Crisi infermieri. La soluzione non è deprofessionalizzare, ma riconoscere e valorizzare 

Crisi infermieri. La soluzione non è deprofessionalizzare, ma riconoscere e valorizzare 

Crisi infermieri. La soluzione non è deprofessionalizzare, ma riconoscere e valorizzare 

Gentile Direttore,
non è certo deprofessionalizzando gli infermieri che se ne può sanare la carenza. Eppure, questo Governo ha scelto questa strada, introducendo la figura dell’assistente infermiere. Una strada che si è già rivelata sbagliata. Basti pensare che la Lombardia, dove gli infermieri non hanno mai ricevuto il giusto riconoscimento professionale, è la regione che, da anni, ne soffre di più la mancanza. In realtà il percorso da seguire va nella direzione opposta.

Gli infermieri vanno formati, come già accade, in università, ma la necessità è quella di rendere attrattivi per i giovani i corsi di laurea. Per fare questo è necessario riconoscere loro il giusto riconoscimento economico, ma ancor più il valore sociale e l’autonomia professionale. Il loro ruolo deve divenire centrale, oltre che negli ospedali, nella medicina territoriale, che solo con il loro contributo può essere potenziata e rispondere ai bisogni delle comunità.

Fino a quando si continuerà a pensare la Sanità come medicocentrica e gli infermieri continueranno ad avere un ruolo ancillare rispetto ai medici la carenza non solo non diminuirà, ma sarà sempre maggiore.

Il Governo, invece, si ostina a mortificare la professione e a spingerla, di fatto, al lavoro a cottimo. È certamente vero che arruolare professionisti dall’estero non è una soluzione, perché non può garantire una presenza strutturale e continuativa nel tempo. Ma anche cercare scorciatoie, che non fanno che deprofessionalizzare la categoria, non è una risposta.

Le scorciatoie non saranno mai in grado di dare risposta ai reali bisogni di salute delle persone.

Carmela Rozza
Consigliera regionale PD Lombardia

28 Ottobre 2025

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