Il “Mezzo Diritto” al PS per i macchinisti soli: una violazione della sicurezza e della Costituzione

Il “Mezzo Diritto” al PS per i macchinisti soli: una violazione della sicurezza e della Costituzione

Il “Mezzo Diritto” al PS per i macchinisti soli: una violazione della sicurezza e della Costituzione

Gentile Direttore,
fino al 5 aprile 2025 non sapevo chi fosse il compagno Prof. Ivan Cavicchi. È una mia colpa, lo ammetto. Il 5 aprile u.s., in occasione della manifestazione organizzata dal M5S, in quei 4/5 minuti del suo intervento il Professore ha parlato del Diritto alla salute che diventerà un “mezzo diritto” se non si farà qualcosa.

Quella stessa sera l’ho contattato perché volevo che lui sapesse di un altro “mezzo diritto”, legato a quello della salute (ne parlerò dopo). Mi ha parlato di un suo libro “Articolo 32 – un Diritto dimezzato – che sarebbe uscito l’11 aprile 2025. Ho comprato il libro, l’ho letto e, con i miei limiti di anziano diplomato perito meccanico, qualcosa ho capito. Ad esempio ho capito che in sanità le controriforme neoliberiste degli anni ’90 (“I 2 siluri che la sinistra ha lanciato di fatto contro l’art. 32 …pag. 37) sono state il passaggio da USL a ASL e la cosiddetta “seconda gamba” – la sanità sostitutiva -, anziché la sanità integrativa al S.S.N.

Se non ricordo male, il passaggio da USL ad ASL è stato voluto dal Governo Amato, appoggiato dalla DC, PSI, PLI, PRI e PSDI. Il PDS era all’opposizione. Ciò non significa che non condivida il fatto che quelle controriforme neoliberiste abbiano contribuito a “dimezzare” l’art. 32 della C.A.I. (Costituzione Antifascista Italiana). Sono d’accordo, bisognerà “ripensare” l’art. 32, anche in relazione agli art. 9 e 41 della C.A.I. da qualche anno modificati dal Legislatore. Mi piace tanto l’idea di “governare”, da parte dello Stato, la trinomia ambiente – economia – salute. È difficilissimo, ma non impossibile nel nostro “Bel paese” dove da più di 35 anni assistiamo all’egemonia del Capitale sul Lavoro. Quotidianamente verifichiamo ciò, attraverso la “mattanza” degli omicidi sul lavoro.

A proposito del diritto alla salute, che sta rischiando di diventare per sempre un “mezzo diritto”, come Cittadino pensionato ed ex macchinista ferroviere desidero parlare del “mezzo diritto al pronto soccorso” in ambito ferroviario. In particolare del “mezzo diritto al pronto soccorso” (e quindi “mezzo diritto alla salute”) nell’organizzazione del lavoro dei “Treni condotti dal macchinista unico/solo”, avallata dai sindacati dei ferrovieri tramite il CCNL. Da anni mi domando perché al lavoratore macchinista si debba concedere un “mezzo diritto al pronto soccorso”, quando, giustamente, si garantisce il Diritto al pronto soccorso ai ferrovieri che “prestano lavoro” negli uffici, nelle officine, nelle stazioni, nei depositi locomotive? I lavoratori macchinisti ferrovieri sono lavoratori di serie B in questo caso?

Questa “ingiusta e Incostituzionale” storia, una volta per tutte, dovrebbero spiegarla sia le imprese ferroviarie (ricordo l’adempimento datoriale dell’obbligo di sicurezza della prestazione di lavoro – Cassazione civile sezioni unite 5163 del 2009 -), sia i sindacati dei ferrovieri che devono tutelare anche il diritto alla salute, alla vita, dei lavoratori.

Se un “Macchinista Solo” durante la condotta del treno fosse colto da malore improvviso in una galleria, su un viadotto, su linee ferroviarie inaccessibili alle auto ecc, come verrebbe soccorso e in quanto tempo?

Se ci fosse la concomitanza del malore del “Macchinista Solo” e del malore di qualche viaggiatore in tali circostanze come si organizza il soccorso?
Tutti sanno che il Sistema del pronto soccorso ai lavoratori a bordo treno e ai viaggiatori è assicurato fino a quando il “Macchinista Solo” sta in salute. Il treno, pur mantenendo il proprio percorso, trasporta la persona che ha necessità di soccorso medico verso il mezzo di soccorso pubblico contribuendo, di conseguenza, ad abbreviare i tempi necessari per l’intervento sanitario di emergenza. Che succederebbe al Sistema del pronto soccorso se quel “Macchinista solo” dovesse avere un malore improvviso durante la condotta del treno?

