Essere infermiere di fronte a Ebola

Essere infermiere di fronte a Ebola

Essere infermiere di fronte a Ebola

Gentile direttore,


innanzitutto vorrei manifestare al collega che ha contratto la malattia la mia vicinanza ma soprattutto la vicinanza di tutti gli infermieri della Sardegna che mi onoro di rappresentare. Vicinanza che desidero estendere agli altri infermieri in quarantena, a tutti gli altri operatori e, naturalmente, ai familiari del nostro collega.


 


La specificità dell'infermieristica, che sicuramente rappresenta l'aspetto più bello e affascinante in assoluto della professione, è lo stare accanto e "con" l'assistito più di qualunque altro operatore o professionista della salute. L'essenza dell'"essere infermiere" è la presa in carico globale della persona nel processo di cura all'interno dell'equipe multidisciplinare per divenirne il punto di riferimento per tutte le 24 ore di una giornata. Ecco perché comprendo chi, come il collega che in questo momento combatte la sua battaglia più grande, ha voluto "essere infermiere" in un contesto difficile e pericoloso come quello della Sierra Leone.


 


Non è il solo, naturalmente: altri infermieri ed infermiere lo hanno fatto e lo stanno facendo in questo momento, ed a questo proposito credo sia doveroso il rispetto per le scelte e le azioni "eroiche" di questi professionisti. È di pochi mesi fa il racconto di un'infermiera sarda che al suo ritorno dalla Sierra Leone ha rilevato lo stigma sociale subito dai suoi familiari per la paura di improbabili contagi. E a tal proposito, pur comprendendo le innegabili paure, credo non si possa non tenere conto delle informazioni rassicuranti che le autorità tutte, Assessore alla sanità della Sardegna in primis, stanno diffondendo in questi giorni.


 


Stiamo parlando di professionisti seri e competenti, come lo è il collega ricoverato allo Spallanzani che hanno ed ha a cuore la salute dei cittadini e che certamente ha agito con correttezza e rigore. Per questo ribadisco la solidarietà e il ringraziamento al collega, oltre che la vicinanza di tutta la comunità infermieristica sarda e gli formulo gli auguri più intensi perché superi positivamente la sindrome patologica.


 


Dott. Pierpaolo Pateri


Presidente del Collegio IPASVI della provincia di Cagliari


Presidente del Coordinamento dei Collegi IPASVI della Sardegna


Membro del Comitato Centrale della Federazione Nazionale Collegi IPASVI

19 Maggio 2015

© Riproduzione riservata

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