidono con un’intera regione, come Marche o Sardegna o sono comprese in “aree vaste”, come in Toscana. Il dibattito circa i pro e i contro di tali organizzazioni è ancora acceso.

Anche in Piemonte abbiamo assistito a periodiche fusioni di aziende sanitarie e ancora oggi si continua a privilegiare la formazione di aziende sempre più estese. Stiamo ancora scontando le conseguenze di una fusione fatta troppo in fretta fra le due aziende torinesi (ex To1 ed ex To2) e già ci troviamo di fronte al nuovo progetto, presentato con una mozione al Consiglio Regionale, di accorpare l’Aso e l’Asl di Alessandria. I sindacati non sono stati interpellati e tantomeno coinvolti nella decisione. Nessuno ha spiegato quali sono i motivi che hanno portato a un tale provvedimento e quali sono i vantaggi attesi. Vorremmo capire e quindi vogliamo che ci venga chiarita una serie di dubbi che i cittadini che usufruiscono dei servizi sanitari e gli operatori della sanità si stanno ponendo.

Perché, ad esempio, chi propone l’unificazione indica, fra gli altri motivi, le difficili sinergie fra le due Aziende e non spiega perché, fino ad oggi, nessuno abbia provveduto a favorirle o, eventualmente, ad imporle? La soppressione dell’Azienda Ospedaliera non rischierebbe seriamente di avere delle ripercussioni negative sulla struttura dell’ospedale con un suo inevitabile ridimensionamento?
 
E la perdita di attrattiva da parte dell’Ospedale del capoluogo, non andrebbe a incidere ancora più negativamente su quella già eccessiva mobilità passiva verso Lombardia e Liguria che caratterizza, anche per motivi geografici, la provincia Alessandrina? E dal punto di vista economico, l’unione delle due Aziende, porterebbe sensibili vantaggi?
 
Nessuno ha fornito previsioni in tal senso con cifre alla mano. E non sarebbe preferibile un progetto che prevedesse un miglioramento strutturale (e almeno in un caso la chiusura) dei numerosi piccoli ospedali della Provincia, che risultano vecchi e generalmente poco efficienti?

Anaao Assomed ha elencato i punti principali su cui fare chiarezza e ha inviato un documento al Presidente del Consiglio Regionale e all’Assessore alla Sanità con la richiesta di un tavolo di confronto dove poter esprimere le proprie perplessità e ascoltare le ragioni dell’Assessorato.
Diffidiamo chiunque dallo strumentalizzare le richieste di chiarimenti sostenendo che i sindacati della Dirigenza Medica si stiano mettendo di traverso su questa vicenda.

Non siamo pregiudizialmente contrari. Ma vogliamo capire le motivazioni di questa scelta.

Mario Vitale
Segretario Regionale Anaao Assomed Piemonte

06 Dicembre 2017

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