Infermieri e dirigenti. Dobbiamo tornare a fidarci reciprocamente

Infermieri e dirigenti. Dobbiamo tornare a fidarci reciprocamente

Infermieri e dirigenti. Dobbiamo tornare a fidarci reciprocamente

Gentile Direttore,
ho letto con molta attenzione la lettera Infermieri. Quel silenzio della "nostra" dirigenza che demotiva e indebolisce e direi che sono d’accordo su alcuni punti e meno su altri. Sono d’accordo sul fatto che la Dirigenza Professionale deve essere più vicina ai professionisti. Come dice Papa Francesco: “Siate pastori con l’odore del proprio gregge, siate pastori in mezzo al vostro gregge”. Dobbiamo andare dai nostri collaboratori, in mezzo ai nostri collaboratori, perché noi non abbiamo ragione di essere senza di loro e loro devono sentirsi rappresentati da noi, che non occupiamo solo delle poltrone. Noi dobbiamo essere dei Leader autorevoli ma presenti. Se ci chiedo un appuntamento per un problema, non possiamo darlo dopo un mese o peggio ancora non riceverli. Ogni problema va considerato, certo dando delle priorità, ma dando a tutti la possibilità di sentirsi parte dell’Organizzazione, attori del proprio ruolo e non subendo questo ruolo.

L’altro aspetto su cui volevo soffermarmi e sul quale non sono d’accordo con il collega Sergio, è quello dell’abbandono e della poca vicinanza. Non credo che gli infermieri siano abbandonati, credo che ogni Dirigente delle Professioni Sanitarie Assistenziali, nel suo piccolo quotidiano, cerchi di portare avanti le istanze professionali. Uno dei problemi è che spesso ci sentiamo soli anche noi, spesso se ci voltiamo non abbiamo dietro una componente professionale che ci supporta, spesso parliamo di cose di cui gli infermieri non sempre ne comprendono il motivo, l’utilità e allora cadiamo nello sconforto e ci ripieghiamo su noi stessi.

La realtà è come è, e non come vorremmo, per cui dobbiamo imparare a fidarci di più gli uni degli altri, magari discutendo maggiormente e non solo di quando dobbiamo concedere le ferie o di quel turno che non vogliamo fare, ma dei problemi assistenziali, se l’ assistenza che eroghiamo è adeguata ecc.

Dobbiamo imparare a essere tutti professionisti, anche nel lessico, esempio quando parliamo dei nostri Collaboratori o gli infermieri dei propri Coordinatori o Dirigenti, non apostrofiamoli con termini, ma come si confà a dei seri professionisti.

Svolgiamo una delle Professioni più belle e antiche del mondo, cerchiamo di non dimenticarcelo mai.

Dott. Fabrizio Polverini
Infermiere

Coordinatore Comitato Infermieri Dirigenti
Regione Piemonte e Valle d’Aosta

02 Luglio 2014

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