La Cassazione Civile sezione lavoro nel 2021 con la sentenza sottoriportata, dichiara inequivocabilmente che esiste un problema di “oggettiva intempestività” del pronto soccorso sui treni condotti dal “Macchinista Solo”.

Dalla sentenza
….omissis……che, nella specie, risulta peraltro che il Tecnico Polifunzionale Cargo sia abilitato “ad assicurare l’arresto e l’immobilizzo del treno in caso di emergenza” (come da Accordo sindacale del 17 novembre 2010: cfr. ricorso per cassazione, p. 5) ma non a condurre il convoglio, in caso di malore del macchinista, fino alla stazione più vicina o comunque fino ad un tratto della linea ferroviaria in cui, per la presenza di vie di accesso, sia possibile la prestazione di adeguata assistenza medica;

Il 22 febbraio 2022, l’11° Commissione permanente del Senato (lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), su iniziativa della ex Senatrice Mariassunta “Susy” Matrisciano, ha approvato all’unanimità una risoluzione a conclusione dell’esame dell’affare assegnato riguardante la salute e la sicurezza del personale del comparto ferroviario, nella quale si segnala anche “…omissis…..nel corso delle audizioni sono altresì emerse criticità derivanti dall’applicazione difforme delle norme di legge in materia di soccorso in caso di malore del macchinista, con particolare riguardo al macchinista di equipaggio ad «agente solo» nei treni viaggiatori (o unico agente abilitato alla condotta del treno, nel caso di treno merci), nonché al vuoto normativo in merito al soccorso ai viaggiatori. A tal riguardo, e a conferma di quanto riferito nel corso delle audizioni, sono numerosi i provvedimenti prescrittivi da parte di organi di vigilanza in alcune regioni italiane, nonché della Corte di cassazione; ..omissis…..alla luce di quanto sopra esposto, impegna il Governo: ……omissis…….b) a colmare il vuoto normativo esistente in ordine al soccorso al macchinista sia nei treni viaggiatori che nei treni merci; ….omissis……”

Il Governo Meloni, anziché impegnarsi a colmare il vuoto normativo di cui sopra, ha strizzato l’occhio alla Lobby Ferroviaria italiana ed europea che vuole più profitto a discapito della salute dei Lavoratori macchinisti ferrovieri, nella fattispecie.

Necessitava prima modificare l’art. 45/3 del D.Lgs 81/08 sul pronto soccorso in ambito ferroviario. Questo è già avvenuto da parte del Parlamento italiano approvando l’art. 4/1 L. 214/2023. Chi del Governo ha proposto la modifica dell’art. 45/3 del DLgs 81/08, con le parole “nel rispetto della normativa dell’Unione europea in materia di sicurezza e di interoperabilità del trasporto ferroviario, VOLUTAMENTE ha dimenticato la parola SALUTE, Diritto Costituzionalmente garantito dall’art. 32.

Tutto ciò è servito per “azzerare” il Decreto Interministeriale 19/2011 sul pronto soccorso in ambito ferroviario, che imponeva ai datori di lavoro di tutte le imprese ferroviarie di rispettare questo: ……omissis……..”I gestori delle infrastrutture e le imprese ferroviarie, coordinandosi fra loro e con i servizi pubblici di pronto soccorso, predispongono procedure operative per attuare uno specifico piano di intervento che preveda per ciascun punto della rete ferroviaria le modalità’ più efficaci al fine di garantire un soccorso qualificato nei tempi più rapidi possibili anche per il trasporto degli infortunati”.

Le parole del Decreto Interministeriale 19/2011 “per ciascun punto” e “nei tempi più rapidi possibili”, a giudizio dell’ERA (Agenzia Ferroviaria Europea), “avrebbero determinato una situazione per cui il personale del treno deve essere soccorso con uno standard più vincolante/rigoroso rispetto ai Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria che il S.S.N. è obbligato a garantire a tutti i cittadini (incredibile ma vero n.d.a.).

Una dichiarazione del genere da parte di ERA a chi è servita? Alla Lobby Ferroviaria Europea e anche Italiana? Dubbi o certezze? La discussione è aperta.

So per certo che il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, il Ministro per la pubblica amministrazione, il Ministro delle imprese e del made in Italy, italiani hanno “soddisfatto” la richiesta dell’ERA.
Sicché, le parole: «per ciascun punto della» sono state sostituite dalle seguenti: «lungo la»; le parole: «nei tempi più rapidi possibili anche per» sono state sostituite dalla seguente: «incluso».

