Internisti e Medici di Medicina Generale: così vicini ma così lontani. Ma l’integrazione è possibile

Internisti e Medici di Medicina Generale: così vicini ma così lontani. Ma l’integrazione è possibile

Internisti e Medici di Medicina Generale: così vicini ma così lontani. Ma l’integrazione è possibile

Gentile Direttore, la Medicina Interna e la Medicina Generale sono, per definizione, le due facce della stessa medaglia. Se il Medico di Medicina Generale è il custode della cronicità sul territorio, l’internista ospedaliero ne è il riferimento nel momento critico della riacutizzazione.

Gentile Direttore,

la Medicina Interna e la Medicina Generale sono, per definizione, le due facce della stessa medaglia. Se il Medico di Medicina Generale è il custode della cronicità sul territorio, l’internista ospedaliero ne è il riferimento nel momento critico della riacutizzazione. Eppure, nonostante condividiamo lo stesso paziente e i medesimi obiettivi clinici, operiamo ancora su sentieri paralleli che faticano a incrociarsi.

In questa fase storica, segnata dalle riforme del PNRR e del DM 77, non possiamo più permettere che l’integrazione ospedale-territorio resti una “mancata opportunità”. Il problema non è solo organizzativo: è una sfida tecnologica e comunicativa. La tecnologia non deve limitarsi a digitalizzare la burocrazia, ma trasformarsi in un ponte reale tra cure ospedaliere e territoriali.

Per superare la frammentazione delle informazioni – oggi principale ostacolo alla sicurezza del paziente – con una visione comune tra FADOI e SIMG proponiamo ai decisori tre pilastri di intervento immediato:

1. Sistemi di notifica proattiva
Attivare canali automatici che inviino un alert in tempo reale al MMG al momento del ricovero del proprio assistito. Sapere tempestivamente che un paziente è in ospedale è il primo passo per pianificare una dimissione protetta e ridurre il rischio di riospedalizzazioni precoci.

2. Piattaforme di teleconsulto asincrono
Superare l’uso di strumenti informali e insicuri come chat o email private. Serve una piattaforma strutturata, bidirezionale e certificata che consenta uno scambio rapido e sicuro di informazioni tra specialisti ospedalieri e medici del territorio.

3. Evoluzione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)
Il FSE non può restare un semplice archivio passivo di PDF. Occorre un cambio di paradigma: i dati devono essere interattivi e interoperabili con le cartelle cliniche informatizzate già in uso quotidiano.

La tecnologia deve essere, finalmente, al servizio della continuità di cura. Gli Internisti, in sinergia con i Medici di Medicina Generale, sono pronti a mettere a disposizione competenze e impegno comune per definire i protocolli tecnici e organizzativi necessari.

Essere “vicini” in una sanità moderna significa esserlo prima di tutto digitalmente e professionalmente, per garantire ai nostri pazienti la migliore presa in carico possibile.

Andrea Montagnani
Presidente Nazionale Fadoi

Paola Gnerre
Presidente eletto Fadoi

Alessandro Rossi
Presidente Nazionale Simg

Tommaso Rinaldis
Simg

16 Febbraio 2026

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