Medici e infermieri. Evitare il ritorno al mansionario

Medici e infermieri. Evitare il ritorno al mansionario

Medici e infermieri. Evitare il ritorno al mansionario

Gentile Direttore,
non sono d'accordo con l'analisi di Ivan Cavicchi e le spiego perché. Il problema a mio avviso è la definizione di "assistenza integrata". Cosa vuole intendere questa formula? Legislativamente parlando il nostro profilo e le nostra autonomia professionale sono chiaramente delineate. Il medico è portatore di garanzia nei confronti del paziente e responsabile riguardo la diagnosi e la prescrizione, l'infermiere è il responsabile generale dell'assistenza e della somministrazione della terapia e portatore di garanzia nei confronti del paziente, oggi, almeno nella carta. Non condivido questa proposta per il semplice fatto che in questa maniera l'assistenza non sarebbe più materia esclusiva dell'infermiere, bensì diventerebbe condivisa con il medico, ma non solo, coordinata e gestita da quest'ultimo (ritorno al mansionario). Si parla di "gerenza" non a caso.

Per quanto concerne le "competenze avanzate", con un riconoscimento legislativo si otterrebbe sia l'ufficializzazione delle effettive attività svolte dall'infermiere, fino ad oggi sempre espletate senza riconoscimento, e quindi nell'abusivismo, sia una maggiore tutela e sicurezza per il cittadino. Purtroppo è vero che la nostra professione, nonostante l'evoluzione normativa, ancora oggi deve fare i conti con il macigno del "demansionamento".

E' vero purtroppo che l'infermiere, nell'immaginario collettivo, non si discosta dalla figura dell'ausiliario, ma non è questa la giusta proposta per cercare di venirne a capo, anzi proposte simili rischiano di cristallizzare ancor più la questione infermieristica, dando false speranze e visioni non puntuali della nostra realtà professionale.

Alfio Stiro
Infermiere

08 Aprile 2015

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