Medici e infermieri. Com’è difficile andare d’accordo

Medici e infermieri. Com’è difficile andare d’accordo

Medici e infermieri. Com’è difficile andare d’accordo

Gentile direttore,


vorrei rispondere all'interessante lettera pubblicata ieri su QS della dr.ssa Chiara D'Angelo. Carissima Chiara (permettimi di darti del tu) quello che auspichi con purezza d'animo è lo stesso che feci io l'anno scorso proprio  con gli infermieri. In un dibattito partito dal prof Cavicchi sulla questione infermieristica, chiesi appunto agli infermieri, ingenuamente, la stessa cosa che chiedi tu oggi ai medici. La risposta che ricevetti fu sconcertante, la stessa chiusura che erroneamente veniva attribuita alla classe medica, la notai dai tuoi colleghi, c'era chi addirittura sosteneva che era una questione irrisolvibile fintanto che i medici avessero detenuto il potere.


 


Io non credo che ci siano i buoni e i cattivi, credo invece ci sia un problema molto più profondo che parte dalla base, dalla formazione, ma questo problema è anche legata alla manchevolezza da parte dei sindacati, ad affrontare il grave problema lavorativo, cosa tra l'altro piu volte posto in evidenza su questo giornale.


 


Nel mio piccolo, da studentessa in medicina, ho legato amicizia sia tra i medici che tra gli infermieri, e ripeto non ho mai visto dinamiche di serie A e di serie B, le uniche questioni che si erano sollevate, ma da entrambe le parti, erano legati agli orari, alla mancanza dei turn over, alla stanchezza generalizzata e al born out (tra l'altro denunciato da Anaao giovani in un loro preziosissimo lavoro uscito in questi giorni). Ognuno ha la sua mansione, rispettabilissima.


Inoltre noi studenti dobbiamo ringraziare la preziosa figura dell'infermiere come addestratore alle manovre invasive.


 


Credo fermamente che ci si debba muovere su più piani, sia dal punto di vista lavorativo che dal punto di vista formativo. Valorizzando le radici saremo certi di poter un giorno vedere quello che molti si auspicano: la valorizzazione ma soprattutto la coesione di tutte le figure professionali sanitarie nell'ottica di benessere per tutti, malati compresi!


 


Eleonora Franzini Tibaldeo


Studentessa facoltà di medicina – Torino

20 Novembre 2014

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