Internet of Things e salute
Gentile Direttore, l’IoT applicato alla sanità rappresenta una delle trasformazioni più rilevanti del nostro tempo. Il monitoraggio remoto, l’integrazione di dispositivi medici, le piattaforme digitali e l’intelligenza artificiale aprono la strada a una medicina più d’iniziativa, personalizzata ed efficiente. Ma queste innovazioni si collocano in un contesto geopolitico complesso
Gentile Direttore, per comprendere appieno il significato dell’Internet of Things (IoT) e il suo ruolo crescente in sanità, occorre collocarlo entro un percorso di trasformazione tecnologica, economica e sociale avviato nella seconda metà del XX secolo. Dopo la Seconda guerra mondiale, l’affermarsi dell’elettronica, dell’informatica, delle telecomunicazioni e poi di Internet ha progressivamente digitalizzato la produzione e la società, modificando profondamente modelli economici, sistemi organizzativi e forme di interazione umana. L’IoT, così come lo intendiamo oggi, è tuttavia un fenomeno relativamente recente. La sua diffusione su larga scala risale agli ultimi quindici anni, grazie alla disponibilità di sensori sempre più piccoli ed economici, alla connettività mobile ad alta velocità (4G e 5G) e alla capacità delle piattaforme cloud di raccogliere ed elaborare quantità crescenti di dati. Ciò ha permesso di collegare alla rete oggetti e ambienti prima “morti”, trasformandoli in nodi attivi di sistemi intelligenti e interconnessi. L’IoT costituisce quindi una delle espressioni più avanzate della digitalizzazione maturata nel corso della Terza Rivoluzione Industriale e accelerata dall’Industria 4.0.
La trasformazione ha spostato il baricentro dalle attività manifatturiere a quelle basate sull’informazione, contribuendo alla globalizzazione delle filiere produttive, allo sviluppo dei servizi avanzati e al cambiamento dei rapporti sociali ed economici., anche in sanità.
Le principali caratteristiche di questa fase possono essere così sintetizzate da innovazioni chiave, quali computer, Internet, telecomunicazioni, robotica, biotecnologie, tecnologie aerospaziali; dall’energia tramite ladiffusione delle materie plastiche, espansione delle energie rinnovabili e crescente attenzione ai modelli energetici sostenibili delineati da Jeremy Rifkin nel suo concetto di Terza Rivoluzione Industriale; dall’economia con il passaggio da un’economia industriale a una economia dell’informazione, con prevalenza del settore terziario; dalla società con la crescita delle multinazionali, l’espansione dei mercati globali, la delocalizzazione, la ridefinizione dei rapporti di potere, l’aumento delle diseguaglianze e di nuove forme di concentrazione della ricchezza. Ovviamente si pone il tema centrale della governance dei dati in quantola digitalizzazione genera enormi quantità di dati che diventano risorsa strategica per imprese e istituzioni, sollevando questioni delicate su privacy, trasparenza, sorveglianza e democrazia. Questi processi configurano il passaggio dalla società industriale a quella post-industriale, caratterizzata dal predominio dell’informazione e dall’integrazione pervasiva delle tecnologie digitali nei processi sociali, produttivi e sanitari.
La Terza Rivoluzione Industriale Il concetto di Terza Rivoluzione Industriale descrive un insieme di trasformazioni avviate dagli anni ’70, che hanno modificato in profondità economie e società. Tra gli elementi fondamentali abbiamo l’avvento del computer, di Internet e dei microprocessori ha reso possibile l’automazione dei processi produttivi e la digitalizzazione delle informazioni; la terziarizzazione dell’economia con un progressivo spostamento dell’occupazione e del valore generato dal settore industriale a quello dei servizi. Infine tramite lo sviluppo tecnologico con la nascita e crescita della robotica, della genetica, dell’aerospaziale e delle tecnologie avanzate.
L’economista americano Jeremy Rifkin nel suo saggio “The third industrial revolution: how lateral power is transforming energy, the economy, and the world“ ha ampliato questa visione proponendo una transizione sistemica basata su energia rinnovabile, reti intelligenti e produzione decentralizzata. Nel suo modello le tecnologie digitali, tra cui l’IoT, svolgono un ruolo cruciale nel favorire la gestione dinamica dell’energia e dei flussi informativi. La riflessione di Rifkin è stata ripresa anche dalla Commissione Europea, che ha individuato nell’innovazione tecnologica e nelle reti intelligenti uno dei pilastri dello sviluppo sostenibile europeo. I recenti sviluppi a livello geopolitico invece sembrano andare in altra direzione.
