Il presidente Draghi e la seconda dose

Il presidente Draghi e la seconda dose

Il presidente Draghi e la seconda dose

Gentile Direttore,
la dichiarazione del Presidente del Consiglio Mario Draghi nella conferenza stampa del 18 giugno è stata ed è al centro dell’attenzione dei media e dell’opinione pubblica non solo per l’importanza dell’argomento, ma anche per la quantità dei sottintesi e dei quesiti che essa ha posto.
Il Presidente ha compiuto una testimonianza personale di grande valore umano e istituzionale ed ha autorevolmente manifestato la sua volontà di sottoporsi per il richiamo alla somministrazione di un vaccino eterologo a mRNA affermando convintamente almeno due certezze a lungo negate e sommerse in un mare di chiacchiere anche da parte di qualche “esperto” forse male informato: la certezza della superiorità dei vaccini a mRNA (Pfizer e Moderna) rispetto a quelli a vettore virale (AstraZeneca e Johnson) e quella della maggiore efficacia del richiamo con vaccino eterologo.
 
Tutto ciò rappresenta senz’altro, in questa obbligata e imponente sperimentazione di vaccini diversi in corso di pandemia, una tappa importante nell’acquisizione di una esperienza basata su dati statisticamente significativi che consentirà un ulteriore miglioramento della efficacia della campagna vaccinale.
 
Resta tuttavia poco chiara la condotta che si vuole seguire per il richiamo nelle persone over 60 perché mentre agli under 60 è stata espressamente riconosciuta la libertà di scelta con il consenso informato ed il parere del medico, ciò non sembra definito altrettanto chiaramente nella ordinanza del Ministro Speranza di oggi 19 giugno per le persone over 60. E’ forse ancora valida per il richiamo a queste persone la raccomandazione del vaccino AstraZeneca della precedente ordinanza? Non possiamo però ignorare che, se è vero che le complicazioni tromboemboliche da vaccino AstraZeneca sono più frequenti nelle donne e negli under 60, esse colpiscono, sia pure in misura minore (0,5/100.000 versus 1-2/100.000), anche le persone over 60.
 
Perché allora esporre queste persone ad un rischio che potrebbe essere evitato utilizzando un altro vaccino di pari se non superiore efficacia?
Tutto ciò considerato, senza un ulteriore chiarimento difficilmente il Presidente potrà realizzare nei tempi enunciati il suo così candidamente esternato e legittimo desiderio di un richiamo con un vaccino eterologo perché certamente non basterà la dichiarazione del Presidente del Consiglio da sola a mettere in moto la macchina dell’apparato, ma occorrerà anche la emanazione di una più dettagliata disposizione del Ministro Speranza riguardante gli over 60, oltre che, cosa assai più complicata, cambiare gli assetti organizzativi degli Hub vaccinali che operano tuttora sulla base della precedente e fortunatamente superata direttiva del Ministro della Sanità.
 
Il Presidente Draghi potrebbe rischiare allora di esporsi ad un rifiuto come è successo fino ad oggi, (in base alla raccomandazione emanata dal Governo solo 2 settimane fa) a molte persone che si sono sentite costrette a sottoporsi loro malgrado alla somministrazione di vaccino AstraZeneca o, peggio, a rinunciare alla seconda somministrazione.
 
Dovremo perciò aspettare qualche giorno di più, ma poi sicuramente le cose andranno meglio per tutti.
 
Girolamo Digilio
Già Primario e Docente Clinica Pediatrica, Università La Sapienza, Roma
   

21 Giugno 2021

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