Lettera aperta a Bianco di una laurenda: “Ecco l’Ordine che vorremmo”

Lettera aperta a Bianco di una laurenda: “Ecco l’Ordine che vorremmo”

Lettera aperta a Bianco di una laurenda: “Ecco l’Ordine che vorremmo”

Gentile direttore,
ho scritto una lettera aperta indirizzata al Presidente Bianco della Fnomceo, e ai Presidenti degli Ordini dei medici provinciali per testimoniare come spesso l’Ordine dei Medici venga vissuto come estraneo e distante da noi giovani laurandi o laureati e avanzare alcune proposte per avvicinarlo alle esigenze di giovani. Eccola:
 
Gentile Presidente Bianco, gentili Presidenti degli Ordini dei medici provinciali,
durante questo autunno "caldo" l'attenzione è stata più volte catalizzata su problematiche della massima importanza, vedi la questione dei ricorsisti (che grazie alla sentenza del Tar si sono potuti iscrivere in sorvannumero creando non poche difficoltà gestionali), la questione delle specializzazioni (riforma sì, riforma no, lo scandalo dell'esame di ammissione), la necessità di interrompere il "vizietto" all'italiana del precariato infinito e infine l'ormai chiara necessità di dover mettere mano alla questione formazione pre e post-lauream; vorrei umilmente aggiungere un'altra voce a questa interminabile lista di evidenze e fatti, vorrei chiedere a Voi Presidenti, come mai esista una distanza tra la figura dell'Ordine e noi studenti.
 
Spesso l'Ordine viene vissuto come estraneo e distante da noi: è un obbligo perché un giorno ci si dovrà iscrivere; ma non converrebbe invece vederlo come uno spazio di confronto, un'opportunità di crescita e magari perché no, essere di supporto alle varie attività extra-formative per gli studenti?
 
Questi due mondi apparentemente separati e distanti sono uno la continuazione dell'altro ed è un peccato invece che non ci sia una possibilità di vicinanza e di scambio.
Per esempio, molte volte non si ha la possibilità di dar voce a curiosità o richieste  extraformative, ma sempre di interesse culturale medico, perché la Facoltà ha prettamente un ruolo formativo, e quindi perché non permettere l'esistenza di un organsimo rappresentativo degli studenti all'interno delle attività dell'Ordine? Si darebbe l'opportunità affinché i propositi dei giovani studenti siano valorizzati, e il confronto con chi è più esperto potrebbe indirizzare la costituzione di eventi, magari anche con specialisti del settore, evitando così la dispersione e la ridondanza di informazioni.
 
Pertanto credo che la confluenza di più menti, anche di generazioni diverse, possa essere d'aiuto nel far superare questa empasse generale.
 
Eleonora Franzini Tibaldeo
Studente alla Facoltà di Medicina, Torino

03 Dicembre 2014

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