La transizione energetica e il ruolo dell’Io TPrima del 2020 l’Unione Europea aveva avviato una transizione verso un’economia più sostenibile, con l’obiettivo di ridurre le emissioni, aumentare l’efficienza energetica e promuovere le energie rinnovabili. L’IoT ha un ruolo centrale in tale contesto perché consente il monitoraggio costante delle reti elettriche;l’analisi dei consumi domestici e industriali, la gestione dinamica della produzione distribuita, la manutenzione predittiva degli impianti rinnovabili e, infine, la riduzione delle perdite e l’ottimizzazione dell’energia prodotta.
L’IoT, dunque, oltre a essere una tecnologia abilitante della trasformazione industriale, è anche uno strumento fondamentale per rendere le reti energetiche più resilienti, efficienti e sostenibili.
La trasformazione in atto presenta opportunità notevoli, ma anche sfide significative.
La transizione digitale e quella energetica, combinate, possono generare milioni di nuovi posti di lavoro, soprattutto in ambiti come la ricerca e sviluppo, l’installazione di sensori e dispositivi, la manutenzione e gestione delle reti intelligenti e i servizi avanzati basati sui dati. Gli investimenti nelle energie rinnovabili e nelle tecnologie IoT hanno mostrato una forte capacità moltiplicativa dell’occupazione. Però rispetto al contesto in cui si inseriscono sono fortemente lobour saving …
Sicurezza energetica e energia distribuita nella UE La dipendenza dell’UE da risorse energetiche esterne ha reso evidente la necessità di diversificare le fonti, decentralizzare la produzione e aumentare la resilienza delle reti. Tecnologie IoT e smart grid risultano strumenti strategici in questo percorso. In particolare le smart grid, o reti intelligenti, sono reti elettriche evolute che integrano tecnologie digitali, sensori e sistemi di comunicazione per gestire in modo bidirezionale flussi di energia e dati. A differenza delle reti tradizionali, ottimizzano la produzione, la distribuzione e il consumo, facilitando l’integrazione delle fonti rinnovabili e permettendo ai consumatori di produrre e immettere energia in rete. Si applicano anche in sanità.
Il passaggio da un sistema centralizzato a uno distribuito consente a imprese e comunità locali di diventare produttori attivi di energia. In tale scenario anche la mobilità elettrica può contribuire alla rete, grazie alla capacità dei veicoli di accumulare e redistribuire energia.
Per realizzare pienamente la Terza Rivoluzione Industriale servono un Master Plan europeo con obiettivi condivisi, dei finanziamenti sistematici pubblico-privati, degli standard comuni e le mappature aggiornate del potenziale energetico e tecnologico degli Stati membri.
Internet delle Cose (IoT) L’Internet delle Cose riguarda tutti gli oggetti fisici in grado di connettersi a Internet e scambiare dati. Una volta connessi, questi oggetti possono “parlare”, trasmettendo informazioni che diventano una risorsa strategica per aziende, istituzioni e servizi pubblici. La possibilità di raccogliere e analizzare dati consente infatti di migliorare decisioni, efficienza e qualità dei servizi, compresa l’assistenza sanitaria.
La portata dell’IoT è enorme: potenzialmente ogni oggetto può essere dotato di una componente digitale. Le stime internazionali indicano che nel 2025 i dispositivi connessi nel mondo hanno superato i 19 miliardi, con prospettive di crescita ancora più rapide negli anni successivi.
Oggi gli oggetti possono connettersi a Internet in diversi modi: perché nativamente connessicome glismartphone, gli elettrodomestici intelligenti, le automobili dotate di sistemi di bordo che raccolgono dati e dialogano con la rete: perché resi “smart” tramite sensori come i dispositivi, i macchinari o persino gli ambienti fisici che, dotati di sensori, diventano capaci di generare dati. Infine oggetti connessi virtualmente tramitepiattaforme digitali che attribuiscono agli oggetti una “identità virtuale”, permettendo la gestione e la tracciabilità senza connessione diretta.
La crescita più significativa riguarda gli oggetti che diventano intelligenti grazie ai sensori, perché questa tecnologia consente di digitalizzare ciò che già esiste, senza sostituire interamente le infrastrutture fisiche. I sensori disponibili oggi sono numerosi: rilevano temperatura, movimento, posizione, consumi, parametri vitali e molto altro. La loro diffusione è stata favorita dai costi ridotti e dalla lunga durata delle batterie, rendendo possibile costruire mappe digitali dell’ambiente, come nel progetto IoT della Regione Piemonte (http://www.iotnet.it). Questo anche in sanità con device che rilavano i parametri vitali o altri dati uti al monitoraggio a distanza.

