Chi crede ancora a Babbo Natale?

Chi crede ancora a Babbo Natale?

Chi crede ancora a Babbo Natale?

Gentile direttore,
I bambini credono a Babbo Natale. Ed è un bene. Il problema è che da adesso ci credono anche gli adulti, almeno in Gran Bretagna…Si, perché – senza spendere un soldo per la selezione, la formazione e l’abilitazione – possono fare un salto in Italia e portar via fior di giovani medici, frutto della dicotomia tra le eccellenti scuole mediche che abbiamo e le… non eccellenti menti politiche che consentono una situazione così paradossale.

Un esempio che forse potrebbe giovare per spiegare la cosa è rappresentato dalle offerte che – specie in fine d’anno – molte case automobilistiche propongono ai clienti. Si fa a gara per attrarre acquirenti con sconti notevoli, ma è una piccola cosa, perché la vera motivazione è il non lasciare i piazzali pieni di vetture, e poi in ogni caso ci sono già stati dei margini di guadagno con le vendite precedenti.

La differenza che dovrebbe saltare agli occhi è che le industrie spendono miliardi in ricerca e sperimentazione per la sicurezza, il comfort, il design, la tecnologia… Investono.

Il prodotto finito, risultato di tali investimenti, è poi venduto alla clientela, che paga un prezzo iniziale per poter usufruire di un frutto maturo, ben pensato e realizzato.

Nel nostro caso…no. Non si può parlare neppure di investimento, ma di sciocca spesa improduttiva.

Questo è quanto da anni come CISL Medici ci sforziamo di indicare e condannare.

O meglio…la spesa è stata sostenuta dallo Stato italiano, che con le sue università ha reclutato i migliori giovani, li ha fatti sacrificare per anni sui libri (e con loro – almeno economicamente – i loro genitori) e poi…li regala senza neppure provare ad invertire la tendenza. Il profitto, quindi, è solo di chi può raccogliere il frutto della spesa altrui.

Come se qualcuno potesse acquistare un’automobile spendendo solo i soldi per la tassa di possesso e la benzina…

Quanto potrebbe sopravvivere un’industria che sperperasse così le proprie risorse migliori?

Quanto – di conseguenza – si pensa che il SSN italiano possa sopportare questa emorragia economica e di personale?

Quando si comprenderà che è innaturale spendere come in Grecia e pretendere risultati comparabili a quelli della Germania (se non migliori)?

Chi è – insomma – che crede ancora a Babbo Natale? Chi porta i regali? E a chi?

Attenti, perché da piccoli ci dicevano anche che – nel caso non fossimo stati abbastanza buoni da meritare i doni ricevuti – essi sarebbero scomparsi proprio come erano arrivati.

E il dono più grande ricevuto da un governo è il consenso ottenuto alle elezioni e la fiducia che le azioni successive infondono nei cittadini che potrebbero confermarlo.

Oppure – ovviamente – diventare “grandi” e non credere più nelle favole.

E come la storia insegna…nelle difficoltà si diventa grandi in fretta.

La CISL Medici pretende attenzione concreta, risorse adeguate e dignità. Prendete nota.
 
Biagio Papotto
Segretario generale Cisl Medici

21 Dicembre 2018

© Riproduzione riservata

Quando l’AGI bussa alla porta del reparto: considerazioni su un futuro prossimo
Quando l’AGI bussa alla porta del reparto: considerazioni su un futuro prossimo

Gentile direttore,la storia dell'intelligenza artificiale in medicina è stata, fino a poco tempo fa, una storia di graduali accelerazioni, perché dai primi chatbot che rispondevano a domande semplici fino ai...

Professioni sanitarie, la riforma spacca il Parlamento
Professioni sanitarie, la riforma spacca il Parlamento

Gentile Direttore, con la ripresa dell’attività parlamentare dopo la pausa estiva, riprenderà ancora in Commissione Affari Sociali della Camera l’esame del disegno di legge governativo A.C. 2700 “Delega al Governo...

Atto medico e atto sanitario: distinguere le competenze tutela i pazienti
Atto medico e atto sanitario: distinguere le competenze tutela i pazienti

Gentile Direttore, nel dibattito sul ruolo delle professioni sanitarie si tende talvolta a rappresentare la distinzione delle competenze come il residuo di antichi privilegi o, addirittura, come una forma di...

Spesa sanitaria: il metodo conta, ma non cancella il sottofinanziamento
Spesa sanitaria: il metodo conta, ma non cancella il sottofinanziamento

Gentile Direttore,ringrazio l’amico Claudio Cricelli per le osservazioni sull’analisi della Fondazione GIMBE sulla spesa sanitaria pubblica. Il confronto sul metodo è utile, purché si distinguano i limiti di ciascun indicatore...