Deroga iscrizione all’Ordine delle professioni sanitarie: una scelta frettolosa e approssimativa

Deroga iscrizione all’Ordine delle professioni sanitarie: una scelta frettolosa e approssimativa

Deroga iscrizione all’Ordine delle professioni sanitarie: una scelta frettolosa e approssimativa

Gentile Direttore,
a bocce ferme e letta la parte che ci interessa del maxi emendamento alla legge di Bilancio 2019, approvato dal Senato, proviamo a fare un primo ragionamento a caldo. A nostro avviso ci sono due cose certe: l’abrogazione dal primo gennaio 2019 dell’art 1 della legge 403/71, con la scomparsa definitiva della figura del massofisioterapista, e l’equipollenza automatica degli Educatori professionali che hanno ottenuto il titolo entro il 2005.
 
C’è poi un comma superfluo che va a impedire alle regioni l’attivazione di corsi per le professioni sanitarie. Ma questo era già stabilito dall’art. 4 quater delle legge 27 del 2006 che demanda tutta le formazione delle professioni sanitarie in università.
 
L’attuazione di tutto il resto è demandata all’emanazione di un decreto da parte del ministero della Salute, stranamente non si cita il Miur, che dovrà stabilire quali saranno i titoli, ad esaurimento, che permetteranno l’iscrizione in appositi elenchi speciali.
 
Autorevoli interventi delle Associazioni di categoria, del maxi Ordine, del Conaps e dell’Aifi hanno già paventato una ferma e decisa opposizione a qualsiasi tentativo di legalizzazione dell’abusivismo sanitario.
 
Le contraddizioni che animano questo provvedimento, a cui tutti avevano chiesto un approccio più ragionato e prudente, non mancheranno di manifestarsi portando, inevitabilmente, ad uno scontento generalizzato.
 
Questa volta il ministero della Salute, a cui anche noi nella precedente lettera avevamo chiesto di prendere in mano la situazione, si troverà a gestire una bella patata bollente. Vedremo se sarà in grado di garantire quella che è la sua “mission” più importante e cioè quella di tutelare la salute dei cittadini e la sicurezza delle cure erogate dalle professioni che risultano vigilate dallo stesso ministero.
 
Purtroppo, l’approssimazione, la fretta, la scelta di uno strumento non adeguato dal punto di vista legislativo, non ci fanno essere ottimisti sul risultato finale.
 
Ieri si è celebrato l’anniversario dell’approvazione della legge 3/18 che, tra le altre cose, ha decisamente inasprito le pene per l’esercizio abusivo delle professioni sanitarie.
 
Quanto successo stamattina al Senato non ci sembra il modo migliore per celebrare questo anniversario.
 
Staremo a vedere.
 
Mauro Gugliucciello e Gianni Melotti
Fisioterapisti

23 Dicembre 2018

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