Principali ambiti applicativi (Dati 2025)
Attualmente gli ambiti applicativi principali sono:
Smart Home: Elettrodomestici, termostati e sistemi di sicurezza controllabili da remoto.
Smart City: Gestione intelligente dei semafori, parcheggi con segnalazione in tempo reale e monitoraggio dell’inquinamento.
Industrial IoT (IIoT): Utilizzo di sensori nelle fabbriche per la manutenzione predittiva e l’ottimizzazione della produzione (Industria 4.0).
Sanità: Dispositivi indossabili (wearable) come smartwatch o sensori medici che monitorano i parametri vitali dei pazienti in tempo reale.
La forza dell’IoT sta proprio in questa combinazione: bassi costi, grande scalabilità e possibilità di trasformare oggetti comuni in generatori di dati, mentre le principali sfide riguardano la sicurezza informatica dei dispositivi connessi e la gestione della privacy dei dati raccolti
IoT in Sanità Nel settore sanitario l’IoT assume il nome di Internet of Medical Things (IoMT). Si tratta di un ecosistema di dispositivi connessi – sensori, wearable, macchinari diagnostici, letti intelligenti, pompe infusionali – in grado di raccogliere e trasmettere dati clinici in tempo reale.
L’IoMT permette di passare da un modello di cura reattivo, basato sul ricovero o sulla visita al manifestarsi della patologia, a un modello proattivo, basato sul monitoraggio continuo e sulla prevenzione.
Le principali componenti sono:
Dispositivi indossabili e impiantabili: smartwatch clinici, cerotti intelligenti, pacemaker connessi.
Raccolta dati: parametri vitali, glicemia, frequenza cardiaca, pressione arteriosa, saturazione di ossigeno.
Trasmissione: reti Wi-Fi, Bluetooth, 4G, 5G, LoRaWAN.
Analisi: piattaforme cloud e algoritmi di AI che interpretano i dati.
Intervento: allarmi automatici verso medici, infermieri e caregiver.
I vantaggi principali sono la possibilità di un monitoraggio remoto dei pazienti cronici, dello sviluppo di una medicina personalizzata e di diagnosi precoci, la riduzione degli accessi impropri ai pronto soccorso, una maggiore efficienza operativa per ospedali e servizi territoriali e il miglior coordinamento tra professionisti sanitari. Le sfide restano rilevanti: sicurezza e privacy dei dati, interoperabilità tra dispositivi di produttori diversi, standard regolatori e formazione degli operatori.
IoT applicato alla sanità: quattro pilastri
Monitoraggio Remoto del Paziente (RPM) – Il monitoraggio remoto consente di seguire i pazienti direttamente a domicilio. Sensori di glucosio continui, pacemaker intelligenti e wearable cardiaci identificano aritmie, cadute o variazioni rilevanti dei parametri vitali. Questo riduce ospedalizzazioni evitabili e consente interventi tempestivi.
Ospedali Intelligenti (Smart Hospitals) – All’interno degli ospedali, l’IoT ottimizza percorsi e processi consentendo il tracciamento di attrezzature critiche tramite RFID, la gestione automatizzata delle scorte farmaceutiche, il controllo ambientale delle sale operatorie e della sterilizzazione, l’utilizzo di letti intelligenti che monitorano postura e movimenti e la manutenzione predittiva delle apparecchiature.
Wearable e prevenzione personalizzata – I dispositivi indossabili rilevano battito cardiaco, respirazione, saturazione, qualità del sonno, glicemia e molto altro. Questi dati consentono di identificare precocemente segnali di rischio, di personalizzare terapie e stili di vita e di prevenire esacerbazioni nelle patologie croniche.
Chirurgia robotica e dispositivi connessi – Robot chirurgici e strumenti dotati di sensori trasmettono dati in tempo reale, mentre la realtà aumentata supporta i chirurghi con immagini anatomiche sovrapposte. L’integrazione IoT-robotica aumenta precisione e sicurezza degli interventi.

