Coronavirus. Si sta più in casa ma si fa meno sesso

Coronavirus. Si sta più in casa ma si fa meno sesso

Coronavirus. Si sta più in casa ma si fa meno sesso

Gentile Direttore,
quarantena, paura della malattia, crisi economica ed incertezza sul futuro. Come si traduce tutto questo nell’individuo che la subisce? Un gruppo di studio tutto italiano ha investigato i livelli di ansia, depressione e abitudini sessuali su un campione di 2000 italiani. Ne è derivato un articolo sulla rivista International Journal of Impotence Research dal titolo “How sexual medicine is facing the outbreak of COVID-19: experience of Italian urological community and future perspectives.”


 


Lo studio ha valutato l'impatto della quarantena dovuta al COVID-19 sulla sessualità delle coppie italiane e contemporaneamente l’aumento di stadi depressivi ed ansiosi. 


 


Un questionario appositamente studiato è stato inviata tramite i maggiori social (Instagram e Facebook). Il questionario è stato riempito da circa 2000 cittadini in meno di 24 ore risultando estremamente rappresentativo della popolazione italiana investendo tutte le fasce di età. Ad oggi è il più grande studio sulla materia mai pubblicato.


 


Per quanto costretti nelle proprie abitazioni, quindi con più tempo da dedicare alle attività quotidiane è stato trovato discrepanze tra la soddisfazione sessuale prima e durante la quarantena con un fortissimo calo del numero e soddisfazione dei rapporti, risulta particolarmente allarmante il gran numero di risposte "nessuna soddisfazione". Sono stati inoltre riscontrati evidenti stadi depressivi e ansiosi non presenti prima della pandemia.


 


La presenza di sintomi depressivi e ansiosi sono fortemente correlati all’insoddisfazione sessuale particolarmente elevati nelle fasce di età under 40, soprattutto nella popolazione maschile.
Questa epidemia avrà fortissime ripercussioni psicologiche, questo studio dimostra come l’arrivo della tanto agognata fase 2 della riapertura per quanto allenti la tensione sociale sarà comunque dettata da un distanziamento sociale che farà presumibilmente perdurare molti di questi disturbi.


 


Dr. Andrea Cocci
Specialista in Urologia
Consigliere Ordine dei medici e degli odontoiatri di Firenze
Dottorando di Ricerca Università di Firenze

Andrea Cocci

16 Aprile 2020

© Riproduzione riservata

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