Nomenclatore ausili, necessario un ripensamento del modello concettuale   

Nomenclatore ausili, necessario un ripensamento del modello concettuale   

Nomenclatore ausili, necessario un ripensamento del modello concettuale   

Gentile Direttore,
desideriamo esprimere alcune considerazioni su un tema di grande rilevanza per la salute pubblica e la qualità della vita delle persone con disabilità. Condividiamo le criticità recentemente sollevate dal Presidente della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER), Giovanni Iolascon, riguardo al comparto delle tecnologie assistive, strumenti fondamentali per il benessere psico-fisico e la partecipazione sociale.

Attualmente, l’impostazione della spesa sanitaria “a silos”, la diversificazione regionale delle procedure prescrittive, l’arretratezza della codifica rispetto all’innovazione tecnologica e la mancata revisione dinamica delle tariffe evidenziano la necessità di un dialogo più ampio e inclusivo tra tutti gli attori coinvolti. La fornitura di ausili appropriati, adeguati alle necessità specifiche della persona e del suo contesto, rappresenta un pilastro del miglioramento della qualità di vita non solo del paziente, ma anche delle sue famiglie e della comunità circostante. Ciò è ancor più vero per le disabilità gravi e complesse, dove la personalizzazione degli ausili può fare una differenza significativa.

Per anni, gli ausili sono stati parte integrante del progetto riabilitativo individuale, un approccio centrato sulla persona e le sue potenzialità. Tuttavia, il nomenclatore previsto dal DPCM LEA 2017 ha modificato drasticamente questo modello, trattando molti dispositivi adattabili come “ausili di serie” e sottoponendoli a procedure pubbliche di acquisto. Questo sistema non solo limita la scelta e le possibilità di adattabilità degli ausili da parte dei professionisti sanitari, ma introduce nuovi passaggi burocratici che rallentano la fornitura, con un impatto diretto sui pazienti. Inoltre, la sentenza del TAR del Lazio sul nuovo nomenclatore della specialistica ambulatoriale ha generato un caos a livello regionale, rallentando le forniture anche di tutti gli ausili per disabilità.

Una recente indagine di Confindustria dispositivi medici ha evidenziato che le gare d’appalto regionali spesso non soddisfano i fabbisogni stimati: in media, le quantità realmente fornite dagli aggiudicatari rappresentano meno del 50% di quanto richiesto in bando (e, per alcuni lotti, meno del 10%). Questo sistema penalizza le imprese, che si espongono finanziariamente per garantire i fabbisogni, accumulano prodotti inutilizzati, e i pazienti, che vedono compromessa la possibilità di accedere agli ausili più adeguati. È evidente che le procedure di gara non sono adatte a dispositivi altamente personalizzabili e destinati a patologie complesse, dovendo poi ricorrere ad acquisti extra gara con notevoli sprechi sia da parte del servizio sanitario che disservizi per il paziente.

Come sottolineato anche dal Presidente Iolascon, riteniamo sia necessario un ripensamento del modello concettuale del nomenclatore degli ausili. È fondamentale adottare un approccio che metta la persona al centro, garantendo dispositivi appropriati e aggiornando le tariffe in modo regolare, come avviene in altri Paesi europei. Chiediamo, pertanto, che gli ausili per disabilità gravi e complesse siano reinseriti in un elenco assimilabile a quello dei dispositivi “su misura” per garantire una reale personalizzazione e rispondere efficacemente ai bisogni dei pazienti.

In un’epoca in cui si parla sempre più di inclusione scolastica, lavorativa e sportiva, auspichiamo che anche il nostro sistema sanitario sappia cogliere questa sfida, promuovendo soluzioni che tutelino la dignità e il benessere delle persone, con o senza disabilità.

Con l’augurio che il Ministero della Salute possa intervenire tempestivamente con misure adeguate, La ringraziamo per l’attenzione e lo spazio dedicato a questo tema cruciale.

Elena Menichini
Presidente Associazione Ausili di Confindustria dispositivi medici

Elena Menichini

23 Gennaio 2025

© Riproduzione riservata

Accessi PS, dubbi sul ruolo del triage per il trasferimento di pazienti ai CAU
Accessi PS, dubbi sul ruolo del triage per il trasferimento di pazienti ai CAU

Gentile Direttore,sembra ci sia allo studio della Regione Emilia-Romagna un programma di trasferimento ai Centri di Assistenza e Urgenza (CAU) di pazienti che si presentano al triage del Pronto Soccorso...

Formare palliativisti o formare medici capaci di prendersi cura?
Formare palliativisti o formare medici capaci di prendersi cura?

Gentile Direttore, in Italia è attualmente in corso un ampio dibattito sulla formazione in cure palliative. La Società Italiana di Cure Palliative (Sicp) ha più volte richiamato l’attenzione sulla carenza...

Elisoccorso. Siaarti: competenze documentate, appropriate al contesto e mantenute nel tempo
Elisoccorso. Siaarti: competenze documentate, appropriate al contesto e mantenute nel tempo

Gentile Direttore,la recente interrogazione al Consiglio della Provincia Autonoma di Trento ha riacceso la discussione sulla composizione delle équipe di elisoccorso (HEMS) e, in particolare, sull’impiego dei medici di Medicina...

Scienza e politica: dal conflitto al confronto costruttivo
Scienza e politica: dal conflitto al confronto costruttivo

Gentile Direttore,era settembre dell’anno scorso quando il Presidente Donald Trump dichiarò, con toni allarmistici, che l’uso del paracetamolo in gravidanza avrebbe potuto compromettere il neurosviluppo del bambino, aumentando il rischio...