IoT e contrasto alla solitudine della popolazione fragile La solitudine rappresenta uno dei principali determinanti negativi della salute nella popolazione anziana e fragile. Le evidenze scientifiche dimostrano che l’isolamento sociale aumenta del 26% il rischio di mortalità precoce, raddoppia il rischio di demenza, incrementa depressione, cadute e ricoveri ripetuti e riduce l’aderenza terapeutica. L’IoT offre strumenti innovativi per monitorare e sostenere gli anziani che vivono soli, integrando assistenza sanitaria e sociale. Questo può avvenire tramite l’uso di sensori ambientali per la sicurezza.Sensori non invasivi che rilevano il movimento nelle stanze, l’apertura di porte e finestre, l’utilizzo degli elettrodomestici, l’assenza prolungata di attività e le cadute o comportamenti anomali. In caso di necessità, inviano avvisi a familiari, caregiver o Centrali Operative Territoriali. Inoltre è possibile utilizzare assistenti vocali e robot sociali. Sono dispositivi come smart speaker e robot relazionali che facilitano le comunicazioni con familiari e operatori, ricordano appuntamenti e terapie, offrono stimoli cognitivi e compagnia e riducono la percezione di isolamento.
L’IoT consente di creare un modello integrato in cui le Centri Operativi Territoriali monitorano segnali di fragilità, gli infermieri di famiglia e comunità ricevono allarmi predittivi e i servizi sociali possono intervenire prima che la fragilità si trasformi in emergenza. In definitiva l’IoT rende possibile un nuovo modello di assistenza domiciliare proattivo, continuo, integrato, capace di connettere sanitario e sociale nel senso della “casa come primo luogo di cura” del PNRR. Per l’Italia, uno dei Paesi più anziani al mondo, rappresenta una leva fondamentale per ridurre ricoveri evitabili, sostenere le famiglie e garantire autonomia agli anziani fragili.
L’importanza della sostenibilità nelle nuove tecnologie L’innovazione tecnologica in sanità deve essere accompagnata da un’attenzione crescente alla sostenibilità ambientale e alla riduzione dell’impatto ecologico. L’aumento dell’uso di dispositivi elettronici, sensori, materiali monouso e infrastrutture digitali rischia infatti di incrementare la produzione di rifiuti e il consumo energetico del settore sanitario.
Per questo motivo, la progettazione dei nuovi dispositivi deve rispettare i principi del green health care, adottando soluzioni orientate alla riduzione e al riciclo dei materiali impiegati, alla minimizzazione del consumo energetico, ad un uso di componenti a basso impatto ambientale, allo sviluppo di soluzioni a lunga durata, riparabili e aggiornabili nel tempo e alla integrazione di criteri di sostenibilità nelle fasi di ricerca, produzione e distribuzione. La sostenibilità tecnologica non è un elemento accessorio: è parte integrante della qualità dell’innovazione, soprattutto in un’epoca caratterizzata da un aumento costante dei fabbisogni sanitari e dei costi energetici. Le cinque tecnologie medicali emergenti – intelligenza artificiale, dispositivi wearable, terapie digitali, chirurgia robotica con realtà aumentata e “bioprinting” – non costituiscono solo trend di innovazione, ma veri e propri pilastri su cui si costruirà la sanità del futuro. Il loro impatto sarà “clinico” tramite diagnosi più precoci e terapie personalizzate; “economico” tramite la riduzione dei ricoveri evitabili e dei costi di gestione; “sociale”: maggiore accessibilità alle cure per pazienti cronici, fragili e isolati ed “etico-ambientale” con un orientamento verso una innovazione responsabile e a basso impatto. La sanità del futuro sarà tendenzialmente sempre più digitale, personalizzata, mini-invasiva e green.
Ospedali “senza letti” e modelli di assistenza virtuale
In Italia si sta sviluppando il concetto di ospedale senza letti, un’evoluzione organizzativa che sfrutta telemedicina, monitoraggio remoto e reparti virtuali per seguire i pazienti direttamente nelle loro abitazioni dopo la dimissione. Questo modello nasce dalla necessità di migliorare la continuità assistenziale, ridurre i ricoveri evitabili e affrontare i problemi strutturali del Servizio Sanitario Nazionale: carenza di posti letto, chiusura di ospedali – soprattutto nelle aree più fragili – e crescente difficoltà nel garantire risposte tempestive alla popolazione. Il riferimento teorico e pratico più avanzato è il Mercy Virtual Care Center di St. Louis (Missouri), operativo dal 2015. È considerato il primo “ospedale senza letti” al mondo. Le sue caratteristiche principali sono una assistenza virtuale 24/7 fornita da 330 professionisti sanitari tra medici e infermieri specializzati, una copertura di oltre 600.000 pazienti in sette Stati americani. Inoltre consente una integrazione in tempo reale tra telemedicina, cartelle cliniche elettroniche e algoritmi predittivi, un monitoraggio continuo tramite telecamere ad alta sensibilità, dispositivi IoT e sensori dei parametri vitali. Si sostanzia in una infrastruttura tecnologica avanzata, frutto di investimenti superiori ai 200 milioni di dollari. Si caratterizza in postazioni operative con 4-5 monitor per operatore, sistemi di comunicazione evoluti e piattaforme di analisi dei dati.
