Elezioni Ipasvi. Se a votare è solo il 10% degli infermieri

Elezioni Ipasvi. Se a votare è solo il 10% degli infermieri

Elezioni Ipasvi. Se a votare è solo il 10% degli infermieri

Gentile direttore,
come ogni triennio siamo alla chiusura delle elezioni per il rinnovo degli organismi collegiali provinciali Ipasvi. Il dato che particolarmente continua a far clamore, riguarda le percentuali assai esigue di professionisti che si recano a esprimere il proprio voto. A confermare ciò si evidenzia un tendenza alla partecipazione per le elezioni che si aggira attorno al 10%.
 
Un elemento allarmante, ricco di un forte valore che va ben oltre al puro disinteresse. Il 90% dei non votanti cosa ci vuole comunicare? È questo l’interrogativo che ci continuiamo a porre a cui dobbiamo dare risposta. E' un rompicapo da decifrare che non deve essere minimizzato.
La prima problematica da affrontare è la ristrutturazione interna del Collegio, non tanto lottando solo per trasformarlo in Ordine, visto che non è variando la denominazione che si genera l’attiva partecipazione dei colleghi.
 
Non soffermiamoci al risultato ottenuto, accontentandoci di risicate percentuali per autoconvincerci della validità del voto, ma cerchiamo come infermieri di rinnovare la fiducia in notevole calo verso l'Ipasvi punto di strategica importanza per la tutela della professione infermieristica e del cittadino fruitore dell'assistenza.
Il vincitore chiaro in ogni realtà provinciale oggi è “l’assenteismo” e i vinti siamo tutti noi, che anche se abbiamo presentato originali e attuali programmi, tramite liste o nel nostro caso singolarmente, non siamo riusciti ad incrementare il numero dei votanti.
 
Oltre ad essere infermieri le persone che lavorano in corsia hanno famiglia e non sempre sono disponibili a recarsi alla sede di voto. Perché allora non dare l'opportunità a tutti di votare da casa o in sedi dislocate nei vari presidi ospedalieri principali?
 
Rendiamo la possibilità di voto più accessibile a tutti tramite il voto on line o modalità più capillari per rendere più partecipe il professionista, questo sarebbe il primo passo per rinnovarsi. Non nascondiamoci dietro a un dito, il problema c'è, esiste, ed è davanti a ognuno di noi. E' ora di cambiare regolamenti arcaici ancorati al passo, perché il futuro è oggi, è ora. Non rimaniamo nascosti nel nostro fortino, ma rinnoviamo legami tra tutti colleghi e gruppi sindacali professionali per comprendere le personali richiesta d'aiuto che ora più che mai sono esplicitamente evidenti dalle percentuali di non voto.
 
Dott. Simone Maranesi
Dott. Luca Alberti
Dott. Giovanni Marzoli
Infermieri

11 Dicembre 2014

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