La cura della sofferenza genera vera libertà di scelta

La cura della sofferenza genera vera libertà di scelta

La cura della sofferenza genera vera libertà di scelta

Gentile Direttore, finalmente si torna a parlare di Cure della Sofferenza, anche grazie all’eco della recente legge veneta sul fine vita. L’auspicio adesso è che ciò porti all’effettiva espansione della cura a beneficio di ogni persona, senza attendere che sofferenze intollerabili conducano a desideri suicidari.

Gentile Direttore,
finalmente si torna a parlare di Cure della Sofferenza, anche grazie all’eco della recente legge veneta sul fine vita. L’auspicio adesso è che ciò porti all’effettiva espansione della cura a beneficio di ogni persona, senza attendere che sofferenze intollerabili conducano a desideri suicidari.

La sofferenza non controllata, il dolore estremo o persistente sono totalizzanti: l’individuo farebbe qualsiasi cosa pur di uscire da quella condizione. Le scelte attuate in tali condizioni non sono libere, ma pesantemente condizionate dai pensieri indotti dal soffrire.

La persona malata deve essere resa il più possibile libera da sofferenze. Solo a quel punto davvero libera-mente può scegliere quello che vuole fare.

Per questo è importante che anche un palliativista (come prevede esplicitamente la legge veneta) possa valutare se la persona è stata posta nelle migliori condizioni possibili: le Cure Palliative (CP) sono cure di libertà.

Uno dei mantra del SSN dovrebbe essere quello di porre alla base dei suoi principi il sollievo dalla sofferenza, da attuare sempre e non solo per le malattie giunte alla fase finale. Togliere la sofferenza in ogni fase di malattia riduce il distress inutile, migliorando la qualità di vita e l’outcome clinico.

Le Cure della Sofferenza dovrebbero essere presenti in tutti i setting di cura, inclusi gli ospedali, nei quali non sono ancora codificate per gli attuali Standard Ospedalieri del DM 70/2015.

La risoluzione Parlamentare 7-00258, dopo molte mozioni nei 10 anni precedenti, è stata finalmente approvata in Commissione Affari Sociali della Camera circa un anno fa, ponendo anche tale questione e richiedendo la presenza delle CP in tutti i setting di cura.

Trattandosi di un atto di indirizzo volto ad impegnare il governo, le successive proposte di riforma del SSN ne tengono conto per arrivare al potenziamento dell’assistenza domiciliare, agli ospedali di comunità, all’intensificazione delle cure palliative, in grado di garantire la presa in carico globale dell’assistito e del suo nucleo familiare, in ambito ospedaliero, con l’attività di consulenza nelle unità operative, ambulatoriali, domiciliari e negli hospice. Nel bilancio si è avuto lo stanziamento di 10 mil di Euro aggiuntivi annui per le CP. Quindi si evince, nel DDL di “riforma del SSN” all’art 2h “con riferimento all’assistenza rivolta alle persone (…) che sviluppano traiettorie di malattia a evoluzione sfavorevole”, la necessità di “definire standard (…) delle cure palliative erogate (…) nei diversi setting assistenziali”.

Fra i setting assistenziali fondamentali vi è il nodo ospedaliero, che spicca per la sua assenza totale nei vigenti standard del DM70/2015 (non emendati neanche dopo che i LEA del 2017 all’art 38 c2 chiedevano di garantire CP in ospedale) e per avere un cenno solo nel DM 77/2022 degli standard territoriali (che non decidono quelli ospedalieri …). Importante a tal proposito è la dichiarazione del Ministro Schillaci del 12/01/2026 che stigmatizza la rigidità dei due standard dichiarando di volerla superare: “fino ad oggi avevamo il Dm 70 del 2015 che si occupava di assistenza ospedaliera e il Dm 77 del 2022 che si occupava di assistenza territoriale. Oggi non possiamo non avere una visione congiunta di quella che è la sanità territoriale e ospedaliera.”

Si auspica dunque che entro fine anno si arrivi a restituire alla persona malata il pieno diritto ad avere cure della sofferenza in tutti i setting, anche in ogni ospedale, e che le CP tornino ad essere disciplina anche ospedaliera a pieno titolo.

Marco Ceresa
Medico

11 Settembre 2026

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