I 7 errori commessi contro il Covid

I 7 errori commessi contro il Covid

I 7 errori commessi contro il Covid

Gentile Direttore,
due giorni fa è morto l’ennesimo sanitario, un infermiere del Policlinico Sant’Orsola di Bologna che si aggiunge alla lunga lista di deceduti in ambito sanitario e subito tutti si sono scapicollati ad inviare i soliti inutili ed irritanti comunicati stampa di “vicinanza”, mentre poco o nulla viene attuato per far cessare questa “mattanza di Stato”.
 
Dal secondo dopoguerra ad oggi si sono succedute ben 5 epidemie (nel ‘57-‘58 l’asiatica, nel ‘68-‘69 l’influenza cinese H3N2, nel novembre 2002 la Sars, nel triennio 2004 – 2007 l’influenza suina H1N1, successivamente l’influenza aviaria H5N1) ma, nonostante ciò, ci siamo trovati colposamente impreparati davanti all'ennesima pandemia.
 
Tutto il personale sanitario, pubblico e privato, rischia quotidianamente la propria salute/vita e lo testimoniano i morti: 221 medici, 58 infermieri, oltre 55.000 i contagiati, 19.000 solo nell’ultimo mese.
 
L’alto numero di sanitari deceduti, infettati, ricoverati sono la palese dimostrazione che pochissimo è stato fatto per fermare questa mattanza e nessun burocrate (NESSUNO!!!) che abbia il pudore, per una volta, di ammettere gli errori commessi, onde evitare di reiterarli.
 
Non cerco colpevoli, (in questo momento non mi interessano!) ma esigo che politici ed amministratori negligenti applichino il teorema delle 3 P: "Pensare Prima di Parlare" e trovino soluzioni immediate ai 7 imperdonabili errori, da loro,commessi:


 


Primo errore. È stato completamente dimenticato l’insegnamento di Carlo Urbani, morto per combattere la Sars in Vietnam che raccomandava alle istituzioni di isolare i contagiati, ma soprattutto esortava a proteggere adeguatamente il capitale umano rappresentato dagli Operatori Sanitari, fondamentale per evitare la diffusione di qualsiasi virus,
 
Secondo errore. Non esistevano o erano assolutamente inadeguati i Piani Pandemici Nazionali (l’ultimo risale al 2006) e Regionali (2007) e lacunose erano anche le specifiche sul contenimento della diffusione del contagio previste dal D.Lgs 81/2008: “ Percorsi puliti/sporchi, aree pulite/sporche con apposite zone filtro, sistemi di ventilazione a pressione negativa, docce per il personale, sanificazione degli ambienti, etc.
Sono stati applicati in maniera carente i protocolli di sicurezza negli ospedali, nelle Case della Salute, nelle ex RSA, nelle USCA e proprio pochi giorni fa la Corte dei Conti ha denunciato che in Emilia Romagna, le Usca sono insufficienti: ne dovevano essere attuate 89 sono 75, quindi 14 in meno rispetto allo standard previsto.
 
Terzo errore. Carenza, inadeguatezza o mancanza dei DPI per categoria a rischio III. Mi riferisco a maschere FFP2 e FFP3, occhiali/visiere, sovra-camici/tute idrorepellenti, guanti, calzari e sovracalzari, copricapi che a tutt’oggi mancano in diversi reparti/servizi e di cui sono ampiamente sprovvisti i MMG, in palese contrasto con quanto prevede la normativa vigente. Carenza coperta con norme di Legge ad hoc con cui si è innalzata a dignità di DPI la semplicissima mascherina chirurgica (vedi articolo 34 del DL 9/2020), in aperto contrasto con le linee guida delle Società scientifiche internazionali ed i Regolamenti europei. Ci si è adeguati alle tutele minime ( dico mi-ni-me!!), dettate dall’OMS, che notoriamente sono assolutamente insufficienti.
 
Quarto errore. Omesso obbligo di sorveglianza sulla sicurezza del personale sanitario. Infatti l’articolo 7 del DL 14/2020, esclude il personale sanitario dal dovere d’isolamento fiduciario, in caso di esposizione non protetta a Covid-19, precedentemente prevista per tutti i cittadini con le misure del Dpcm n.6 del 23/02/2020. Conosco personale sanitario, non esonerato dal proprio lavoro, che ha continuato ad operare, onde evitare il rischio chiusura di alcuni servizi, anche considerata la cronica carenza di personale. Al termine del servizio,il suddetto personale è stato costretto alla quarantena/isolamento fiduciario (a seconda dei casi) per non rischiare di diffondere il probabile contagio ai familiari, condizione questa che ha costretto molti colleghi ad evitare il ritorno fra le mura domestiche ed ad utilizzare ricoveri di fortuna (garage, cantine ristrutturate,camere d'albergo, B and B, e quant'altro).
 
Quinto errore. Disattesa l’indicazione e la tempistica per l’esecuzione dei tamponi naso-oro faringei, con conseguente mancata messa in sicurezza di tutto il personale sanitario, come previsto da specifiche normative. Spesso, si è voluto limitare la procedura diagnostica ai soli sanitari con evidente sintomatologia, dimenticando la possibilità di casi asintomatici o pauci-sintomatici, con la possibilità concreta che gli stessi sanitari diventino vettori inconsapevoli del virus.
 
Sesto errore. Mancata o carente attuazione di luoghi adeguati dove i sanitari potessero trascorrere la quarantena senza contagiare familiari o conviventi. Sono ancora scarsi i Covid-hotel e le Ausl si sono mosse tardivamente per stipulare bandi per convenzioni con hotel e strutture similari.
 
Settimo errore, il più grave e imperdonabile. In Italia, nel 1998, vi erano 5.8 PL per 1.000 abitanti, nel 2020 i PL sono 3,14 per 1.000 abitanti, ampiamente al di sotto della media europea, di 4.96/1000 ab. Tra il 2007 e il 2017 il nostro Servizio sanitario nazionale ha subito una drastica dieta: in 10 anni sono stati chiusi circa 200 ospedali, tagliati 45 mila posti letto, ridotto di 10 mila unità il personale medico (tra ospedalieri e convenzionati) e di 11 mila quello infermieristico.
 
È allucinante che a tutt'oggi, in piena pandemia, qualcuno ancora si meravigli, se ci viene presentato il conto di decenni di tagli, con il paradosso che il prezzo più alto di questa mattanza di Stato, lo stiano pagando non solo i pazienti, ma anche gli Operatori sanitari che questi tagli draconiani li denunciano da anni e, se permettete, oltre al danno anche la beffa, proprio non lo accetto!

Mirka Cocconcelli
Chirurgo ortopedico
Bologna
Socio onorario Obiettivo Ippocrate

Mirka Cocconcelli

01 Dicembre 2020

© Riproduzione riservata

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