Il caso Nirsevimab è un antipasto dell’autonomia differenziata

Il caso Nirsevimab è un antipasto dell’autonomia differenziata

Il caso Nirsevimab è un antipasto dell’autonomia differenziata

Gentile direttore,
la decisione contenuta nella circolare del Ministero della Salute che impedisce alle Regioni meridionali e al Lazio l’erogazione del farmaco gratuito contro la bronchiolite ha destato uno stupore per me “incomprensibile”.

La motivazione è esplicitata in modo assai chiaro: “Le Regioni in piano di rientro dal disavanzo sanitario (Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Sicilia) non possono garantire la somministrazione dell’anticorpo monoclonale Nirsevimab, classificato in fascia C da Aifa in quanto trattasi di prestazione extra Lea”. Le altre, invece, lo potranno erogare, ma a carico dei propri bilanci.

Perché non mi stupisce? Perché disvela, o meglio chiarisce, quello che sarà il percorso a cui ci porterà l’Autonomia differenziata e che, proprio sul tema della disponibilità di presidi farmaceutici per la bronchiolite aveva ben esplicitato, pochi giorni fa, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Intervistato da Maurizio Giannattasio sul Corriere della Sera, Fontana, al fine di chiarire i benefici dell’Autonomia differenziata afferma: “Le faccio un esempio banale. Esiste il problema del virus respiratorio sinciziale che riguarda soprattutto neonati e bambini. I pronto soccorso sono pieni. Noi vogliamo fare una campagna vaccinale ma non possiamo anche se abbiamo le risorse perché non rientra nei Lea, i livelli essenziali di assistenza. Per quale motivo non possiamo farlo? Non chiediamo un euro a nessuno”.

Siamo di fronte al presidente della più grande Regione italiana, persona esperta al suo secondo mandato, che si avvale peraltro di un capace professionista quale assessore alla sanità: Guido Bertolaso. Al signor Fontana non passa per la mente che sia inconcepibile che solo i bambini che vivono in Lombardia siano protetti e si riduca l’affollamento solo dei pronti soccorso lombardi (con una riduzione di ospedalizzazione per bronchiolite del 70%, come evidenziato in Spagna dove la somministrazione dell’anticorpo monoclonale è gratuito fin dall’anno scorso).

Invece i bambini che vivono in altre regioni si collocano in due categorie: quelli i cui genitori possono permettersi il farmaco – e hanno la capacità di trovarlo – pagando circa 500 euro, e quelli che si ammaleranno con maggiore frequenza. Il 30- 40% dei bambini che si ammala, in particolare se hanno necessitato di ricovero, possono presentare episodi ricorrenti di broncospasmo fino all’età scolare e in certi casi vi può essere un’evoluzione verso l’asma.

Al signor Fontana, chiaramente consapevole dei problemi che la bronchiolite comporta anche per il servizio sanitario, non è venuto in mente di chiedere al Ministro e al Governo (nel quale vanta peraltro una qualche conoscenza) di incontrare le Regioni nella sede istituzionale, per rendere erogabile il farmaco, per assumere un provvedimento adeguato, per classificare il farmaco in fascia A?

Bisogna dare merito a Fontana di dire “pane al pane e vino al vino” e spiegarci così con chiarezza, grazie a questa chiara esemplificazione “in corpore vili”, quale è quello dei neonati non lombardi, cosa si intenda per Autonomia differenziata e quale sarà il destino della sanità italiana.

Lo scenario che ci fa intravedere con l’Autonomia è, nel caso specifico, sostanzialmente il seguente: la Regione Lombardia acquista per proprio conto il farmaco e lo dà ai bambini di fascia di età x; la Regione Friuli Venezia Giulia, lo acquista (a prezzo più alto date le minori dosi), e lo offre gratuitamente a tutti i bambini di fascia di età y, ripetendo la somministrazione dopo 6 mesi (la durata dell’effetto si stima infatti contenuta) sulla base di proprie linee guida; la Regione Liguria lo rende disponibile gratuitamente con criterio analogo alla Lombardia, ma solo a chi ha un reddito sotto una determinata soglia, in base a criteri ISEE. Toscana, Emilia – Romagna, Veneto, Umbria e Marche decidono di procedere unitariamente, anche con l’acquisto congiunto spuntando una cifra significativamente ridotta rispetto alle altre Regioni, ma ancora relativamente più alta di quanto ottenuto da altri paesi (Spagna). Sardegna, Sicilia e Campania si avviano ad acquistarlo, ma le scorte disponibili sono finite, mentre in alcune Regioni non sono utilizzate per scasa adesione e ritardi nella campagna di somministrazione. Le altre non nominate Regioni si arrangeranno… La Corte dei Conti interviene in relazione ai costi ingiustificati di acquisto di alcune Regioni… la Magistratura avvia una indagine… Un’ottima prospettiva, non c’è che dire!

Avendo letto, e meditato, sulla dichiarazione del presidente della Lombardia, e ascoltato in alcuni dibattiti posizioni analoghe, la circolare non mi ha stupito; anzi l’ho trovata benefica nel farci toccare con mano – nella sua correttezza formale – l’ideale (o l’ideologia) che sottende alle attuali proposte di Autonomia.

Mi ha invece ovviamente indignato perché fa carta straccia della nostra Costituzione.

Marco Geddes da Filicaia

Marco Geddes De Filicaia

23 Settembre 2024

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