Medicina convenzionata. Tutti i dubbi sul nuovo Atto d’indirizzo

Medicina convenzionata. Tutti i dubbi sul nuovo Atto d’indirizzo

Medicina convenzionata. Tutti i dubbi sul nuovo Atto d’indirizzo

Gentile Direttore
la bozza del documento integrativo dell’ atto di indirizzo per la medicina convenzionata che sembra avere riaperto la strada delle trattative per il rinnovo della convenzione per il comparto delle cure primarie contiene delle criticità su cui occorre riflettere. Bene la conferma dell’organizzazione generale in AFT e UCCP. Bene la creazione di un “fondo di AFT” dove confluiscano tutte le risorse precedentemente destinate dagli AACCNN alla remunerazione dei fattori produttivi e che servirà a mantenere il trattamento economico preesistente dei medici partecipanti alle AFT.
 
Dubbi sulle modalità realizzative del meccanismo con cui le altre “risorse, che si libereranno in forza della cessazione degli incarichi ovvero della variazione dello standard erogativo ed organizzativo, saranno finalizzate, in misura prioritaria, alla perequazione del trattamento economico dei medici di scelta operanti nella medesima AFT” mentre “la restante parte sarà utilizzata dall’Azienda per realizzare condizioni di omogeneità del trattamento economico dei medici iscritti negli elenchi di scelta operanti nelle altre AFT del territorio”. Occorrerà vigilare quindi che non si creino gravi discriminazioni retribuitive tra medici della stessa AFT e tra quelli di AFT diverse per gli stessi carichi lavorativi.
 
Male la ribadita assenza di nuovi finanziamenti anche se è scomparsa la fatidica parola “isorisorse” sostituita dall’ “invarianza delle risorse finanziarie già disponibili”.
 
Male la riduzione dell’assistenza da H24 ad H16 per una serie di motivi:
• l’assistenza dalle 24 alle 8 sarebbe affidata esclusivamente al 118 e quindi ad una struttura preposta solo all’emergenza/urgenza e che si troverebbe costretta a fronteggiare contemporaneamente codici bianchi e codici rossi con il rischio di dover trascurare questi ultimi; in molte aree, specie periferiche, il 118 non è medicalizzato per cui ogni richiesta potrebbe trasformarsi in un trasporto alla più vicina area di emergenza con un aumento degli accessi impropri in PS;
• la riduzione delle ore di servizio dei medici della Continuità Assistenziale danneggerà economicamente gli stessi, visto si perderanno 8 ore a turno e non si chiarisce come e con quale utilizzo potranno fare le promesse 112 ore mensili rispetto alle 108 attuali. Si determinerà a cascata un’ulteriore riduzione delle possibilità di inserimento lavorativo dei “giovani” medici
 
Per le trattative per il rinnovo della convenzione ribadiamo le nostre proposte:

– Realizzazione del ruolo unico dei medici di assistenza primaria a 38 h, che comprenda gli attuali MMG e medici della CA, fissando tempi e modi, e partendo dal completamento dell'orario dei medici di CA in attività territoriali e assistenziali.
– Riduzione del massimale da 1500 a 1000 pazienti, per medico di famiglia, integrando con attività distrettuali orarie per mantenere lo stesso livello attuale di reddito
– Attuazione del patto generazionale, partendo dagli attuali medici di CA per renderli tutti medici di cure primarie: il ruolo unico elimina le differenze tra giovani e anziani, e creando con un sistema di vasi comunicanti consente una integrazione completa tra i vari professionisti del territorio.
– Completa informatizzazione e messa in rete del sistema AFT, UCCP, PTA e Ospedali garantito da risorse Aziendali
– Riforma dei CFSMG con formazione sul campo per i giovani medici. Un sistema integrato come quello delle AFT e delle UCCP è il “luogo” dove i medici di medicina generale in formazione possono realmente “imparare facendo”, rispetto agli attuali corsi che mimano sterilmente le specializzazioni accademiche, lontane mille miglia dalla realtà della medicina territoriale
 
Carmelo Cottone, Francesco Giacovelli, Filippo Giannobile
Medici di Medicina generale, Consiglieri regionali Fp Cgil Medici Sicilia 

09 Aprile 2016

© Riproduzione riservata

Case di Comunità e medici di medicina generale, due attori inscindibili ed essenziali
Case di Comunità e medici di medicina generale, due attori inscindibili ed essenziali

Gentile Direttore,torniamo sulla questione dei Medici di Medicina generale, non solo perché avevamo sperato in un cambiamento che a causa di interessi corporativi e persistenze organizzative è sfumato. Nonostante le...

La cura non va in vacanza
La cura non va in vacanza

Gentile Direttore,ogni estate il tema dell’abbandono degli animali d’affezione torna, purtroppo, al centro dell’attenzione pubblica. È un fenomeno grave, che non può essere affrontato solo come emergenza stagionale o come...

Case e Ospedali di Comunità: la sfida non è inaugurare strutture, ma garantire competenze
Case e Ospedali di Comunità: la sfida non è inaugurare strutture, ma garantire competenze

Gentile Direttore,le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità rappresentano una delle più ambiziose riforme del Servizio Sanitario Nazionale degli ultimi decenni. Ma una domanda resta ancora aperta: chi...

Case di Comunità, il rischio di lasciare indietro periferie e piccoli Comuni
Case di Comunità, il rischio di lasciare indietro periferie e piccoli Comuni

Gentile Direttore,a pochi giorni dalla scadenza del PNRR, la discussione sulla riforma della medicina territoriale sta assumendo la forma di una corsa a ostacoli nella quale gli ostacoli vengono semplicemente...