La motivazione dei medici nelle organizzazioni sanitarie. Un’indagine sul campo

La motivazione dei medici nelle organizzazioni sanitarie. Un’indagine sul campo

La motivazione dei medici nelle organizzazioni sanitarie. Un’indagine sul campo

Gentile Direttore, nella ricerca “Sussidiarietà e…salute. Rapporto sulla sussidiarietà 2025/2026” a cura della Fondazione per la Sussidiarietà, presentato il 19 febbraio 2026, si approfondisce il tema della motivazione dei medici nelle organizzazioni del sistema sanitario pubblico....

Gentile Direttore,
nella ricerca “Sussidiarietà e…salute. Rapporto sulla sussidiarietà 2025/2026” a cura della Fondazione per la Sussidiarietà, presentato il 19 febbraio 2026, si approfondisce il tema della motivazione dei medici nelle organizzazioni del sistema sanitario pubblico. Infatti, la performance organizzativa, cioè la capacità di perseguire e raggiungere obiettivi sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo, è determinata dalla motivazione degli operatori. Moltissime ricerche internazionali evidenziano questo stretto legame.

La Fondazione di Sussidiarietà e Ri.For.Ma (RIcerca e FORmazione per il MAnagement sanitario) dell’Università di Parma hanno messo cercato di comprendere cosa ne pensano i medici attraverso una ricerca a cui hanno aderito oltre 700 medici appartenenti a organizzazioni pubbliche sanitarie italiane (vedi il documento integrale).

Cosa emerge?

Innanzi tutto, il livello di motivazione non è molto alto! Su una scala da 1 (scarsa) a 5 (alta) la motivazione si attesta su una media di 3,13, con mediana e moda pari a 3. Questi valori esprimono una situazione intermedia. Solo il 12% del campione ha segnato un livello di motivazione massimo (livello 5) e il 60% dei rispondenti ha valutato una motivazione di 3 o minore. Veramente problematica la valutazione del livello di soddisfazione sul modo in cui il proprio diretto responsabile, gestisce l’unità in cui opera: la media scende a 2,65. In sostanza, solo il 21% dei medici si dice soddisfatto o molto soddisfatto (livello 5) del modello gestionale adottato dal proprio responsabile.

Quali sono i fattori motivanti? Le risposte dei medici evidenziano i seguenti elementi:

È evidente che i primi 3 elementi (assolutamente condivisi da una ampia platea di medici) mettono in evidenza la necessità che l’organizzazione “funzioni”.

Davvero interessante questa polarizzazione su condizioni di lavoro dove la collaborazione è un valore e la condivisione delle decisioni.

Ecco costruire un’organizzazione di questo genere è davvero una sfida manageriale!

Un ulteriore comprensione del fenomeno avviene dalla analisi di quelle che potrebbero essere le politiche aziendali che favoriscono la motivazione, cioè cosa dovrebbero fare i manager aziendali per aumentare la motivazione dei medici.

In questo caso è stato chiesto quali politiche ritengo come prioritarie.

Emerge una chiara guida al management:

  1. La carriera è molto rilevante: il merito al centro.
  2. Incentivare i comportamenti coerenti.

Su quest’ultimo aspetto il tema della coerenza sembra evidente: gli incentivi economici sono importanti ma coerenti alla capacità di individuare i comportamenti meritori.

Da questo punto di vista appare perlomeno curioso la scarsa considerazione dei sistemi di valutazione delle performance: forse le esperienze non sono così positive e la fiducia dei sistemi di valutazione è molto scarsa.

In chiave gestionale, le direzioni aziendali hanno un margine di azione molto rilevante nel presidiare le leve motivazionali, agendo su:
. organizzazione del lavoro;
. carichi burocratici;
. supporto operativo;
. valorizzazione delle competenze.

Investire su queste dimensioni può rappresentare una leva potente, rapida e flessibile per sostenere la motivazione dei professionisti sanitari, senza attendere riforme sistemiche esterne.

Antonello Zangrandi
Già Professore di management pubblico Università di Parma, esperto di Progea Servizi

Simone Fanelli
Professore di management pubblico, Riforma, Università di Parma

Antonello Zangrandi e Simone Fanelli

24 Febbraio 2026

© Riproduzione riservata

“Diagnosi” e “prescrizione”: quando l’ambiguità terminologica diventa errore concettuale e rischio organizzativo
“Diagnosi” e “prescrizione”: quando l’ambiguità terminologica diventa errore concettuale e rischio organizzativo

Gentile Direttore,ho letto la lettera delle società tecnico-scientifiche infermieristiche (“Competenze e autonomia, dove sbaglia la FNOMCeO”) pubblicata il 23/02/2026.  Il testo pretende di “correggere” FNOMCeO, ma in realtà costruisce la propria tesi...

Autonomia differenziata e salute mentale: più autonomia non fermerà l’impoverimento dei servizi
Autonomia differenziata e salute mentale: più autonomia non fermerà l’impoverimento dei servizi

Gentile Direttore, come ci ha riportato Quotidiano Sanità, il Consiglio dei Ministri, riunito lo scorso 18 febbraio, ha approvato gli schemi di intesa preliminare con le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte...

Prescrizione infermieristica: il conflitto sui confini nasconde il vuoto normativo
Prescrizione infermieristica: il conflitto sui confini nasconde il vuoto normativo

Gentile Direttore,il recente dibattito sulle competenze prescrittive infermieristiche ripropone uno schema noto: la diagnosi clinica generale resta atto medico, ma l’evoluzione organizzativa del sistema sanitario spinge verso una ridefinizione esplicita...

Legge 13/2020: una parentesi emergenziale che oggi chiede “Ordine”
Legge 13/2020: una parentesi emergenziale che oggi chiede “Ordine”

Gentile Direttore,nel delicato dibattito sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale, esiste un tema che incide profondamente sulla qualità delle prestazioni e sulla tenuta del sistema: l’inquadramento dei professionisti formati all’estero....