Cambio generazionale in Sanità. Serve una ricognizione e revisione delle competenze

Cambio generazionale in Sanità. Serve una ricognizione e revisione delle competenze

Cambio generazionale in Sanità. Serve una ricognizione e revisione delle competenze

Gentile Direttore,
ho letto nel suo (mai sufficientemente lodato) periodico sia l'articolo con la proposta del DDL a firma delle senatrici Silvestro-Dirindin sia le osservazioni dello studioso dr. Cavicchi. Entrambe hanno il merito di portare all'attenzione dei lettori e del Parlamento la questione del ricambio generazionale in un settore così nevralgico come quello della salute. Mi spiace tuttavia notare una certa acrimonia da parte del dr. Cavicchi che a mio avviso polemizza inutilmente sul doppio ruolo della senatrice Silvestro presidente IPASVI con l'effetto di spostare l'attenzione del tema centrale cioè come garantire qualità assistenziale e svecchiamento della popolazione infermieristica.

Non sono così presuntuoso da offrire soluzioni, ricordo tuttavia che una norma della legge di stabilità 2013 (legge 228 del 24/12/2012) art. 1 comma 88 stabiliva di doversi effettuare una verifica straordinaria sugli inidonei – appartenenti al personale sanitario – alle mansioni specifiche e alla mansioni del proprio profilo. In effetti sono molti gli infermieri che per le più svariate ragioni non sono più utilmente impiegati in turni nelle corsie e nei reparti e vengono assegnati ad altre funzioni (so bene che la questione non riguarda solo gli infermieri, penso anche ai vigili urbani e ai poliziotti).

Una valutazione che metta a confronto le due tipologie di professionisti, infermieri turnisti di cura e assistenza e infermieri di supporto tecnico amministrativo consentirebbe un ragionamento sugli effettivi fabbisogni di dotazione organica e sfruttando la prossima riforma della PA messa in cantiere dal Governo Renzi ridisegnare la mappa delle cosiddette "mansioni e competenze" negli Ospedali e nelle ASL territoriali ricalibrando i numeri dei nuovi e giovani infermieri necessari al nostro Paese.

Cordiali saluti

Bartolo Meotti
Collaboratore amministrativo  

11 Giugno 2014

© Riproduzione riservata

Professioni sanitarie, una delega senza riforma
Professioni sanitarie, una delega senza riforma

Gentile Direttore, Il 28 ottobre la Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega sulle professioni sanitarie, l'AC 2700. Lo ha fatto senza accogliere un solo emendamento...

Salute mentale dimenticata nella Legge di Bilancio
Salute mentale dimenticata nella Legge di Bilancio

Gentile Direttore,in questi giorni comincia la discussione sulla prossima legge di bilancio 2027 ed è pertanto il momento nel quale porre con forza il tema delle risorse per la salute...

Disinvestiamo dall’ospedale per investire sul territorio. Se la sente ministro?
Disinvestiamo dall’ospedale per investire sul territorio. Se la sente ministro?

Gentile direttore,qualche giorno fa Qs ha riportato alcune affermazioni molto condivisibili del Ministro Schillaci per il quale le risposte alle difficoltà del sistema sanitario non possono essere affidate a interventi...

La medicina tecnologica malata di tecnologia
La medicina tecnologica malata di tecnologia

Gentile Direttore,la tecnologia permette di guarire e curare meglio molti malati con terapie impensabili fino a qualche decennio fa. Nello stesso tempo può rendere malate molte persone sane o con...