Diagnosi, prescrizione e responsabilità: servono visione e collaborazione, non contrapposizione

Diagnosi, prescrizione e responsabilità: servono visione e collaborazione, non contrapposizione

Diagnosi, prescrizione e responsabilità: servono visione e collaborazione, non contrapposizione

Gentile Direttore, a seguito della lettera delle associazioni delle società scientifiche infermieristiche mi permetto di condividere alcune considerazioni. Il tema è cruciale per la sostenibilità del SSN e la qualità della tutela della salute pubblica, e come tale merita attenzione e rispetto...

Gentile Direttore,
a seguito della lettera delle associazioni delle società scientifiche infermieristiche mi permetto di condividere alcune considerazioni. Il tema è cruciale per la sostenibilità del SSN e la qualità della tutela della salute pubblica, e come tale merita attenzione e rispetto.

L’intervento del Vicepresidente nazionale di ANF riflette una dinamica consolidata: dopo anni di contestazioni ai fisioterapisti analoghe incomprensioni si rivolgono oggi alla professione infermieristica. Tale posizione appare inappropriata alla luce delle dichiarazioni dei Ministri al Consiglio Nazionale FNOPI, che hanno ribadito l’importanza di valorizzare autonomia, competenze avanzate e percorsi formativi degli infermieri, coerenti con i bisogni assistenziali e il rafforzamento dell’assistenza territoriale, con l’auspicio che possano aprire la strada anche ai fisioterapisti e alle altre professioni sanitarie.

La questione è sostanziale, non terminologica: le diagnosi e le valutazioni proprie di ciascuna professione sanitaria sono strumenti essenziali per garantire risposte appropriate, tempestive e sostenibili ai bisogni di salute dei cittadini. Ancora una volta nessuno mette in discussione che la diagnosi clinica medica e la prescrizione di farmaci rimangano competenze esclusive del medico; allo stesso tempo, però, non si può mettere in dubbio il fatto che infermieri, fisioterapisti e le altre professioni sanitarie svolgono diagnosi, valutazioni e atti professionali propri, pienamente riconosciuti e basati sulle specifiche competenze di ciascuna disciplina. L’uso dei termini “diagnosi infermieristica” o “diagnosi fisioterapica” non comporta sconfinamenti, perché evidenze scientifiche e normativa confermano l’autonomia, la legittimità e la responsabilità professionale di ciascun atto.

Le norme citate, poi – dalla legge 42/1999 alla 251/2000 – risalgono a oltre vent’anni fa e richiedono aggiornamenti coerenti con l’evoluzione scientifica e organizzativa delle professioni sanitarie. La semplice elencazione di riferimenti datati non può sostituire una riflessione prospettica né generare soluzioni operative concrete.

La sfida operativa resta il rafforzamento delle Cure Primarie, perché cronicità, fragilità e carenza di professionisti impongono un’integrazione reale delle competenze sul territorio, con modelli ef-ficaci, sostenibili e centrati sul cittadino. La sanità contemporanea si fonda sull’interdisciplinarietà: professionisti diversi devono collaborare mantenendo identità, autonomia e responsabilità, garantendo sicurezza, continuità assistenziale e qualità delle cure.

Difendere la specificità professionale è legittimo, ma trasformare l’evoluzione delle competenze in contrapposizione permanente non lo è. La vera sfida è costruire un sistema di Cure Primarie forte, integrato e centrato sulla persona, valorizzando tutte le competenze disponibili e il ruolo in-sostituibile degli infermieri.

Cordialmente

Fabio Bracciantini
Presidente Ordine Fisioterapisti Toscana Centro

26 Febbraio 2026

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