Chi di noi vorrebbe farsi curare da professionisti non abilitati a farlo?

Chi di noi vorrebbe farsi curare da professionisti non abilitati a farlo?

Chi di noi vorrebbe farsi curare da professionisti non abilitati a farlo?

Gentile Direttore,
in qualità di presidente di Commissione d'Albo Educatori Professionali di Genova, Imperia Savona, si vuole fare chiarezza contro l’incessante, martellante e fuorviante propaganda, pubblicata su diversi media, rispetto alla sequenza di provvedimenti normativi che, specie negli ultimi tre anni, per dare ragion d’essere a due distinti percorsi formativi, sono andati nella direzione di una sempre più complessa e divisiva ridefinizione degli ambiti di intervento tra l’educatore sociosanitario e l’educatore socio-pedagogico.

L’ultimo atto normativo è l’emanazione dell’art. 33 bis in sede di conversione del DL 14 agosto 2020, n.104, che sembra voler preludere all’introduzione di un nuovo profilo professionale ovvero l’Educatore professionale socio-pedagogico nel sistema dei servizi socio-assistenziale, socio-sanitari e sanitari. Introduzione che avverrebbe indipendentemente da quanto previsto già da diverse leggi dello stato. L’ emendamento prevede infatti la definizione di un profilo a firma del Ministro Speranza e del Ministro Manfredi che  vede l’attribuzione di funzioni già definite nel decreto ministeriale D.M. 520/98 che definisce chi è, cosa fa, e dove può lavorare l’educatore professionale (socio sanitario).

La richiesta di fare chiarezza non è data, come taluni sostengono, da faziose e corporative posizioni o da steccati ideologici (questi ultimi  purtroppo ben rappresentati invece da gruppi d’interesse di area pedagogica), ma da una robusta e indiscutibile ossatura normativa. Non si può  non ricordare che la stessa legge 4/2013 alla quale viene fatto riferimento per legittimare la richiesta dell’emendamento, all’art. 1, comma 2:  definisce che non si possono far svolgere attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi, delle professioni sanitarie..” a professioni che sanitarie non sono, ne consegue che in ambito sanitario e socio sanitario, gli educatori professionali socio-pedagogici possono agire solo quel che non è delle professioni sanitarie.

Si segnala  quindi che la definizione delle attività, così come previste dall’art. 33 bis della legge n. 126/2020, si sovrappone alle attività tipiche e riservate non solo dell’Educatore professionale socio-sanitario, ma anche di altri esercenti le professioni sanitarie, quali i Terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, Tecnici della riabilitazione psichiatrica e Terapisti occupazionali (vedasi i profili professionali, core competence e i codici deontologici). In ambito preventivo, alcune attività si vanno a sovrapporre anche a quelle dell’Assistente sanitario.

Per quanto sopra riportato si invita il Ministro Speranza e i tecnici del Ministero della Salute, il Ministro Manfredi, a cui è stata indirizzata anche una lettera, ad una attenta disamina del quadro normativo, evitando di firmare un decreto che attribuisce funzioni sanitarie ad una professione che sanitaria non è, e ne vuole essere.

Cordiali Saluti

Mario Saiano
Presidente Commissione d'Albo Educatori Professionali Ordine Provinciale di Genova, Imperia, Savona

Mario Saiano

13 Novembre 2020

© Riproduzione riservata

Farmaci vietati ai medici del Ps: superare restrizioni “anacronistiche” su propofol e ketamina  
Farmaci vietati ai medici del Ps: superare restrizioni “anacronistiche” su propofol e ketamina  

Gentile Direttore, interveniamo a nome della Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza (Simeu) per esprimere preoccupazione in merito ad alcune nuove prese di posizione che vietano ai medici di Medicinad’Emergenza Urgenza...

Carenza infermieristica: basta soluzioni tampone, servono scelte politiche coraggiose
Carenza infermieristica: basta soluzioni tampone, servono scelte politiche coraggiose

Gentile Direttore,la carenza infermieristica in Italia non è più un’emergenza temporanea, ma una crisi strutturale che la politica continua ad affrontare con soluzioni parziali e, spesso, inefficaci. Negli ultimi mesi...

Quando un fatto di cronaca fa emergere una sanità che non funziona
Quando un fatto di cronaca fa emergere una sanità che non funziona

Gentile Direttore, con la brutta vicenda delle sacche di plasma buttate (di cui eri si è occupato anche Qs) la sanità pubblica delle Marche sembra proseguire la sua corsa verso...

Mitili, virus dell‘epatite A etc…
Mitili, virus dell‘epatite A etc…

Gentile Direttore,mentre cresce progressivamente in Campania e nel Lazio la conta dei casi di epatite A, verosimilmente conseguenti al consumo di molluschi eduli bivalvi (mitili, in primis) contaminati dal virus,...