Il Modello Mercy rappresenta una forma avanzata di ospedale diffuso, dove la presa in carico non avviene fisicamente, ma digitalmente, grazie alla connessione tra pazienti e team clinico.
Cosa e come si sta realizzando in Italia
In Italia il modello è in fase di adattamento attraverso vari progetti pilota, come quello di Viareggio, a cui si affiancano iniziative a Como, Cosenza e in altre realtà.
Questi centri si basano su una gestione centralizzata remota, ovvero, un hub che coordina monitoraggi, comunicazioni e interventi. Inoltre si prevede una integrazione con modelli e reti di telemedicina regionale e PNRR tramite piattaforme digitali, Case della Comunità e servizi territoriali. Il focus è sulla cronicità in particolare verso lo scompenso cardiaco, il diabete, la BPCO e il post-ictus
È prevista, come in USA una assistenza continuativa 24/7 con risposta tempestiva a segnali di allarme inviati da sensori e wearable. Inoltre la sostenibilità e la replicabilità si basano su modelli pubblico-privati che mirano a garantire continuità e diffusione nazionale. Questo approccio innovativo può contribuire a ridurre la pressione sugli ospedali reali, oggi segnati da criticità strutturali quali la chiusura di 74 ospedali pubblici in dieci anni, la riduzione dei posti letto disponibili, la carenza cronica di personale medico e infermieristico e l’aumento della rinuncia alle cure da parte di milioni di cittadini. Gli ospedali virtuali non sostituiscono le strutture fisiche, ma le affiancano, alleggerendole e rendendo più efficiente la presa in carico integrata.
Considerazioni conclusive L’IoT applicato alla sanità rappresenta una delle trasformazioni più rilevanti del nostro tempo.
Il monitoraggio remoto, l’integrazione di dispositivi medici, le piattaforme digitali e l’intelligenza artificiale aprono la strada a una medicina più d’iniziativa, personalizzata ed efficiente. Ma queste innovazioni si collocano in un contesto geopolitico complesso. Così come la competizione globale per l’energia e per il controllo del web incide sugli equilibri economici e politici, allo stesso modo in sanità dobbiamo essere consapevoli che l’innovazione tecnologica non è neutrale.
Il micro – l’adozione locale di sensori, soluzioni digitali, piattaforme – è fondamentale, ma non basta. Servono attori sistemici, capaci di garantire governance, trasparenza e universalismo.
La UE, con i suoi 447 milioni di abitanti e un’economia avanzata, può e deve giocare questo ruolo. La sanità resta un bene pubblico essenziale, al centro di interessi enormi ma anche di straordinarie opportunità di civiltà. L’IoT sociosanitario, se guidato con responsabilità politica e visione strategica, può contribuire a costruire un sistema più accessibile, più equo, più sostenibile, più orientato alla prevenzione e più capace di proteggere i soggetti fragili. È un passaggio storico ed è un banco di prova per il futuro del welfare europeo.
Giorgio Banchieri,
Segretario Nazionale ASIQUAS, Docente DiSSE, Università “Sapienza”, Roma
Michele Fanello,
Senior Managing Consultant, esperto in management e organizzazione sanitaria
Laura Franceschetti,
Professoressa DiSSE, Università “Sapienza”, Roma.
Bibliografia
- Samuel Greengard, “The Internet of Things“: un’analisi completa su come l’IoT sta cambiando la società, esplorando l’evoluzione tecnologica e le sfide di sicurezza.
- Kevin Ashton, (Autore del termine): le origini del concetto, nato nel 1999, sono fondamentali per comprendere la filosofia dell’IoT.
- Handbook of Security, Quantum Computing and Internet of Things (IoT) (English Edition): un testo tecnico recente focalizzato sugli aspetti di sicurezza.
- Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano (IoT): offrono analisi costanti, definizioni, esempi applicativi e trend di mercato in Italia.
- ZeroUnoWeb (IoT: cos’è, come funziona ed esempi): panoramica sulle applicazioni pratiche (domotica, smart city) e tecnologie abilitanti.
- Bologna Business School (BBS) – Articoli su IoT: approfondimenti sull’intelligenza delle cose e la messa in rete.
- SAP Italia (Cos’è l’Internet of Things?): spiegazioni chiare su architettura, dati e dispositivi.
- IoT in Sanità (HIoT): risorse su dispositivi medici interconnessi e gestione dei dati dei pazienti.
13 Marzo 2026
© Riproduzione riservata
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