Carenza Mmg: criticità o leggenda?

Carenza Mmg: criticità o leggenda?

Carenza Mmg: criticità o leggenda?

Gentile direttore,
negli ultimi giorni si è letto, visto e ascoltato tutto e il contrario di tutto sulla mancanza di Medici di Medicina Generale nel nostro Paese. L’allarme lanciato da qualche anno a questa parte dalla FIMMG si è concretizzato nel raddoppio del numero delle borse di studio, con il fine di raddoppiare i contingenti per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale sull’intero territorio nazionale.
 
Il Governo, oltre a stanziare le risorse per le borse di studio, ha lanciato una proposta che ha come scopo la stabilizzazione dei Medici precari che operano nel SSN nell’ambito della Medicina Generale.
 
Quando ho letto l’annuncio del Ministro in merito, ho pensato che si trattasse di una proposta per dare attenzione e soluzioni a Medici che con sacrificio hanno superato un concorso di accesso e conseguito il titolo in Formazione Specifica in Medicina Generale, che attendono da anni la convenzione e, quindi, la stabilizzazione a tempo indeterminato.
 
Nei giorni a venire, ho capito che la proposta si rivolgeva non a medici che hanno il titolo in Medicina Generale, ma a quei medici che senza alcun requisito per essere iscritti nelle graduatorie regionali della Medicina Generale, hanno incarichi temporanei nei settori della stessa.
 
E questa sarebbe una stabilizzazione di precari? Con riconoscimento di diritti, come la malattia?

Premetto che i medici che lavorano, anche a tempo indeterminato nella Medicina Generale, essendo liberi professionisti in convenzione, non possono usufruire di tale diritto. Detto ciò, in realtà tale proposta consiste nel consentire a medici precari di frequentare il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, senza alcuna prova concorsuale. Da ciò si deduce che in realtà la proposta servirà a rendere dei medici precari senza titolo, medici precari diplomati, che andranno a sommarsi ai medici che entrano in soprannumero ai CFSMG, ai sensi dell’art. 3 della legge 401/2000.
 
La proposta, quindi, non è altro che un’estensione della legge 401/2000.
Norma, quest’ultima, che è una sanatoria sul piano della formazione, che va a danneggiare e mortificare quei medici che hanno vinto un concorso di accesso, come già ho spiegato in passato. (QS 26 marzo 2014, QS 6 maggio 2015)
 
Da tutto ciò si evince che chi sarebbe danneggiato da tale provvedimento, sono i medici più giovani, che hanno la sola pecca, essendo anagraficamente più piccoli, di avere un basso punteggio per titoli di servizio, nonostante siano vincitori di concorso. Ciò comporta che costoro vengono poi superati nelle graduatorie regionali da chi usufruisce di tale sanatoria formativa, ritardando, conseguentemente, l’accesso alla Professione.
 
Fatta l’analisi, mi chiedo, come è possibile che un Governo, che si definisce del Cambiamento, possa partorire una proposta che è l’esatto opposto della meritocrazia.
 
Il consulente del Ministro, reso famoso da un hashtag di una mobilitazione sui social, a cui io stesso ho partecipato, evidentemente, anche se ha agito in buona fede, non si rende conto che la carenza non è omogenea in Italia, ma è concentrata in particolar modo nelle regioni del Nord. Al Sud, soprattutto in Campania, i medici con i requisiti ci sono, ma si perpetua una omissione di pubblicazione di ambiti carenti, con la conseguenza di dover incaricare provvisoriamente tali medici, per poter tamponare l’assistenza territoriale ai Cittadini, o meglio, “la peggiore assistenza territoriale possibile”!
 
A tal proposito il 9 novembre noi, Medici di Medicina Generale precari, in attesa di convenzione, manifestiamo a Napoli, presso il Centro Direzionale, Isola C 3, sede dell’Assessorato alla Sanità, regione Campania. Invitiamo a parteciparvi il Ministro della Salute, il Suo consulente per la Medicina Generale e tutte le Organizzazioni Sindacali della Medicina Generale.

Dott. Salvatore Caiazza
Già Segretario Regionale FIMMG Giovani Campania

18 Ottobre 2018

© Riproduzione riservata

Senza un ponte tra ospedale e territorio, la riforma resta incompiuta. Internisti pronti a collaborare
Senza un ponte tra ospedale e territorio, la riforma resta incompiuta. Internisti pronti a collaborare

Gentile Direttore, la riforma della medicina territoriale è una delle sfide decisive per il futuro del Servizio sanitario nazionale. Case di Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali operative, telemedicina e assistenza...

La salute mentale e il vuoto delle responsabilità
La salute mentale e il vuoto delle responsabilità

Gentile Direttore,confesso la mia ammirazione per l’impegno e la costanza con cui alcuni psichiatri continuano a portare l’attenzione sui vari problemi della salute mentale, come emerge dai recenti interventi di...

Lo stallo sul fronte dei medici di famiglia dimostra che la sanità territoriale non può essere “medico-centrica”
Lo stallo sul fronte dei medici di famiglia dimostra che la sanità territoriale non può essere “medico-centrica”

Gentile Direttore,il dibattito sul futuro della sanità territoriale in Italia è a un punto di svolta cruciale, segnato da forti tensioni sindacali, frenate politiche e il tentativo di trovare un...

Sanità territoriale e gli esiti perversi di 15 anni di disinteresse, deficit culturale e abbandono
Sanità territoriale e gli esiti perversi di 15 anni di disinteresse, deficit culturale e abbandono

Gentile Direttore,sembra proprio che il tormentato iter del DL di riforma della medicina territoriale sia stato deviato su un binario morto. Negli ultimi 2 mesi opinion leader politici, accademici, giornalistici...