Contratto comparto, una panoramica di sistema

Contratto comparto, una panoramica di sistema

Contratto comparto, una panoramica di sistema

Gentile Direttore,
sono trascorse due settimane ormai dall’evento del mancato accordo per il rinnovo del contratto 2022-2024 del comparto Sanità. Numerose le ipotesi, i diversi posizionamenti politici e sindacali mentre è surriscaldato e diffuso il dibattito in merito.

Le notizie quotidiane evidenziano quello che contemporaneamente tutti gli operatori del SSN stanno vivendo; concorsi che vanno deserti, abbandoni e fuga dagli ospedali, professionisti importati dall’estero, gettonisti, mancate iscrizioni all’università soprattutto degli infermieri. Ossia disaffezione e fuga, frequentemente anche dalla professione esercitata quindi crisi pesante che rischia di divenire irreversibile.

Era ed è importante una reazione forte delle Rappresentanze sindacali a tale stato di cose; il primo elemento doveva essere il rinnovo del contratto 2022- 2024.

Non è stato così; non vi è stata quella comunione di intenti che i lavoratori si aspettavano che avrebbe permesso di trovare una equilibrata mediazione tra le aspettative in gioco.

Quali i principali punti critici: partiamo dalle risorse economiche.

La legge di bilancio per il 2025 è chiusa, per cui lo scenario resta quello che ha accompagnato i sette mesi di trattative.

Tutte le criticità e il rigetto stesso del contratto stanno nel fatto che viene messo a disposizione meno del 6% con un’inflazione decisamente maggiore. Ma quella percentuale di aumenti retributivi si riferisce ad un triennio ormai lontano nel tempo ed è la conferma che la vera, grande patologia della contrattazione collettiva non è sul “quanto” bensì sul “quando”.

Siamo davvero certi che siglare oggi e riaprire subito la tornata contrattuale 2025-2027 come abbiamo chiesto a gran voce e scritto in dichiarazione congiunta, non fosse la decisione più opportuna?

Oggi avremmo acquisito un aumento medio di 172 euro al mese che può voler dire poco anche in considerazione che un anticipo contrattuale era già stato erogato per legge ed era ormai interiorizzato dai lavoratori ma era un ulteriore passo avanti.

Ma offriamo una panoramica di sistema.

Un infermiere di Pronto soccorso a decorrere da gennaio 2024, avrebbe avuto un incremento di stipendio di 150 euro, e di indennità di 240 euro al mese, che sarebbero saliti a 305 euro dal 2025 per arrivare a circa 360 euro nel 2026. Cioè 510 euro a regime.

Veniva anche previsto un aumento di 35 euro delle indennità per le ostetriche nel 2024 incrementabile a 40 nel 2025.

Inoltre a tutti i professionisti della salute nel 2026 venivano attribuiti ulteriori 58 euro.

Sarebbe stata ottenuta una limitazione delle pronte disponibilità e regolamentato l’uso delle prestazioni aggiuntive remunerate a 50 euro all’ora.

Come Fials abbiamo posto un impegno particolare sulla componente giuridica e inerente la disciplina del rapporto di lavoro tant’è che è stato perfezionato il concetto di conciliazione vita – lavoro a favore delle migliaia di professioniste su cui grava il carico familiare ed ottenuta l’estensione dell’istituto delle ferie solidali fino ai parenti di primo grado.

Ed ancora, il diritto per gli amministrativi al buono pasto per lo smart working e la possibilità della settimana corta senza decurtazione dello stipendio. Positivo anche il patrocinio legale gratuito in caso di violenza oltre che l’assistenza psicologica, a carico delle aziende, in caso di aggressioni. Altri aspetti importanti, infine, sarebbero stati dati dalla possibilità di esonerare da turni e pronta disponibilità il personale oltre i 60 anni la contrattualizzazione della libera professione per tutti gli appartenenti alle professioni sanitarie.

Tutto bello dunque? Se non bello senz’altro convintamente accoglibile soprattutto nell’idea che poteva essere un buon punto di ripartenza per il successivo percorso contrattuale tenuto che i contratti sono sempre frutto di una mediazione.

In tutta questa partita già di per sé complessa c’è stata una nota più che stonata, ossia l’aver introdotto forzatamente nella fase finale della stesura del contratto, il profilo dell’Assistente infermiere ed averne mantenuto l’inserimento nonostante le rimostranze di quattro sigle sindacali su sei.

Le motivazioni della decisione di inserimento del profilo dell’Assistente infermiere sono note, ma riteniamo che in tal modo, da una parte non si riuscirà nemmeno a scalfire la grave carenza di infermieri mentre dall’altra non si farà altro che aumentare il loro disagio come pure quello degli OSS. Infermieri e OSS insieme sono la parte più che maggioritaria del personale del comparto.

Ma come si usa dire “cosa fatta capo ha” ed allora guardiamo avanti per dare risposte a tutti gli operatori del Sistema. Noi come sempre ci siamo.

Giuseppe Carbone
Segretario Generale

27 Gennaio 2025

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