La “personalizzazione” della malattia. Il vero problema è differenziare “agente” e ”causa”

La “personalizzazione” della malattia. Il vero problema è differenziare “agente” e ”causa”

La “personalizzazione” della malattia. Il vero problema è differenziare “agente” e ”causa”

Gentile Direttore,
ho molto apprezzato il suo articolo “Ma le malattie possono essere considerate persone?” che offre lo spunto per  numerose considerazioni, una su tutte quella che riguarda la differenza fra agente e causa delle malattie.  L’agente, che può essere la cellula tumorale così come il virus e il batterio, non è né buono né cattivo, ma fa il suo mestiere.
 
La causa, che ne determina la proliferazione, è prevalentemente condizionata dai determinanti sociali, ambientali, alimentari e comportamentali; solo marginalmente da quelli genetici e sanitari, nel senso di strutture, mezzi e personale sanitario. Le strategie imperanti perseverano diabolicamente nel destinare le risorse economiche nel combattere l’agente piuttosto che focalizzare l’attenzione sulle cause.
 
Questa visione distorta della malattia, che dovrebbe essere sostituita da quella di una visione che si focalizzi sulla tutela e sulla promozione della salute,  rappresenta il problema centrale. Finché si avvantaggeranno gli investimenti sugli agenti, a discapito di quelli sulle cause, non si ridurranno i problemi della salute sprecando risorse finanziarie.
 
La sua rivista ha spesso evidenziato l’utilità di una strategia che punti a destinare le risorse finanziarie sulla prevenzione primaria, ma i “nostri decisori” continuano a fare orecchie da mercante.
 
Nick Sandro Miranda
Tesoriere Ordine dei Medici di Udine

30 Dicembre 2014

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