La sfida all’Antimicrobico resistenza può esser vinta con il contributo e l’attivazione dei cittadini

La sfida all’Antimicrobico resistenza può esser vinta con il contributo e l’attivazione dei cittadini

La sfida all’Antimicrobico resistenza può esser vinta con il contributo e l’attivazione dei cittadini

Gentile direttore,
i Ministri della Salute degli Stati membri del G7 si riuniranno ad Ancona a partire da domani 10 ottobre e dedicheranno un focus particolare alla resistenza antimicrobica e all’importanza di promuovere, da una parte l’uso prudente e responsabile degli antibiotici sia in campo umano che veterinario – sostenendo e governando l’accesso a quelli esistenti – dall’altra, la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici attraverso incentivi che ne rendano sostenibile lo sviluppo e l’accesso.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto infatti che la resistenza antimicrobica (AMR), cioè la capacità dei microbi (soprattutto dei batteri) di modificare e mutare il proprio comportamento, rendendo inefficaci i farmaci normalmente utilizzati contro di loro, è una delle dieci principali minacce per l’umanità, che va affrontata con la massima urgenza e con interventi multisettoriali.

L’impatto della resistenza antimicrobica è immenso, sia in termini di salute pubblica sia in termini economici. Almeno 1,27 milioni di persone muoiono ogni anno nel mondo a causa di infezioni batteriche resistenti agli antibiotici, nella sola Unione Europea quasi 100 persone muoiono ogni giorno a causa di queste infezioni. In Italia la resistenza antimicrobica provoca più di 10.000 morti l’anno.

Per quanto concerne l’impatto economico delle infezioni sostenute da microrganismi multi-resistenti in generale e delle infezioni correlate all’assistenza sanitaria (Ica), una recente analisi rivela un costo annuo di circa 800 milioni dovuto all’aumento dei ricoveri per acuti in regime ordinario conseguenti alle infezioni e la perdita di produttività dei pazienti, in particolare quelli in età lavorativa, con un impatto economico stimato di circa 200 milioni di euro dovuto alle giornate aggiuntive di ricovero. I rischi sono particolarmente rilevanti sulle persone fragili e affette da malattie croniche e rare poiché più suscettibili alle infezioni e poiché spesso aggravate da un quadro clinico già compromesso dalla patologia stessa.

Non altrettanto rilevante è invece la consapevolezza, tra i pazienti fragili ma in generale tra i cittadini, circa l’impatto della resistenza antimicrobica e l’urgenza che abbiamo nel frenarla. Su questo crediamo che organizzazioni civiche come la nostra debbano e possano avere un ruolo determinante per accrescere la consapevolezza e l’empowerment dei cittadini pazienti. Il fenomeno dell’antimicrobico resistenza rappresenta una emergenza per la sanità pubblica per questo è prioritario individuare una strategia condivisa ed unitaria per contrastarla, che veda forte la sinergia e la valorizzazione di tutti gli attori coinvolti, affidando ad ognuno responsabilità e impegni, a cominciare da quello che possono assumere le associazioni e i cittadini.

Nei prossimi mesi Cittadinanzattiva porterà avanti un percorso di coinvolgimento delle associazioni affinché definiscano in un Documento le strategie di intervento necessarie per accogliere i bisogni specifici dei pazienti e dei cittadini e contemporaneamente definiscano gli impegni e le azioni che ciascuna di esse, con il proprio ruolo, potrà agire per essere volano di cambiamento

Abbiamo in definitiva accolto positivamente l’impegno del Ministro della Salute Orazio Schillaci per mettere il tema della resistenza antimicrobica al centro dei lavori del G7 presieduti dall’Italia. Riteniamo fondamentale però dare maggiore rilevanza al contributo e al valore dell’attivazione delle associazioni di pazienti e cittadini per consolidare la diffusa consapevolezza sul tema e far emergere le esigenze dei pazienti a supporto delle scelte della politica sanitaria in questo ambito. In questa direzione ci affianchiamo con spirito collaborativo nell’auspicio che, nell’ambito dei lavori, siano individuate soluzioni comuni e sia data concretezza e tempestività alla messa a terra delle azioni che ne dovranno seguire.

Valeria Fava
Responsabile coordinamento politiche della salute di Cittadinanzattiva

09 Ottobre 2024

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