Dopo il caso Eriksen. Una legge per salvare la vita di tanti atleti

Dopo il caso Eriksen. Una legge per salvare la vita di tanti atleti

Dopo il caso Eriksen. Una legge per salvare la vita di tanti atleti

Gentile Direttore,
sono ancora impresse nella nostra mente le immagini del capitano della Danimarca che comprende subito le condizioni gravissime in cui versa il suo compagno Eriksen, il cui cuore, “apparentemente sano”, ha improvvisamente cessato di battere. Lo stesso capitano chiama immediatamente i soccorsi e inizia a rianimare il compagno, salvandogli così la vita.
 
Milioni di persone che stanno guardando la partita Svezia – Danimarca restano attonite, senza riuscire a spiegarsi come sia possibile il verificarsi di un evento così drammatico a un atleta professionista, che si sottopone a numerosi esami prima di poter giocare un campionato.
 
Ebbene, il rischio che un cuore “apparentemente sano” si fermi (arresto cardiaco) non è un evento che può verificarsi solo in chi pratica uno sport ad alto livello, ma esiste anche nelle competizioni di categorie inferiori o amatoriali, così come nel campetto sotto casa o nella palestra dove ci alleniamo. Ma la risonanza sui mass media è ovviamente minore.
 
E soprattutto non sempre si è fortunati come nel caso di Eriksen, il cui cuore, opportunamente rianimato in tempi brevissimi e con tutte le attrezzature disponibili, è ripartito.
 
In alcuni casi, purtroppo, si verifica la cosiddetta morte cardiaca improvvisa (MCI) giovanile un evento relativamente raro che colpisce soggetti di età uguale o inferiore ai 40 anni, apparentemente sani, deceduti improvvisamente entro 1-6 ore dall’insorgenza dei sintomi (oppure entro 24 ore se il decesso non è testimoniato), quasi sempre da ascriversi ad anomalie del ritmo maggiori (le aritmie).
Le principali cause di MCI nei giovani sono: cardiomiopatie (12-52%), miocarditi (3-12%), malattie valvolari (1-11%), malattia aterosclerotica coronarica precoce (2-25%), anomalie delle coronarie (2-19%), dissezione/anomalie dell’aorta (2-5%) e altre cause strutturali (8-14%).
 
Ci sono due armi fondamentali per poter combattere un arresto cardiaco: la prevenzione e il rapidissimo intervento quando si verifica l'evento. Come è accaduto nel caso di Eriksen.
 
Per la prevenzione dobbiamo cercare di individuare tutte le patologie a rischio di morte improvvisa nei soggetti che praticano sport. C’è in Italia uno dei modelli migliori al mondo di screening pre-sport. L’elettrocardiogramma, esame con un costo relativamente basso, è capace di farci vedere alcune patologie del ritmo e della struttura del cuore che possono portare ad una morte improvvisa. Tuttavia non si tratta di un sistema perfetto, perché esistono alcune patologie che possono sfuggire a questo e ad altri esami anche molto più sofisticati.
 
Al momento, nel nostro Paese vige l’obbligatorietà del riscontro diagnostico nella morte improvvisa del lattante e del feto, ma non esiste alcuna legge che disciplina la morte improvvisa giovanile.
La corretta identificazione delle cause della MCI giovanile è possibile solo attraverso un accurato esame post-mortem. Tuttavia, tale esame di secondo livello viene eseguito solo raramente e presso centri di riferimento. L’attuazione di un percorso di diagnosi post-mortem esaustivo nei casi di MCI giovanile permetterebbe di identificare eventuali patologie ereditarie e di attuare sui familiari viventi specifiche strategie diagnostico-terapeutiche preventive. Evitando così altre morti cardiache improvvise.
 
Per questo motivo, grazie al contributo tecnico di importanti esperti di cardiologia ed anatomia patologica (i docenti Cristina Basso dell'Università di Padova, Marco Canepa dell'Università di Genova, Camillo Autore dell'Università La Sapienza di Roma, Giuseppe Limongelli dell'Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, direttore del Centro di Coordinamento Malattie Rare della Campania), abbiamo presentato una proposta di legge, che, se approvata, potrebbe salvare la vita a tanti atleti. E non solo a loro. Perché non sempre c’è un compagno di squadra così bravo e i soccorritori sono così preparati come nel caso di Eriksen.
 
Paolo Siani
Deputato Pd

07 Luglio 2021

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