Morire per un ascesso. Vogliamo guardare il dito o la Luna?

Morire per un ascesso. Vogliamo guardare il dito o la Luna?

Morire per un ascesso. Vogliamo guardare il dito o la Luna?

Gentile direttore,
la morte della ragazza palermitana, causata da un ascesso dentario, ha comprensibilmente destato emozione. Ne sono conseguitidei commenti anche su questo giornale, che forse non sempre contengono il dono della razionalità. Siamo tutti d’accordo, i disinvestimenti stanno distruggendo la sanità pubblica e con essa la possibilità di affrontare efficacemente le malattie. Tuttavia, altre sono le riflessioni che il caso palermitano dovrebbe indurre.
 
Non sono a conoscenza della precisa patologia di cui era affetta la ragazza, ma presupponendo che fosse stata la complicanza di una delle più frequenti malattie della bocca, la carie, la prima domanda che ci si dovrebbe porre è: si tratta di un destino? La risposta è: quasi mai! Ne deriva un’altra domanda: è più razionale affrontare questi problemi con la cura o piuttosto agire riducendone l’insorgenza? In altri termini, è più conveniente investire in prevenzione primaria o continuare a combattere una “perenne emergenza” con proposte che non ci portano da nessuna parte?
 
Questo guardare al dito piuttosto che alla luna è un problema generale. Emblematico è un recente scritto della dott.ssa Patrizia Gentilini intitolato “Perché stiamo perdendo la guerra contro il cancro”. La collega, traendo lo spunto da un recente articolo di Lancet, si chiede se la quarantennale politica contro il cancro sia stata vincente o se non la si debba ripensare cambiando i paradigmi.
 
Per affrontare i problemi della salute non serve investire in sanità, oltre un certo limite, ma occorre agire sui più importanti determinanti che condizionano la salute: sociali, ambientali, comportamentali e alimentari. Se ai medici sta ancora a cuore la salute delle persone, quello che serve principalmente non è solo la salvaguardia del SSN ma è investire in prevenzione primaria!  Perché non lo si faccia è un’altra storia.
 
Nick Sandro Miranda
Vice presidente vicario Andi Friuli Venezia Giulia

26 Febbraio 2014

© Riproduzione riservata

Professioni sanitarie, una delega senza riforma
Professioni sanitarie, una delega senza riforma

Gentile Direttore, Il 28 ottobre la Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega sulle professioni sanitarie, l'AC 2700. Lo ha fatto senza accogliere un solo emendamento...

Salute mentale dimenticata nella Legge di Bilancio
Salute mentale dimenticata nella Legge di Bilancio

Gentile Direttore,in questi giorni comincia la discussione sulla prossima legge di bilancio 2027 ed è pertanto il momento nel quale porre con forza il tema delle risorse per la salute...

Disinvestiamo dall’ospedale per investire sul territorio. Se la sente ministro?
Disinvestiamo dall’ospedale per investire sul territorio. Se la sente ministro?

Gentile direttore,qualche giorno fa Qs ha riportato alcune affermazioni molto condivisibili del Ministro Schillaci per il quale le risposte alle difficoltà del sistema sanitario non possono essere affidate a interventi...

La medicina tecnologica malata di tecnologia
La medicina tecnologica malata di tecnologia

Gentile Direttore,la tecnologia permette di guarire e curare meglio molti malati con terapie impensabili fino a qualche decennio fa. Nello stesso tempo può rendere malate molte persone sane o con...