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Emergenza-Urgenza. L’incremento delle borse di specializzazione non risolve il problema

di E. Colonetti, C. Sorlini, G. Magagnotti, A. Coppa, A. Duca e altri

03 SET - Gentile Direttore,
vogliamo inserirci nel dibattito corrente riguardo le criticità della medicina d’emergenza- urgenza. La carenza di personale nei Pronto Soccorso e 118 è già da tempo uno dei più grandi problemi del SSN e, se non saremo in grado di invertire la tendenza, ci troveremo ad affrontare conseguenze disastrose per i pazienti e la sopravvivenza stessa del SSN. Le ragioni di questa carenza sono già state discusse in molte sedi e spesso sono state proposte soluzioni che, nonostante la buona fede, si sono rivelate parte stessa del problema.

L’incremento delle borse di specializzazione in MEU prevista per il 2021 poteva sembrare risolutiva solo a chi non conosce a fondo il sistema e non ha il polso della situazione reale dei PS/118. Non ha certamente stupito noi vedere che il 50% delle borse siano rimaste non assegnate (dato non definitivo ma che può addirittura peggiorare), che il tasso di abbandono dello scorso anno sia del 18% e che molti specialisti lascino la MEU per specializzarsi in altri settori.

Crediamo che in qualità di specialisti, che hanno scelto con convinzione di seguire la strada della medicina d’emergenza e che hanno partecipato attivamente alla crescita della disciplina, noi meglio di altri possiamo fornire una visione peculiare su come dare attrattiva a una specialità che, dalla nascita, continua a scontrarsi con le stesse criticità.

L’attrattiva di una specialità deriva principalmente da due aspetti:
 
-  L’attrattiva professionale: data da un insieme di fattori, tra i quali in primo luogo l’esistenza di un corpus di conoscenze e competenze specifiche condivise tra tutti gli specialisti, generalmente riassunta nel termine “identità”. In secondo luogo, la possibilità di crescere all’interno della disciplina, approfondendo e sottospecializzandosi in determinati ambiti e, infine, la possibilità di contribuire alla produzione scientifica ed alla crescita accademica della disciplina stessa. 

-  L’attrattiva contrattuale: intesa soprattutto come la possibilità di conciliare la vita privata con una professione che non prevede calo del carico lavorativo negli orari antisociali (notti e festivi); un’adeguata retribuzione, anche in virtù dell’impossibilità dei suoi specialisti di svolgere attività libero-professionale; la sostenibilità a lungo termine e, quindi, un carico lavorativo clinico che vada progressivamente riducendosi a favore di ruoli maggiormente organizzativi, di tutoraggio e insegnamento. Proponiamo quindi alcuni interventi partendo da un presupposto non negoziabile: non possono esistere soluzioni a breve termine. L’attrattiva professionale non può essere costruita da un giorno all’altro ma anzi, quanto faticosamente ottenuto nei decenni passati può essere vanificato in un attimo. Soluzioni tampone che ledono l’identità e la dignità della medicina d’emergenza permettono sì di coprire un turno oggi ma ci fanno perdere uno specialista domani.
 
Se l’attrattiva professionale ha bisogno di tempo, per quella contrattuale è possibile cogliere l’occasione fornita dal prossimo CCNL, ponendo particolare attenzione alle peculiarità di chi lavora nel mondo dell’emergenza. Il personale attualmente in forza ai PS, anche se allo stremo, può temporaneamente vicariare, ancora una volta, alle carenze strutturali del SSN, a patto che avverta una presa in carico immediata e decisa del problema da parte delle istituzioni. 

Di seguito quindi alcune proposte.
 
Al fine di migliorare l’attrattiva professionale:

-  Standardizzazione del percorso formativo specialistico in MEU, con la chiusura delle scuole che non rispettino requisiti di minima e allargamento della rete formativa ad ospedali non universitari, selezionati secondo criteri adeguati. 

-  Istituzione della disciplina di MEU in sostituzione di MeCAU e revisione delle 43 equipollenze. 

-  A fronte di un’ultima stabilizzazione del personale non specialista ma con almeno 5 anni di attività nell’ambito dell’emergenza e adeguate competenze, eliminazione tout-court di corsi tri o semestrali in “medicina d’emergenza”, dei corsi MET o di qualsiasi altro surrogato del percorso specialistico quinquennale in medicina d’emergenza-urgenza. 

-  Ripensamento del DL Calabria, rinforzandone la vocazione di contratto formazione-lavoro, riducendone l’applicabilità al solo 4° e 5° anno, garantendo la formazione necessaria al raggiungimento degli obiettivi formativi e mantenendo stringenti criteri per definire i livelli di autonomia. 

-  Istituzione del settore scientifico disciplinare in MEU a ribadire l’identità della disciplina e per incentivare un percorso universitario specifico. 
 
Al fine di migliorare l’attrattiva contrattuale: 
 
-  Introduzione di un’indennità specifica di disciplina. 

-  Riconoscimento di un periodo di riposo biologico e riconoscimento della condizione di lavoro usurante ai fini pensionistici. 
 
-  Al fine di valorizzare il carico di lavoro in orario antisociale proponiamo l’introduzione di una nuova indennità che venga calcolata sulla base del monte ore lavorativo (guardia attiva e reperibilità) svolto in orario notturno e festivo. Tale indennità verrebbe riconosciuta al raggiungimento di un orario minimo forfettario aumentando in modo progressivo per fasce predefinite. 

-  Progressiva riduzione del carico lavorativo in orario notturno e festivo con l’anzianità, prevedendo una riduzione del 30% ai 10 anni di anzianità e del 60% a 15 anni di anzianità, incentivata anche da un progressivo aumento dell’indennità di cui sopra. Siamo disponibili a collaborare con le istituzioni e le organizzazioni sindacali tutte e approfondire quanto per brevità abbiamo condensato nei punti di cui sopra. Noi siamo i primi a volere la sopravvivenza della nostra disciplina, ma siamo anche consci che nel mondo di oggi le alternative per medici specialisti con le nostre competenze sono numerose, e sono piuttosto il SSN ed i nostri pazienti che non possono fare a meno di noi. Occorre agire in fretta prima che i cittadini si trovino a rivolgersi a Pronto Soccorso e 118 ormai privi di medici. 

Efrem Colonetti
Specialista MEU

Cristina Sorlini
Specialista MEU

Giacomo Magagnotti
Specialista MEU

Alessandro Coppa
Specialista MEU

Andrea Duca
Specialista MEU

e altri


03 settembre 2021
© Riproduzione riservata

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