Caro Direttore, Il 27 marzo 2025 la Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, ha espresso parere favorevole sullo schema di regolamento di modifica del decreto ministeriale 24 gennaio 2011, n. 19.

L’Agenzia Ferroviaria Europea e la Conferenza Stato – Regioni dovrebbero rispondere a questa 2 domande:
– Come si fa a garantire il Costituzionale diritto al pronto soccorso al Lavoratore Macchinista Ferroviere, in caso di un suo malore improvviso durante la condotta del treno, con la conseguenza che il convoglio si fermi in una galleria, su un viadotto, lungo la linea ferroviaria lontana dalla strada?
A chi ha dato e dà fastidio il Decreto Interministeriale 19/2011?

Ecco, caro Direttore, un altro “mezzo diritto” a cui bisogna pensare/operare per farlo diventare Diritto intero.

La storia di una problematica lavorativa ancora inevasa, non si esaurisce con la “scorciatoia” dell’azzeramento del Decreto 19/2011. Credere in ciò sarebbe pura miopia politica/istituzionale. Una cosa è certa, tanti di noi che hanno “resistito” continueranno questa battaglia di “Civiltà del Lavoro”.
C’è una responsabilità penale, che è individuale; c’è anche una responsabilità politica/morale. È immorale che una “Contrattazione miope” vada ad invadere con violenza il territorio dei “Diritti indisponibili” dei Lavoratori macchinisti, quali sono la loro salute e la loro sicurezza.

A gennaio del 2019, a pochi mesi dal mio pensionamento, scrissi una mail al compagno Landini su questa ingiustizia. Riporto la parte finale: “Caro compagno Landini, cerca di convincere i compagni che stanno sbagliando della Filt -Cgil che hanno fatto e stanno facendo un errore mettendo “potenzialmente” a rischio a salute e la sicurezza dei lavoratori a bordo treno e dei viaggiatori. Il compagno Giuseppe Di Vittorio, nella fattispecie avrebbe tolto la propria firma da un accordo “potenzialmente pericoloso”. Ognuno si assumerà le proprie responsabilità su questa storia”. La presente resterà a futura memoria. Mai risposta ebbi.

Da Cittadino pensionato, ad aprile 2022 scrissi una 2° mail al compagno Landini. Riporto solo queste parole.: “Caro Compagno Landini, forse la mia e-mail sotto riportata del gennaio 2019 i “compagni” non te l’hanno fatta vedere? Non girarti dall’altra parte. Ricorda ai “compagni della FILT CGIL” che stanno continuando a sbagliare. Che devono togliere la testa dalla sabbia”. Anche qui mai risposta ebbi.

Il Legislatore, se veramente ha a cuore la sicurezza di tutti, dei lavoratori che operano sul treno e dei passeggeri, nel processo di liberalizzazione del trasporto ferroviario (a proposito di mercato e concorrenza), avrebbe dovuto imporre anche l’Equipaggio Polifunzionale su tutti i treni. Un Equipaggio che deve essere professionalmente formato sia per condurre il treno che per dare assistenza ai viaggiatori. Un equipaggio interscambiabile che possa affrontare con professionalità tutte le criticità che potrebbero verificarsi durante il percorso del treno.

“L’esigenza di avere un unico macchinista alla condotta del treno è dettata dalla necessità di avere più concorrenza? Di dare alle imprese ferroviarie, sia pubbliche che private, più competitività? Le regole della concorrenza e della competitività possono “forzare” Diritti inalienabili e indisponibili? Qui non si tratta di essere i custodi del Tempio, di difendere privilegi inesistenti. Si tratta dell’inalienabile Diritto alla salute di ogni Macchinista Unico/Solo durante l’attività lavorativa che, nella fattispecie, diventa inevitabilmente un “Diritto Collettivo”.

Caro Direttore, mi piacerebbe che questo mio scritto fosse pubblicato dal vostro autorevole “Quotidiano Sanità”, insieme a un suo autorevole intervento sulla problematica di “Interesse Collettivo” da me posta. Qui sotto, per chi volesse approfondire, metto questi 2 link.
Grazie per quello che potrà fare.

Giuseppe Grillo
Cittadino pensionato, ex macchinista ferroviere ed ex RLS

PS:
La storia ci ha insegnato che anche i muri più resistenti vengono abbattuti. Abbattiamo questo “muro di gomma” del do ut des. La salute, la vita, la sicurezza dei lavoratori non sono in vendita.

Giuseppe Grillo

13 Maggio 2025

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