Chi paga davvero gli infermieri uzbeki al Fatebenefratelli?  

Chi paga davvero gli infermieri uzbeki al Fatebenefratelli?  

Chi paga davvero gli infermieri uzbeki al Fatebenefratelli?  

Gentile Direttore,
abbiamo appreso che dieci infermieri provenienti dall’Uzbekistan saranno accolti all’interno dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, dove dormiranno in una zona “riqualificata” dell’ospedale. Si tratta – secondo la Regione Lombardia – della prima fase di un progetto di cooperazione internazionale che prevede, entro il 2026, l’arrivo di oltre duecento operatori.

Come Fials Milano, riteniamo doveroso porre alcune domande semplici e dirette: Chi paga la formazione di questi infermieri? Chi paga l’alloggio? E chi si farà carico dei mediatori linguistici e dei tutor? Sono risorse regionali, ospedaliere o statali? In un momento in cui migliaia di professionisti lombardi lavorano con stipendi fermi, turni insostenibili e reparti al limite, crediamo sia giusto pretendere chiarezza.

Non si può parlare di “cooperazione” quando si continua a non investire sui nostri infermieri, costretti a cambiare ospedale o addirittura Paese per ottenere condizioni migliori. Prima di richiamare personale dall’estero, la Regione dovrebbe fermarsi a chiedersi perché i nostri professionisti continuano ad andarsene.

Nessuno è contrario allo scambio di esperienze o alla formazione internazionale. Ma servono interventi strutturali: stipendi adeguati, stabilizzazioni, condizioni di lavoro sostenibili. Senza questi, anche i nuovi arrivati — come già accaduto altrove — finiranno per cercare altrove un futuro migliore.

E, nonostante le incredibili prese di posizione istituzionali che continuano a presentare questa operazione come un “modello virtuoso”, la realtà resta quella di una sanità che fatica a trattenere i propri professionisti, ridotta a cercare soluzioni temporanee invece di affrontare le cause profonde della crisi.

La vera cooperazione si fa valorizzando chi ogni giorno tiene in piedi la sanità lombarda, non con operazioni di immagine che rischiano di diventare solo un modo per nascondere la crisi del sistema.

Con stima,

Mauro Nobile
Segretario Generale Fials Milano

13 Ottobre 2025

© Riproduzione riservata

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...