L’Ipasvi e il dibattito. Sì ma senza dimenticare il galateo

L’Ipasvi e il dibattito. Sì ma senza dimenticare il galateo

L’Ipasvi e il dibattito. Sì ma senza dimenticare il galateo

Gentile Direttore,
l’ingerenza di un sociologo prima e di una associazione sindacale poi nella vita e negli equilibri di un ordine professionale è scorretta e poco credibile circa una fattiva e unilaterale disponibilità a collaborare con il massimo azionista dell’infermieristica in Italia.
 
E’ acclarato che chi va con lo zoppo impara a zoppicare, e tanto il sociologo quanto l’associazione sindacale mettono infatti le mani in avanti senza che nessuno abbia inteso di chieder loro di attivarsi a “contribuire” allo sviluppo della categoria dal punto di vista istituzionale: non erano indispensabili prima, non sono imprenscindibili ora, e diciamo pure che potendoci pensare prima, si sono fatti fuori da soli.
 
Non è mancato il tempo per formulare richieste, quanto insignificante il feed back eventualmente atteso per i loro recenti trascorsi politici, quando politici è da leggere quali azioni strategiche per il raggiungimento di un obiettivo collettivo: il fallimento di tali azioni ed obiettivi è plasticamente evidente nella questua ad essere presi oggi in considerazione dopo un anno esatto dove hanno fatto di tutto senza riuscire in niente.
 
La rappresentanza istituzionale ha dimostrato invece di poter continuare il suo percorso, difendere le proprie scelte e dare autonomamente un governo alla comunità professionale senza doversi curare di spendere un solo riconoscimento formale e sostanziale all’uno e all’altro, che ergendosi a paladini di una battaglia durissima al grido di “incompatibilità, incompatibilità”, “trasparenza, trasparenza”, niente hanno prodotto e ottenuto, salvo di vederci uscire rafforzati dal Congresso appena concluso ed evitare di consegnare ai venditori di fumo, e di libelli, il futuro dell’infermieristica.
 
L’ingerenza e l’interferenza violenta si è concretizzata ancora una volta mettendo in discussione dal punto di vista anche personale donne e uomini che la stragrande maggioranza di presidenti di Collegio IPASVI ha chiamato nei ruoli oggi ricoperti. Se un segretario di una associazione sindacale entra nel merito del funzionamento interno di una istituzione e dei suoi equilibri quando tale istituzione non è una sua controparte negoziale, evidenzio che dovrebbe sempre prediligere l’accortezza di agire nei confronti dell’IPASVI da semplice iscritto all’albo, e quindi rapportandosi nei canali istituzionali di riferimento.
 
Una cosa è dibattere sui contenuti, altra sulle norme di funzionamento delle Ente. Si svesta dello scudo associativo ed indossi abiti civili. Se ambisce diversamente, l’Aran non abita in via De Pretis e non sono quindi appannaggio dell’associazione sindacale valutazioni sulla correttezza e l’operato elettorale di una classe dirigente, sulla nuova presidenza ostaggio, a suo direm di vizi ordinistici, su percorsi più chiari.
 
Questa si, questione di galateo istituzionale.
 
Graziano Lebiu
Presidente IPASVI Carbonia Iglesias 

29 Marzo 2015

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