Campagna vaccinale Covid. Perché gli specializzandi dicono di no

Campagna vaccinale Covid. Perché gli specializzandi dicono di no

Campagna vaccinale Covid. Perché gli specializzandi dicono di no

Gentile Direttore,
leggiamo con grande attenzione alcuni scritti a Lei indirizzati, come quello del dott. Siciliano, che ricordano, peraltro con ridente auto-encomio, tempi passati, quasi a giustificare e pregiarsi di una richiesta che il Ministero dell’Università e della Ricerca ha inoltrato, ovvero utilizzare gli specializzandi per la somministrazione di vaccini ripagandoli con crediti formativi.
 
Forse è bene ricordare che tale richiesta arriva contestualmente a un bando che prevede una retribuzione per tutte le altre categorie di medici che si offrano a svolgere tale ruolo, e premesso che tutti i medici in questa pandemia si sono eroicamente spesi per la causa senza alcun limite e senza riconoscimento degno di questo nome, Anaao Giovani ribadisce con forza che pretendere dallo specializzando lo svolgimento di una prestazione non prevista dal proprio iter formativo, in maniera gratuita o dietro corresponsione di CFU sia indegno e indecoroso ed inaccettabile oltre che pretestuoso.
 
A pensarla cosi, peraltro, non sono solo i giovani medici di Anaao Assomed, ma anche i giovani medici delle altre associazioni di categoria e i medici meno giovani, compresa la Fnomceo. Insomma il parere, appare unanime (o quasi) da parte del mondo medico…(che stranezza)…almeno il parere di chi sul campo ci vive ogni giorno!
 
Ci sembra, in talune esternazioni, di rileggere storie antiche dei tempi che furono, dietrologie spinte e legate ad un mondo e ad uno stato che non esiste più. Ci aspetteremmo invece, soprattutto da parte di chi quel mondo antico lo ha vissuto, esperienze da integrare alla luce di errori passati basati su logiche di esclusione anziché inclusive.
 
A proposito di etica, considerare i medici specializzandi medici di serie B o “sfruttabili” a invarianza di spesa solo per ragioni anagrafiche o di ruolo professionale, non ci sembra vada nella direzione di un comportamento deontologicamente fondato.
 
Rispetto a tali atteggiamenti e tentativi alzeremo sempre le barricate, perché in fondo questo dovrebbe essere il ruolo di un sindacato, come d’altro canto prevede l’etimologia della parola stessa sun dike: giustizia da raggiungere insieme.
 
Osserviamo ancora oggi miseri e sterili tentavi, isolati per fortuna, che tentano di creare quelle divisioni di sub-categorie, alla ricerca di capri espiatori o di colpevoli all’interno di una classe medica che, mai come in questa pandemia, ha dimostrato tutto il suo spessore etico morale e professionale.
 
Le provocazioni non le cogliamo, cogliamo invece il senso di responsabilità e di abnegazione che migliaia di medici giovani e meno giovani hanno dimostrato ogni giorno ed è per loro che continueremo a gridare e a portare avanti, anche in altre sedi se necessario, la pretesa che il medico venga rispettato.
 
Anaao Giovani

15 Dicembre 2020

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