Anaao Giovani: “La guardia medica notturna in ospedale è in tilt”

Anaao Giovani: “La guardia medica notturna in ospedale è in tilt”

Anaao Giovani: “La guardia medica notturna in ospedale è in tilt”

Gentile Direttore,
sempre più strutture ospedaliere fanno ricorso alla guardia interdivisionale per assicurare la continuità assistenziale notturna nei giorni feriali e festivi. L’istituto della guardia è disciplinato dall’articolo 16 del CCNL 2002-2005, articolo che precisa come esistano due tipologie di guardia: quella definita di unità operativa e quella definita interdivisionale, che può essere istituita tra unità operative afferenti ad aree funzionali omogenee e che insistono sulla stessa sede.
 
La norma nazionale indica dei criteri di carattere generale, che devono essere declinati con riferimento alla specifica realtà aziendale attraverso una riflessione condivisa tra i diversi soggetti che sono chiamati a dare il loro contributo di idee ed esperienza: il collegio di direzione, il consiglio dei sanitari, i responsabili delle diverse unità operative interessate e le stesse organizzazioni sindacali aziendali. Il numero massimo dei letti per singola guardia nelle strutture con attività sulle 24 ore viene definito in sede decentrata ed è diverso da regione a regione.
 
Da un’analisi delle linee guida regionali emerge come la definizione di aree funzionali omogenee sia identica ma esaminando i testi degli accordi integrativi aziendali di alcune regioni emerge come il numero massimo di posti letto assegnati ad ogni singolo medico di guardia sia diverso da regione a regione (da un minimo di 60 ad un massimo di 150 posti letto delle regioni esaminate).
 
Il servizio di guardia per aree funzionali in ogni caso deve garantire la sicurezza e quindi la competenza del medico a risolvere le emergenze/urgenze più frequenti, ma nei fatti è davvero cosi? Molto spesso si lavora in ospedali disposti su più piani per cui non è difficile immaginare la difficoltà di un medico di guardia che deve andare magari dal primo piano dov’è sito il suo reparto al quinto-sesto piano della unità operativa affine rientrante nel turno di guardia in quanto chiamato a gestire un’urgenza. Non sono rare aggressioni da parte di parenti di pazienti a causa della non immediatezza dell’arrivo del medico di guardia dovuta alla mancanza del dono dell’ubiquità.
 
Se contemporaneamente si verificassero  due urgenze con pazienti disposti in diversi reparti  come potrebbe prestare il proprio aiuto il medico di guardia?! Magari chiamando il medico reperibile da casa che non potrebbe far altro che constatare il decesso dei pazienti.  A tutto questo si va ad aggiungere il fenomeno degli appoggi per cui ci si ritrova con un numero di  pazienti che va ben oltre il numero di posti letto assegnati ad ogni unità operativa e molto spesso i pazienti appoggiati sono dislocati in reparti che non sempre si trovano nella stessa sede costringendo quindi l’unico medico di guardia a percorrere un’intera struttura ospedaliera da un’ala all’altra lasciando così scoperti tutti gli altri pazienti.
 
A causa dei tagli al personale cui si sommano i pensionamenti e il blocco del turn over si è creata una inarrestabile caduta delle dotazioni organiche del personale delle aziende sanitarie che porta molti reparti a lavorare continuamente in affanno e a far ricorso alla guardia interdivisionale non avendo il personale necessario per organizzare una guardia attiva che consentirebbe una maggiore tutela sia dei medici che dei pazienti. Tutto ciò  espone purtroppo noi medici di guardia a gravi responsabilità e ad una sensazione di ineluttabile fallimento.
 
Antonella Pipoli
Responsabile Settore Anaao Giovani Molise
 
Domenico Montemurro
Responsabile Nazionale Settore Anaao Giovani

30 Marzo 2015

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